SUPER STAR SOLDIER

superstarsoldiercover2.png (24752 bytes)Lo sparatutto era diffuso perché concedeva a noi nerds una possibilità di riscatto. Poi il videogame è diventato figo e tutto è finito. Niente più galassie da incenerire, niente più femminazze con tutine viola, niente più eroe maledetto che salva il mondo da solo. Un videogioco di nicchia per persone di nicchia, lo sparatutto nipponico, quando a comprare i giochini erano essenzialmente gli sfigati da sala giochi, i quattrocchi vittime del bullismo, i secchioni tapparella. Gli shoot'em up sono scomparsi poiché è la corrente della emarginazione videoludica a essersi estinta: se il prototipo del giovane-macchina contemporaneo non fa che scopare e sniffare cocaina dalla mattina alla sera, il ragazzino medio di venti anni fa ambiva a migliorare il record personale a R-Type, e non chiedeva altro dalla vita. Lo sparatutto era la forma di aggregazione ideologica meglio recepita dai futuri perdenti, in quanto ti concedeva il momento di libertà ideale a disfarsi di tutto.

Super Star Soldier è tra gli sparatutto manifesto del medioevo videoludico. Un solo giocatore, mondi verticali estesi, robot mostri di metà e fine livello, trasformazioni e upgrade infinito. Succeduto al Gunhed del 1989, il titolo della Hudson ne riprende la intera struttura, perfezionando lì dove era possibile perfezionare dopo un anno di gestazione; la esagerazione delle formazioni a sparo multidirezionale viene accentuata dalla copertura laterale satellitare che interviene dopo svariati livelli di upgrade. Non si schiatta immediatamente. Se un proiettile avversario ci colpisce perderemo un livello di potenziamento, e così via fino a rimanere senza armi supplementari e a vedercela con un eventuale mostro sprovvisti di protezione. La difficoltà reale sta nella velocità di uno scrolling che non decelera praticamente mai, nella precisione kamikaze delle astronavi, nella acquisizione volante di un armamento che potrebbe rilelarsi inutile. Similmente a Gunhed, se non azzecchi il cannone più adatto alla circostanza di sparo corrente finisci per divenire un comodo bersaglio per il cattivo bastardo, ma il miglioramento per gradi fa parte dei metodi di approccio al gameplay. Come sempre quando si approccia un titolo marcato Hudson Soft, una volta impugnato il joypad e affrontato il primo livello non sarà facile disfarsi del volume di fuoco prodotto dal video, e per qualche strano motivo persisteremo ottusamente nella distruzione.

Super Star Soldier appartiene ai titoli di seconda generazione del PC Engine. La palette comincia a essere sfruttata pienamente e anche il dettaglio degli sfondi beneficia del perfezionamento delle tecniche di programmazione su Hucard. Nella fluidità estrema dello scorrimento scorgeremo navicelle, robot, basi spaziali e megaboss che riempiono completamente lo schermo. Non mancano le citazioni, più o meno volute, verso R-Type - mostro del primo livello - o Gradius, nella insettosità ferrosa di alcuni meccanismi. Gli effetti delle armi a corredo dello "Star Soldier" si fanno più consistenti nel contrasto acceso dei colori, stravaganti e volutamente laminati da una gradazione kitsch ad alta densità fluorescente. L'accostamento è evocativo quanto la colonna sonora, splendida tre e tre volte in quanto suggestione di melodie illuministe, positiviste, narcotiche. Il direzionamento del joypad diventa consumazione vorace di una astronave perennemente alla deriva, perduta in uno spazio inquietante e mutante, fra esseri metà macchina e metà macchine, fra allucinazioni siderali e campi di forza elettrostatica. Parlare di bilanciamento della difficoltà, per uno sparatutto Hudson, è come decantare il surrealismo di Bunuel ne l'Angelo Sterminatore. Parole banali. Ci preme al contrario ribadire quanto possa divenire attuale lo smanettamento multidirezionale catasfrofico fantascientifico psichedelico disturbatore masturbatore incantatore nell'attuale sperimentazione di nuove frontiere fotografiche ad alta definizione, un po' per fare i trasgressivi nei circoli videoludici sotterranei dispersi nella rete. Rigiocare Super Star Soldier è necessario almeno quanto vedersi Munich sette volte al mese, per non dimenticare che siamo solo cenere.  

            

 

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PRO

Visione cromatica disturbante

Giocabile all'ossessione

                

CONTRO

Abbastanza identico a Gunhed

         

                       

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