POMPING WORLD

asukacover2.JPG (19175 bytes)Nell '89 alla Mitchell Corporation venne in mente di realizzare un coin-op basato sulle bolle e i rimbalzi chiamato Pomping World. Il gioco deve essere piaciuto molto a Capcom, che nello stesso anno decise di distribuirlo sul suolo americano col nome di Buster Bros. In Europa, invece, fu reintitolato Pang. E si giunge al 1991 con Hudson Soft che decide di occuparsi dell'adattamento PC Engine, optando per il formato CD-Rom. Un titolo importante, pensiamo, perchè quando uscì in sala giochi incarnava perfettamente quel filone di platform turistici con cui si viaggiava in giro per il mondo muovendo simpatici pupazzetti giapponesi. E di posti da visitare ve ne saranno, in Pomping World, come il Monte Fuji, come Parigi, come Londra e l'Isola di Pasqua, per un totale di cinquanta livelli di azione adolescenziale di primissima scelta. Tutti hanno inserito almeno un gettone nel cabinato di Pang, perchè alla fine degli anni '80 troneggiava in tutte le sale giochi del mondo.

Semplificando, bisogna sparare alle bolle colorate. Entrando nei dettagli, codeste bolle si sdoppiano, e bisogna sparare e sparare ancora finchè il livello non viene ripulito. La impostazione di gioco è lineare ma creativa, perchè a bersaglio centrato corrisponde un livello di sfida crescente, col video che si riempie di piccole bolle rimbalzanti e noi che cerchiamo di evitare di collidere con le stesse. Diabolico, ma la cosa funziona. Per vivacizzare il gameplay i realizzatori inseriscono una serie di potenziamenti utili a facilitare la ripulitura del video, si guardi alla barriera protettiva o all'arpione in duplice sequenza, o ancora allo shotgun. Ovvio che detti power up abbiano una durevolezza limitata, e che si dovrà ottimizzare ogni singolo oggetto acquisto prima che i benefici temporanei abbiano termine. Ma non tutti gli accessori acquisibili offrono un effettivo e immediato supporto: la dinamite fa sì espoldere tutte le bolle grandi, ma in virtù della deflagrazione multipla diventa difficile scansare tutte le bollicine createsi. L'arpione fisso, che si incolla al soffitto rimanendovi fino al contatto con le bolle, è un'altra opzione di utilità solo parziale, lì dove non ci sarà consentito lanciare più di una frecciata alla volta. L'intuito e la capacità decisionale diventano essenziali per riuscire a fronteggiare l'elevato numero di sprites, considerando che l'abilità nel centrare le palline conti fino a un certo punto quando si è completamente circondati.

A movimentare una azione comunque ciclica e immutevole ci pensano le strutture interne di ogni livello. Capiterà di dovere abbattere dei sostegni in pietra o di salire piani rialzati attraverso ripide scale; in alcuni casi il livello viene sdoppiato da un divisore centrale a doppia scalinata, giusto per renderne problematico l'attraversamento. Nei livelli avanzati il level design si incattivisce al punto da portare il giocatore sull'orlo della frustrazione, ma non al punto da indurlo ad abbandonare. Ci si intrattiene, valutando il livello di sfida. Tuttavia è possibile che sopravvenga una condizione di monotonia sotterranea come effetto collaterale della manovalanza monotematica, come accadeva in arcade, ma ciò non toglie che il titolo resti immensamente giocabile e appagante. Una conversione estremamente accurata, quindi. Hudson riproduce l'arcade rispettandone estetica e giocabilità, come era sua consuetudine in quegli anni. A parte una lieve riduzione dei colori e un fisiologico calo di definizione degli sprites, Pomping World è pressochè indistinguibile dal coin-op, con cui condivide anche la indispensabile opzione per due giocatori. Il formato CD consente inoltre di ascoltarsi il soundtrack originale nel filtro della rimasterizzazione in digitale, con ampi benefici sulla nitidezza degli strumenti. Se già in origine le musichette innocenti si lasciavano ascoltare gradevolmente, su traccia si guadagnano la definitiva consacrazione. Approviamo l'esistenza di Pomping World perchè è un videogioco immediato, impulsivo, impegnativo. Lo abbiamo amato quando, ancora adolescenti, ci giocavamo nella sala giochi vicino casa. E lo amiamo adesso, che siamo parecchio invecchiati, anche se siamo costretti a giocarcelo a casa.

 

 

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PRO

Le bolle colorate

Giocabile e appagante

       

CONTRO

Ripetitivo a lungo termine

                    
                         

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