STRIP FIGHTER II

stripfightercover.jpg (55889 bytes)Finalmente un bel gioco dove ci stanno donnine che si spogliano. Altro che Dead or Alive 2, questo è il vero hardcore: ragazze vestite (o meglio svestite) nei modi più provocanti, notevolmente disegnate, con tanto di strip teese alla fine di ogni round. La censura nipponica interverrà laddove necessario, per coprire interessanti strati di epidermide; siamo comunque su di un erotismo piuttosto esplicito, assolutamente improponibile in Europa, se l'Europa avesse importato il PC Engine. Ma ad esempio in USA non uscì. Ecco quindi un pezzo piuttosto interessante, antitesi in un certo senso dell'omologato perbenismo di consumazione, tutto occidente e propaganda. Quindi meglio se è rimasto lì, ché quando il vecchio continente ha cominciato a civilizzarsi, con Playstastion, hanno coperto le zone intime di Sophitia (Soul Blade) con il photoshop, così grazie a Strip Fighter II possiamo rivivere il media videoludico di qualche lustro addietro, quando l'importazione di materiale giapponese era un vezzo per pochi e Street Fighter II il videogioco culto degli anni Novanta. 

Game Express pubblicò Strip Fighter II assumendo la popolarità del mahjong erotico, genere ancora attivo nella terra del sol levante, in modo da poter variare la linearità del gameplay delle mazzate. Lungi dall'essere un masterpiece, il pestatore mostra buona cura per i dettagli - le animazioni delle lottatrici (imperdibile la super-mossa delle tette) sono ammirevoli - senza precludersi l'opportunità di ostentare curvature. Lo ammettiamo: è una intuizione funzionante. Ancor di più quando si realizza che il sistema di performazione delle mosse non è così elementare come potrebbe sembrare all'inizio, quando, presi dallo scetticismo e distratti dalla carne, colpevolmente si trascura tutto il resto. Sì, Strip Fighter II è picchiaduro vero. Supporta i joypad a sei tasti. Possiede le prese ravvicinate da usare quando le opponenti sono in fase di stordimento. E vi è un po' l'intero teatrino delle palle di fuoco, dei super calci, delle super mosse rotanti che tolgono intere barre di energia a sostenere il combattimento, che curiosamente, e pur senza introdurre alcunché di originale, volge a intrattenere spensierato per almeno mezz'ora. Ché mica pensavate di sostare per più di mezz'ora sul gioco Game Express, vero? No, perché altrimenti prendetevi la conversione di Street Fighter II, che è anche venuta bene, molto bene. Il punto è se si ha o meno bisogno di una variante, e se si ha o meno tempo da consumare per una variante. Perché altrimenti si è trascurato il fine della recensione.

A elogio di una realizzazione tecnica interessante va necessariamente evidenziata la pavimentazione prospettica, effetto grafico non alla portata di tutti i picchiaduro. Game Express, software house quasi del tutto sconosciuta, riesce a ottimizzare le ristrette dimensioni della Hucard del PC Engine senza sacrificare più di tanto il numero di fotogrammi; nonostante il marcato servilismo in riguardo le dottrine capcomiane, le mosse vengono realizzate in fluidità, intercalando bene i disegni e le fasi acrobatiche. Un deciso appunto va mosso alla longevità, in quanto l’esiguo numero di combattenti pregiudica una assimilazione duratura, nonchè l’interesse generale per un picchiaduro che ovviamente non introduce nulla di particolarmente nuovo sulla scena. L'interesse al gioco decade nel momento in cui si "scopre" tutto il necessario e ci si accorge che non vi è null’altro da sbloccare in termini strettamente ludici, e allora non resta che ripiegare sulla partita contro un avversario umano (se reperibile), che è decisamente la variabile più appagante nei termini del puro divertissement: verrà in questo caso più naturale scoprire il discreto parco mosse delle lottatrici, sviscerando un sistema a uno contro uno che non esclude un certo tatticismo. Che dire insomma, Strip Fighter II ve lo consigliamo comunque, a priori, per via della sua irriverenza e originalità, e per questa verve erotica che si fa beffa di noi occidentali costruendosi una certa credibilità culturale. Poteva  andare molto peggio.

 

 

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PRO

Buone animazioni delle lottatrici

Fondali piuttosto ispirati

                  

CONTRO

Sonoro migliorabile

                   
                        

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Note di produzione