SPRIGGAN In una ipotetica gara che
definisse gli shooters più meccanizzati Spriggan di Compile stazionerebbe, ne siamo
abbastanza sicuri, lì sulla vetta. La impostazione di sparo è quella in verticale dei
vari Aleste con tanto di robottoni giapponesi che svolazzano luccicanti. Tali
propulsioni contaminate, di un luogo futuro che è anche rivisitazione post-moderna del
medioevo Tolkieniano, ascrivono la loro ascesa sfruttando il supporto CD con poderosa
lucidità: Spriggan mostra una coscienza dueddì che è anche
rivisitazione generazionale di un mondo in decadenza. La ideologia distruggitrice
derivante i primi shoot'em up della Konami, quando la umanità intera guardava
stupefatta agli orizzonti solcati dagli arcade con monetine, è nel titolo Compile
autocelebrazione direzionale della tecnologia. In senso assoluto. Il PC Engine DUO
diveniva l'emblema della superiorità del Giappone in azione di sparo a scorrimento
verticale.
Compile ha disposto per un sistema di gioco innovatore:
acquisendo sfere colorate - se ne troveranno di rosse, blu, gialle e verdi - ci si
costruirà, gradualmente, un arsenale variabile e pensato a combinazione delle stesse.
Detto incastro farà in modo che vi sia un conseguente fascio di sparo dalla
direzionalità variabile: accade allora che la battaglia a video assecondi perpetua la
ricerca al power up perfetto, quello che poi garantisce una potenza di fuoco in
grado di reggere la velocità degli attacchi avversari. Tra i settaggi più funzionanti vi
è la disposizione a pillola verde, gialla, verde,
a produrre un fascio pluridirezionale che investa buona parte dello schermo. La rosso,
blu, rosso invece tradurrà a video una specie di
triangolo infuocato assai efficace nello scontro con i boss. E via discorrendo avvinti a
una performabilità di sparo evidentemente ricca, i cui limiti risiedono più che altro
nella scarsa utilità di alcune combinazioni, alla fine deleterie in caso non venisse di
cambiar subito assetto. Interessante la possibilità di utilizzare le sfere acquisite come
smart bomb, per spazzare via lo schermo, benché tale manovra cagioni la seguente
perdita del triplice sistema di fuoco e quindi della formazione di sparo raggiunta. Si
viene così in conquista di un dosaggio strategico che è conforme ai tempi decisionali in
atto di upgrade e risolutivo per la soluzione ultima, nel quando si dovrà scatenare
l'attacco supremo.
Spriggan scivola via in modo cattivo. Per
vedere lo sparatutto concedere i primi momenti di soddisfazione bisognerà sputare via
l'anima, anche col livello di difficoltà settato su Normal. Eppure, non si
tratta di un titolo oggettivamente impervio. In soccorso di chi manovra interviene quindi
l'ottimizzazione dei tempi e dei pattern, a consentire il progresso costante e a
scongiurare il senso di frustrazione tipico del genere. Scovare il difetto di struttura
che sminuisca l'opera di Compile a raffronto dei paralleli mercati arcade e domestici è
impresa da delegare a chi di shooters non se ne intende: vi hanno anche inserito il time
trial mode derivato dalla saga di Star Soldier. Il comparto grafico è altresì
sontuoso. L'intercalazione di sprites e colori, le icone medievali e i meccanismi
futuristici complessi creano l'arte iconografica Compile che insiste sulla definizione del
colore nelle sue forme più accese, visualizzando un mondo in bilico tra la fantascienza
robotica e il classicismo fantastico di Winds of Thunder. Il singolo effetto
grafico è parte di un puzzle i cui tasselli s'incastrano per formare un mosaico di
scenografie sfarzose, che si protendano verso i sessanta fotogrammi, che si asservano a un
mecha design degno di The Five Star Stories. Tra un livello e l'altro
interviene la cut scene, la sequenza che si fa sintesi di tutto lo smisurato
lavoro artistico profuso dai disegnatori. Dunque l'arte estende anche al comparto
musicale, strumentale, dacché il supporto CD vien lustrato per offrire componimenti di
inaudita polifonia post-pop, post-rock, post-shock. Lo si dica senza scomporsi: Spriggan
è alla essenza dello spara e distruggi verticale per console. E non averlo
costituisce reato.
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