BATMAN & ROBIN

X2.jpg (151461 bytes)Batman, per diversi motivi, è il personaggio dei comics più volte rappresentato nei videogames. Sarà per la serie animata e cinematografica di inizio anni ’90, sarà per la natura stessa del personaggio, ma l’oscuro cavaliere è stato spesso al centro di giochi ben riusciti; la maggior parte dei quali, però, faceva parte del filone beat’em up, puntando quindi sulle capacità combattive e fisiche del personaggio. Nel 1998, in occasione del quarto e ultimo film (di rara bruttezza) della serie Burton-Schumacher, Acclaim si accaparrò la licenza, e commissionò a Probe Entertainment di sfornare il solito tie-in. Ma quando all’epoca leggevamo delle caratteristiche base del gameplay di Batman & Robin le trovammo tutt’altro che banali o riciclate.

L’impostazione è quella di una normale avventura in terza persona, i cui comandi sono i classici "salta", "azione", "usa oggetto", etc... Ma basta premere un dorsale ed ecco che i comandi diventano quelli di un picchiaduro. Iniziata l’avventura, ci si ritrova nella bat-caverna davanti al bat-computer: con questo potente strumento dovremo esaminare, analizzare, confrontare ed unire i vari indizi che troveremo lungo il percorso. Uao, usare il pensiero laterale in un videogame su Batman, questo è grandioso: finalmente qualcuno mostrava il detective e non il picchiatore. Da questi indizi dovremo capire quando (già, perché il gioco si svolge in tempo quasi reale) e dove avverrà il prossimo colpo/rapina/crimine di Mr.Freeze. Una volta capito ciò, dovremo armarci di Batmobile e, memori del Ghostbusters di David Crane, raggiungere il futuro luogo del crimine (o luogo del futuro crimine, o criminoso futuro del luogo). Gli sviluppatori hanno ricreato l’intera città di Gotham con tutte le locazioni nominate o viste nei quattro film della saga (dal museo municipale alla Chimica Axis), in una scala enorme; ci vorranno più di venti minuti per attraversare l’oscura metropoli da un capo all’altro: ovviamente, ci è permesso di scendere dalla macchina e girare a piedi (e tutto questo nel 1998 su PlayStation, prima di Driver, GTA3, Morrowind e quant’altro). Raggiunta la meta, "parcheggiamo" il nostro mezzo (Batman ha la Batmobile, Robin e Batgirl una moto), ed entriamo nelle interiora del palazzo, dove, oltre alla sempiterna attività collaterale di raccogliere indizi, a suon di pestoni cercheremo di impedire a Mr.Freeze e relativi tirapiedi di rubare ciò che devono rubare, o rompere ciò che devono rompere, o uccidere ciò che devono uccidere.

Detto ciò, sembrerebbe di avere appena descritto il videogioco definitivo su Batman. Ma tutte queste brillanti, a volte geniali idee, sono state trasposte nella pratica ludica in maniera pessima; in altre parole sono state programmate di merda. Non è (solo) una questione di mancato beta-test, è tutto semplicemente mal disegnato e realizzato. Innanzitutto, il motore di gioco fa una fatica enorme a gestire i modelli e le texture super-dettagliate dei personaggi e dei palazzi. Difatti, seppure il gioco giri in bassa risoluzione rallenta di frequente; le stesse animazioni di questi sono al limite dell’inguardabile, specialmente nelle fasi di combattimento, dove le collisioni sono praticamente random. Colpire un avversario è quasi una impresa, ma anche solo salire una scala senza cadere dal parapetto richiederà buoni nervi. Saltare su una piattaforma, poi, è un fatto essenzialmente inattuabile: riuscire a calibrare la lunghezza del salto risulta, involontariamente, un mini-gioco a se stante. I caricamenti non solo sono abbastanza lunghetti, ma anche asfissianti, dato che sono stati inseriti a casaccio. Anzi, "a casaccio" sarebbe stato pure meglio, visto che interverranno nei peggiori momenti concepibili: ad esempio, pur essendo il bat-computer un elemento chiave dell’avventura, entrarci ed uscirci causerà un caricamento di circa venti-trenta secondi. Nemmeno la parte automobilistica del gioco, che avrebbe potuto perlomeno salvare la sufficienza, si mostra degna, e forse è anche la parte peggiore: per prima cosa, usare Batman è controproducente, dato che la sua Batmobile occupa più di mezza carreggiata da sola, e viaggerete come a bordo della pallina di Arkanoid, rimbalzando sui palazzi, sulle ringhiere e sui cancelli (con un orrendo effetto sonoro). I combattimenti, infine, risentono di animazioni orrende e collisioni praticamente impossibili da interpretare. Ogni tanto colpite qualcosa, altre volte no. Non pensiamo dipenda nemmeno dalla vostra abilità. E se i nemici vi accerchiano, non c’è nessuna super-mossa di disimpegno stritofreigiano. In conclusione, Probe ha ambito a mergere insieme troppi generi (adventure, puzzle, beat’em-up, guida, free-roaming) per creare il gioco definitivo su un supereroe. Purtroppo gli è andato tutto male. Né le diverse frazioni di gameplay, né l’esperienza globale riescono a essere accettabili per l’utente medio. Ma anche per l’utente casual, o quello hardcore, o quello underground. Insomma, questo gioco è una merda per tutti. Ma le potenzialità c’erano tutte, peccato.

 

 

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PRO

C'è il tema di Denny Elfman

Molte brillanti idee...

                  

CONTRO

...realizzate tutte goffamente

              

                     

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