SAPPHIRE Quando ci si mette a cercare un
videogioco che rappresenti qualcosa, nella storiografia di una console, che sia ricordato
per un insieme di fattori scatenanti, per giunzioni astrali, per uno stato di lapidaria
leggenda, allora quel videogioco potrebbe rispondere alla estesa denominazione
di Ginga Fukei Densetsu Sapphire. Una opera d'elite, visto che non tutti possono
permettersi di sborsare i danari che il mercato dell'usato pretende dall'utente
interessato a rispettive copie originali munite di spinecard. Indubbiamente i costi
elevati sono dovuti a una intrinseca rarità, dal momento che Hudson decise di limitare la
tiratura di stampa a qualche migliaio di esemplari - si era a metà anni Novanta, quindi
nel periodo di Saturn e Playstation - ma anche a un hype eccessivo, a un
passaparola che ha fatto si che lo sparatutto sovraccaricasse il luogo comune che lo
voleva pressoché introvabile quando, in realtà, si poteva rinvenirne compie ancora
invendute - e imballate - bivaccando sui quartieri di Akihabara.
Al di là dellimplicita rarità Sapphire è tra i
più complessi sparatutto rilasciati negli anni Novanta. Per realizzarlo i progettisti/
programmatori della Hudson Soft sviscerarono dalla Arcade Card (il titolo gira solo se
supportato dallupgrade hardware) tutte le potenzialità di interpolazione degli
sprites, di rendering tridimensionale e di overclock del sistema. Il risultato è
sotto gli occhi di tutti (di tutti quelli che ce lhanno o lanno visto), e
rappresenta lo stato dellarte, lapogeo tecnoludico, la vetta estetica di un
genere che su PC Engine prevaleva, e che Sapphire chiuse con un monito: "siamo alla
fine di una grande era videoludica, lo sparatutto in quanto tale cesserà di esistere,
giocate finchè siete vivi e sparate affinchè ogni cosa sia distrutta in una ultima,
devastante esplosione". Era il 1995, e la produzione software del gioiello della Nec
si sarebbe arrestata di lì a breve, ma sarebbe accaduto con liscrizione di Sapphire
nellalbo dei più tecnologici videogiochi della storia. Il titolo presenta un
accumulo grafico intrinseco, sofisticato, graduale e soppesato sulla autogestazione
differenziale dei movimenti; raytracing, rotazioni, scaling moltiplicato, morphing, 3D in
tempo reale, zoom degli elementi e praticamente ogni effetto visivo allepoca
conosciuto era presente e persistente per donare agli scenari un fulgido aspetto, un
meraviglioso, opulento crogiuolo stilistico cyberpunk di derivazione ipertecnica
e post-futuristica.
A controbilanciare la grafica allarmante vi è un sistema
di gioco affatto originale. L'armamento satellitare, l'upgrade, l'avvento dei boss, le
tempistiche di sparo appartengono ai clichè della console Nec e strutturalmente
non si aggiungono elementi di innovazione. Le astronavi si muovono verticalmente come uno Star
Soldier qualsiasi e nelle meccaniche di variazione delle armi si avvertirà il tipico
deja-vu, invero costituzionale, che perseguita i fanatici di questo genere. Ma la
giocabilità resta molto buona. Sparare alle navicelle nemiche restituisce una ottima
sensazione di potenza bellica, oltre a quantificare un gameplay che si mantiene nella
sopportabilità anche in condizione di scarsa potenza di fuoco. Hudson privilegia il
divertimento, evitando di cadere nella trappola della iconografia pura e dimostrando di
non avere smarrito i legami di sangue con la console Nec. In alcune occasioni Sapphire è
forse sin troppo magnanimo, soprattutto per la presenza di molti continue, ma riteniamo
che nella summa generale il bilanciamento della difficoltà resti soddisfacente. Ciò
detto, non possiamo dimenticarci della colonna sonora efficace, vagamente metal con
suggestioni techno, avente la peculiarità di reggere la azione che si produce a video e
di non scadere mai nella ridondanza. Ci troviamo davanti a un ottimo sparatutto,
indubbiamente. Non sarà quel capolavoro sbandierato da alcune e-zine monotematiche,
tuttavia non possiamo non riconoscere in Ginga Fukei Densetsu Sapphire la maestà dei
regnanti malgrado le speculazioni di mercato di cui è oggetto e nonostante la latitanza
di idee nuove.
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