| SPRIGGAN
mark 2 Compile mira alla customizzazione. Al che, prima di ogni livello, sarà possibile configurarsi il robot. Eppure cotanta flessibilità assiste mark 2 anche durante le fasi attive, facendo sì che il giocatore interscambi continuamente i vasti arsenali a munizioni limitate. Tutto ciò diverte. Malgrado i fastidiosi e incomprensibili (per chi non pratica il giapponese) dialoghi di intermezzo potremo apprezzare un sistema di fuoco che prende il meglio di Forgotten World e Side Arms producendo l'upgrade delle armi in forma di confusione e apocalisse. Dunque si colga al volo l'opportunità di disattivazione delle stringhe, così da evitarsi la frammentazione della continuità ludica, per non dover passare metà del tempo a "skippare" nervosamente le sovrimpressioni. Pare comunque che la storia abbia interessanti risvolti psicologici e che riesca, a detta di chi l'ha tradotta, a catalizzare l'attenzione più di quanti ci si potesse attendere. Ne prendiamo atto. Ora vi è la questione della lunghezza di gioco. Che è discreta grazie agli otto livelli piuttosto estesi e ai pachidermi finali duri, crudi, metallari. La difficoltà generale è piuttosto elevata. Non sarà uno scherzo fronteggiare gli stormi robotici avversari, dal primo livello all'ultimo, ma bigogna ammettere che la potenziale violenza di fuoco, in effetti appagante, sopperirà in parte alla elevata difficoltà generale. Spriggan mark 2 non è un capolavoro. E con questo non si vuol assolutamente sminuirne il valore oggettivo. Solo che trattandosi di Compile, e succedendo a uno dei più imponenti sparatutto formato console, il titolo si carica di una eredità eccessiva e finisce per esternare alcuni limiti. A parte la linearità del level design, che può esser vista come necessità di struttura in sede di opzione volante delle armi, mark 2 mostra limiti nel registro stilistico delle grafiche in game. Se la presentazione e i restanti filmati possono rientrare nell'eccellenza del settore anime e robot, lo stesso non può dirsi quando si comincia a dissezionare il disegno degli sfondi e il character design del meccanismo da noi pilotato, che poteva dispensare maggior carisma. Discorso a parte per i boss, tutti estremamente dettagliati e spettacolosi nell'atto della figurazione dinamica, talché possano affermarsi a oggetti meglio funzionanti - nell'ambito del design - dell'intero gioco. Sul fronte sonoro si è su livelli medio-alti: gli effetti risultano solo discreti, e comunque negli standard qualitativi del chip del PC Engine, ma la realizzazione musicale, che sfrutta appieno il CD, non smentisce il talento dei musicisti Compile, sfornando brani hi tech indimenticabili ed evidentemente accordati all'azione. Che dire: se si è apprezzate le corazze a propulsione di Assault Suits Valken si apprezzerà senza dubbio anche questo Spriggan mark 2 rigurgitante cingoli. Vi si ritroverà i quintali di violenza ferrosa tipicamente nipponica, le atmosfere delle saghe animate alla Metal Armor Dragonar, nonché un gameplay essenziale per quanto rigido e ancora una valanga di armi da attrezzare come meglio si crede. Ma non ci si illuda di bissare agli apici del primo Spriggan o l'eccellenza allo stato brado delle saghe Hudson.
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PRO |
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Affascinante stile meccanico |
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Discreto gameplay |
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CONTRO |
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Inferiore al primo Spriggan |
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