SPLATTERHOUSE Se confrontiamo la versione arcade
di Splatterhouse, uscita nell' 88, con l'adattamento PC Engine realizzato due anni dopo,
cominciano a venir fuori innumerevoli differenze grafiche che penalizzano, naturalmente,
la edizione casalinga. Su PC Engine gli sfondi sono meno dettagliati, alcuni nemici sono
andati perduti e un paio di boss di fine livello sono addirittura stati sostituiti. Da
quanto esposto sembrerebbe che Namco si sia bevuta il cervello, ma in realtà si tratta di
una conversione eccellente. Per notare le discrepanze bisogna aver giocato a fondo sia
l'arcade che la conversione, visto che la giocabilità originaria è rimasta pressoché
invariata. Certo, consumato oggi Splatterhouse potrebbe non dire nulla, e
forse è anche così. Ma ritornando al periodo in cui fu pubblicato, ebbene non si può
che elogiarne la violenza horror inquietante, il ritmo che non
regredisce, la sagoma principale che riporta alla mente Venerdì 13....
Splatterhouse è fondamentalmente un picchiaduro a
scorrimento. Un picchiaduro in parte atipico, che dall'alto della sua linearità agisce in
modo differente dai capisaldi Technos, incentrando la azione più sulla frenesia che sul
combattimento puro. I nemici appariranno in successione mentre lo scrolling non si ferma
quasi mai per inquadrare sessioni di interscambio. A impreziosire il gameplay ci pensa la
disposizione dei livelli, che riesce ad alternare svariate scene in modo quasi
cinematografico. Nel bel mezzo di un livello potremo trovarci in un sottopassaggio
fognario, oppure in un tugurio disposto al di sopra di una scala. Ciò che regge l'intero
gioco è la atmosfera. Sembra di trovarsi all'interno di un B-movie splatter,
intriso di deliberata violenza visiva e pratica, lì dove potremo adoperare calci, pugni e
ogni sorta di arma acquisibile lungo il nostro progredire. Alcuni oggetti (vedi una chiave
inglese) potranno essere lanciati. Altri, tipo mazze o spranghe, potranno essere
utilizzati finchè non li si perde. La difficoltà generale, come nel coin op, appare
abbastanza calibrata e riuscirà ad attecchire, anche oggi, sull'animale da sala a cui
piace memorizzare la disposizione dei nemici migliorandosi di partita in partita.
Riteniamo che Splatterhouse sia un titolo piuttosto datato nella forma, il quale
necessariamente concede un meccanismo di attacco al nemico ridondante.
In fin dei conti le azioni da compiere sono sempre le
stesse: calcio, pugno, mazzata con spranga, e via fino al boss di fine livello. La
grandezza degli sprites, tutti discretamente animati, limita la manovrabilità, che nelle
situazioni di attacco simultaneo da destra e da sinistra favorisce la frustrazione. Ma il
picchiaduro Namco non è necessariamente invecchiato male. Gli appassionati del genere
potranno ancora farsi trasportare dalla azione frenetica e dalla violenza horrorifera, che
tolte le ambientazioni risulta molto simile a quanto visto in Fist Of The North Star,
della Sega. Sta di fatto che la conversione risulta estremamente riuscita, come nella
tradizione dei giochi PC Engine. Le differenze grafiche non inficiano la giocabilità e
quindi possono essere catalogate come "trascurabili" e non decisive. Il design
dei boss resta allora raccapricciante, molto riuscito nella sua visione organica e
lacerante, e le animazioni scorrono via fluide senza mai rallentare la azione. Lo sprite
principale è ormai una icona: maschera bianca puntellata, si innalza ad antieroe per
antonomasia catalizzando l'interesse del videogiocatore alla ricerca di emozioni nuove.
Molto buona anche la conversione sonora, con tutte le musichette originali e un
abbassamento di qualità nella sola riproduzione acustica degli effetti. In definitiva
siamo su livelli accettabili. Giocato oggi Splatterhouse potrebbe
risultare noiso e sovente ripetitivo, ma ciò non toglie al titolo della Namco un
particolare fascino didascalico, che anche dopo quindici anni riesce a realizzare un
gameplay ossessivamente violento. Invero per PC Engine vi è di meglio, ed è pacifico. Ma
se avete amato il coin op originale ritroverete in questa conversione tutto lo splatter
anni' 80 che avete tanto amato.
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