RABIO LEPUS SPECIAL

rabiolepuscover2.JPG (17329 bytes)Il bizzarro uovo alato con guantoni da boxer era stato ideato da Video System già nel 1987, quando in arcade uscì Rabio Lepus. L'episodio ivi recensito per PC Engine non rappresenta conversione diretta del titolo, bensì episodio inedito appositamente creato per la console Nec. La versione coin op aveva riscosso un discreto successo tre anni prima grazie al carisma della astronave tondeggiante, e Video System contava di bissare il tutto anche sui lidi domestici. A dirla tutta il tentativo, visto a quindici anni di distanza, risultava alquanto pretenzioso considerando la feroce concorrenza sul campo degli shooters, ma è anche vero che in quel periodo fosse quello il genere per andare sul sicuro se si voleva arrischiarsi nella produzione di un videogioco. Rabio Lepus Special è uno shooter a scrolling orizzontale concettualmente simile ad R-Type e vagamente parodizzante del suo manifesto ludico. Quindi astronavi, strani esseri volanti e proiettili per non andare fuori traccia....

Lo sparatutto Video System è solo discreto. Nonostante una struttura a scorrimento collaudata i programmatori non hanno fatto altro che attingere al primo Rabio Lepus cambiando totalmente gli sfondi. Una parziale novità è rappresentata dalla barra energetica a tre tacche, che reprime la frustrazione di dovere soccombere dopo un solo colpo subito. Onnipresenti i power up armamentari e interessante la possibilità della navicella di sferrare un colpo ravvicinato col guantone. Lo stesso interverrà automaticamente quando un qualsiasi avversario si accosterà a meno di un palmo della nostra navicella. Con il secondo pulsante di fuoco attiveremo un attacco speciale missilistico (le classica smart bomb) che farà piazza pulita al posto nostro. Nulla di nuovo nè di originale. Bisogna ammettere che sul profilo del divertimento Rabio Lepus Special offre un buon quantitativo di distruzione da sala giochi, concentrando i suoi propositi verso quella fascia di videogiocatori assuefatti da R-Type e company. Sul bilanciamento della difficoltà il lavoro svolto è più che buono. Procedere per i livelli è fatto agevole alle prime battute, con naturale impennata della difficoltà verso i livelli finali. Purtroppo, a causa delle dimensioni piuttosto ingombranti della navicella, risulterà alle volte problematico evitare qualche proiettile, che magari in condizioni normali avremmo eluso. Ma quest'ultimo risulta essere, alla fine, il male minore.

Ciò che ridimensiona Rabio Lepus Special è una latente sensazione di noia una volta ultimato il primo livello. Di fatto la impostazione è troppo lineare sia durante che alla fine dei livelli, negli scontri con i mostri finali, mossi da una discutibile A.I. che li vede soccombere senza particolari meccanismi di attacco. Praticamente tutto l'opposto di ciò che accadeva nel capolavoro della Irem. Fortunatamente il design degli stessi è molto buono e alla vista possiedono un profilo caratteriale (osservate pure le movenze del primo boss, che sembra un cinghiale impazzito) di notevole fattura. La grafica degli sfondi non può contare, purtroppo, sulla medesima cura realizzativa: malgrado sia presente uno strato parallattico riservato al fondale, il dettaglio risulta approssimativo e le colorazioni a volte non troppo azzeccate (salvo alcune eccezioni). Traspare chiara una certa superficialità nella realizzazione delle costruzioni in primo piano, costituite dai classici spuntoni provvisti di cannone a ricerca. Tutto già visto e giocato. Sul profilo della programmazione vera e propria non vi è in realtà alcun lato negativo, vista la totale assenza di rallentamenti e una ottima fluidità di animazioni e scrolling. Il problema, piuttosto, è nella qualità incostante del disegno grafico, che solo a volte riesce a incidere cromaticamente e praticamente mai su quello stilistico. Resta un sonoro che può contare su buoni effetti e musichette tutto sommato orecchiabili e a tema. Succede, allora, che Video System abbia sfruttato la console Nec senza adoperarsi realmente nella realizzazione di qualcosa che potesse essere ricordato, e ciò che alla fine si salva è giusto la caratterizzazione del personaggio principale. Il che è francamente troppo poco.

 

 

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PRO

Carismatica navicella "vivente"

Buon livello di programmazione

                   

CONTRO

Decisamente noioso

Grafica appena sufficiente

                       

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Note di produzione