WORLD COURT TENNIS

worldcourtcover2.JPG (21994 bytes)Sviluppato da Namco nel lontano 1988, World Court Tennis può definirsi il precursore della saga degli Smash Court, passata su Super Nes, Playstation e nell'ultimo periodo su Playstation 2. Importante stabilirlo perchè sul settore tennistico digitale la Namco ha sempre puntato in modo mirato, istituendo sistemi ludici compatti e molto spesso realistici. Questo malgrado il design dei tennisti evidentemente super deformed, sulla scia della tendenza instaurata dai maggiori giochi di ruolo. E lo RPG, sebbene si tratti di un gioco del tennis, non risulta in questo caso affatto fuori luogo, perchè in World Court Tennis sarà presente una opzione adventure che rimanda alla struttura di Final Fantasy. Certo in modo semplificato, ma come vedremo a breve sarà il veicolo di un completamento strutturale che gioverà all'intera produzione. E non nascondiamo per il tennistico della Namco un senso di rispetto che affonda le sue radici nella determinazione storica.

Dapprima dovremo scegliere la modalità di gioco a noi più consona, dal single player fino a quattro giocatori simultanei. Presente anche una modalità Watch con cui assistere a una partita giocata interamente dalla cpu. Opzione che ignorerete a favore della canonica prima partita: un successo. Non di fatto, perchè vincere sulle prima non sarà facile, ma quantomeno sotto il profilo ludico. World Court Tennis si lascia giocare a meraviglia, con tutte le movenze tipiche del tennista effettuabili con la massima semplicità. Palleggi dal fondo, volee, smash, lob e smorzate si conformeranno a video tramite l'utilizzo di soli due pulsanti e con combinazioni facili da eseguire. Con il primo tasto adopereremo il tiro liftato, che si trasformerà in palla corta portando indietro il D-pad. Al contrario, premendo verso l'avversario sferreremo un tiro potente, utile quando dovremo passare in lungolinea. Trovare il giusto posizionamento del tennista sarà importante per sferrare con la giusta efficacia un dritto o un rovescio. Non siamo ancora sulle straordinarie dinamiche di spostamento viste in Final Match Tennis di Human (che comunque sarebbe uscito solo qualche anno più tardi), ma si cominciava a intravvedere un tipo di giocabilità non solo basata sul divertimento immediato ma anche attenta agli sviluppi tecnico/simulativi. Giungiamo così alla menzionata modalità di gioco quest, una sorta di RPG ambientato in un ipotetico regno del tennis.

Proprio così. La pazzia della Namco diede vita a un autentico sottogioco in cui impersonare l'eroe di turno (un tennista alle prime armi) e fargli compiere imprese eroiche per salvare il regno del tennis dal male. Più o meno. Così gli scontri contro gli altri tennisti avverrano sullo stile random delle battaglie dei più classici giochi di ruolo. Solo che in questo caso dovremo partecipare attivamente alla "distruzione" dell'avversario di turno a suon di battute e potenti smash. Divertente, non c'è che dire, sebbene alla lunga monotono, ma un eccellente diversivo per allungare una esperienza di gioco altrimenti limitata dalla mancanza di un vero e proprio torneo. Sulla tecnica realizzativa possiamo solo dire di essere rimasti favorevolmente colpiti dallo stile scelto per esternare il tutto. Il buffo disegno dei tennisti (e delle tenniste) garantisce un approccio immediato verso il gioco, così da realizzare per il videogiocatore un quadro familiare e immediatamente simpatico. Le teste rotonde più grandi del corpo, con gli occhi persi nel vuoto e un diffuso senso di follia giapponese realizzeranno un comparto grafico ottimo sotto tutti i punti di vista. Anche sotto il profilo del disegno degli stadi, provvisti di spalti, spettatori, giudici di linea e dalle svariate superfici (erba, cemento e terra). Le musichette, sebbene non straordinarie, si adeguano alla demenzialità del contesto suonando motivetti demenziali e teneramente scemi. Ultima menzione per la ottima opzione per quattro giocatori in simultanea, sicuramente la modalità di gioco più stimolante qualora si avessero a disposizione un adattatore e tre esseri umani appassionati di videogiochi. Concludiamo così con la promozione a pieni voti di questo giochino demente, che resta tuttora uno dei migliori nel suo genere.

                 

 

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PRO

Scemo, giocabile e divertente

Quest Mode

Fino a quattro giocatori simultanei

CONTRO

Nulla da segnalare

                      
                         

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Note di produzione