RESIDENT
EVIL Il concetto di Survival Horror ha assunto spessore con lintroduzione
sul mercato di Bio Hazard, noto agli occidentali col nome di Resident
Evil. Lidea stava nel trasportare a video le intense emozioni di un film horror alla
George Romero, con tanto di Zombies e creature ultraterrene pronte a sbranarci alla prima
occasione; la reale novità stava nel senso di tensione che gli angoli bui trasmettevano
al videogiocatore, facendolo sussultare ad ogni singolo movimento di pixel. La grafica
isometrica, prerenderizzata, mostrava una cura per il dettaglio indicibile, con
lintroduzione di filmati in FMV e nemici completamente poligonali, animati senza
pecca alcuna; Resident Evil è un sapiente impasto tecnico che ha saputo crearsi un
"fandom" di eccezione, a buon merito si direbbe, e che ha visto il realizzarsi
di innumerevoli seguiti per quasi tutte le console esistenti sul mercato. Anche il mondo
del cinema si sarebbe interessato al franchise proponendo anni più tardi due
pellicole dagli ottimi effetti visivi, per quanto non altrettanto valide su tutti gli
altri fronti (soprattutto nel secondo film).
Va subito fatta menzione delle "sensazioni" che
il titolo procura, della angoscia cavernosa e quasi inconscia dei corridoi stretti, degli
antri misteriosi e statuari, degli oggetti che sembrano muoversi, della oscura ricerca di
un qualcosa, nascosto chissà dove, o di munizioni in un lago di sangue. E' una ricerca
intensa e paurosa, violenta e silenziosa. Un silenzio infranto e sbarrato più dalle
nostre debolezze che dalle icone "ultraterrene" ideate da Capcom. In Resident
Evil sussultiamo per uno scherzo della immaginazione, che alla vista di un essere
orripilante e spaventevole tende a non discernere l'orrore, e a sparare a più non posso
con il recondito timore che le munizioni finiscano. Il fattore longevità, in un titolo
come Resident Evil, è una questione del tutto soggettiva, che potrebbe non incontrare i
favori di una utenza "navigata" e quindi esigente. L'avventura è puttosto
lunga, richiede un considerevole cumulo di ore di gioco, ma una volta terminata non la si
rigioca facilmente. E' un fattore collaterale proprio della tipologia di genere, non
necessariamente correlato a errori di programmazione o altro. Resident Evil
è un survival intenso che ti prende alla prima parita, che dura parecchio ma
che, una volta rigiocato, non riesce a creare la "sorpresa" della prima volta.
Ma vuoi mettere la sensazione di "puntare la pistola": tenendo premuto lo shift
la si direziona, e poi spari. Molto gratificante. E' come impugnare realmente un'arma
verso qualcuno avendo il completo controllo sulla precisione di tiro.
Graficamente eccezionale, Resident Evil sfruttava la
tecnica del rendering per gli sfondi riservando ai protagnisti l'impiego dei
poligoni pieni. E il lavoro svolto è da considerarsi anche in questo caso eccellente
grazie a un mirato uso delle textures, che donavano un realismo fotografico prima di
allora mai raggiunto in un gioco di azione. Le animazioni, splendide, raggiungevano il
loro apice nei momenti splatter, quando sparavi a uno zombie per vederlo vomitare sangue o
all'entrata in scena di disgustosi mostri tentacolati. Il sonoro non è da meno, graziato
da musiche oniriche e spettrali e da effetti che "immergono" il fruitore di
turno nellinfausto silenzio degli interni. Spaventati dalle ambientazioni avremmo
instaurato un rapporto psicologico con la avventura, entrandovi in simbiosi biologica
attraverso le carcasse putrescenti degli zombies. Le scene dure non mancavano, pertanto
nella versione occidentale fu applicata una censura che ne avrebbe in un certo senso
snaturato la tensione. Ma in ogni caso Resident Evil può ritersi l'iniziatore di una
corrente videoludica alternativa nelle metodiche di sparo, di puntamento, di
autocompiacimento. Freddare uno zombie facendogli esplodere le cervella è una sensazione
che paga, soprattutto dopo che quest'ultimo ci ha spaventati a morte comparendo
all'improvviso da un angolo buio. La riuscita fotografia cinematografica, che miscela
sapientemente poligoni e strutture pre-renderizzate, fa si che a ogni singolo spostamento
risponda un turbine di sensazioni angosciose. Indubbiamente, con Resident Evil, Capcom ha
scritto una pagina importante per la storia e la evoluzione stessa dei videogiochi,
approntando una mistura di grande spessore e grafica eccellente. Ne sarebbe stata prodotta
anche una versione Saturn piuttosto riuscita che, malgrado la minore qualità delle
tessiture, visualizzava il medesimo orrore sanguinario.
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