PARODIUS DA!

parodiuscouv.jpg (15112 bytes)Ironizzare il precorritore, il videogioco rimasto nella storia e per molto tempo paradigma dei generi fu una grossa idea per Konami. Preservando la maestà regnante del Gradius, viene proposto l'eterno concetto: sparare scorrendo in orizzontale, mentre decine di nemici ci attaccano in contemporanea con l’intento di distruggere il nostro velivolo. La presa in giro dello spara e fuggi non impedirà comunque la scalata verso quella concezione sparatuttista coniata da Gradius ed espressione grafica assoluta. Parodius rappresenta una alternativa al classico shooter Konami più estetica che effettiva, visto che ci si ritrova nei medesimi meccanismi di upgrade, nelle medesime cadenze di sparo prodotte dalla Vic Viper che fu. Ciò che cambia è il sottotesto di allegrezza diffusa e nonsense filonipponico ravvisabile ovunque nella materia scenografica, e culminante in un monster design di deliri cromatici e paradossi nautici.

La selezione iniziale prevede l'utilizzo di quattro navicelle: la Vic Viper, Twin Bee, Octopus e Pentarou. Sulle prime due ci sembra abbastanza inutile soffermarsi visti i trascorsi arcade, quindi focalizziamo su Octopus, polipo dallo sparo in configurazione Salamander e su Pentarou, pinguino scemo con i settaggi di sparo alla Gradius III. Di fatto, Parodius è un calderone di spara e fuggi tradizionali, un episodio speciale di Gradius che si avvicina più a un sequel che a uno spinoff. Incassati i clichè e messe da parte le ovvie analogie sulla sistemazione dei livelli, inverviene in favore del parodistico la performazione degli attacchi, che a seconda del personaggio scelto appariranno sensibilmente differenti per effetto, velocità e intersezione in fase di upgrade. Il difforme approccio allo sparo, nel caso si piloti Twinbee piuttosto che la Vic Viper, nel caso si opti per Octopus in sfavore di Pentarou, si avverte in modo concreto e si fa garante di una elevata percentuale di rigiocabilità. Prima ancora che Star Parodier ridefinisse le manie dello sparatutto commemorativo, Parodius introduceva il verbo dello shoot'em up icona, della opera che potesse in qualche modo definire la vita, il percorso culturale del marchio realizzatore. La opera Konami è un racconto illustrato di grandi saghe apparse in arcade dall '85 al '90, quindi nell'ambito di una considerevole porzione di storia dei videogiochi.

A livello strettamente ludico, Parodius trasuda rigore. Il bilanciamento assoluto del livello di difficoltà, l'inserimento scalare dei nemici, il coefficiente di annientamento dei boss basato sui punti nevralgici, la curva di apprendimento dei pattern, la sfera di annientamento preliminare portano a uno stato di ammirata sottomissione. E' curioso come la elementarità concettuale dello sparatutto Konami possa tuttora assurgere a una posizione di privilegio nel fattore della sussistenza dei meccanicismi fondamentali del gameplay. Eppure Parodius ha il potere di applicare alla morfologia dello scrolling una matematica di assimilazione ambientale che unifichi lo scenario, il teatro del pixel, alle semplici dinamiche di spostamento dei velivoli. Rispetto al coin-op originale è riscontrabile una lieve scrematura grafica, ma in compenso viene introdotta una modalità inedita che rimescola i livelli riposizionando i boss e realizzando rinnovate situazioni di sparo. Ridimensionamento cromatico a parte, la estetica si lascia ammirare per dettaglio e originalità delle caratterizzazioni. I boss si prendono la scena animandosi con disinvoltura e l'insieme dei volatili-navicella contribuisce a riempire un contesto di surreale fantasia giocattolosa. Piuttosto riuscita la colonna sonora, malgrado la semplificazione timbrica degli effetti e delle tonalità, ma in fin dei conti a sparare Parodios nell'albo dei classici è il concept. Non la grafica. Non il sonoro. Sarà pure identico per struttura a Gradius o a Salamander, sarà pure ruffiano nell'accattivarsi il fandom, sarà pure schematico nel level design e nei metodi direzionali, ma questo simpatico shooter ultracolorato è ricolmo di magia. La magia di una Konami al suo massimo splendore.

 

 

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PRO

Ottima realizzazione tecnica

Divertente e longevo

                   

CONTRO

Struttura balistica inflazionata

                     
                      

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