RESIDENT EVIL

biohazardfrontcover.jpg (8368 bytes)Il concetto di Survival Horror ha assunto spessore con l’introduzione sul mercato di Bio Hazard, noto agli occidentali col nome di Resident Evil. L’idea stava nel trasportare a video le intense emozioni di un film horror alla George Romero, con tanto di Zombies e creature ultraterrene pronte a sbranarci alla prima occasione; la reale novità stava nel senso di tensione che gli angoli bui trasmettevano al videogiocatore, facendolo sussultare ad ogni singolo movimento di pixel. La grafica isometrica, prerenderizzata, mostrava una cura per il dettaglio indicibile, con l’introduzione di filmati in FMV e nemici completamente poligonali, animati senza pecca alcuna; Resident Evil è un sapiente impasto tecnico che ha saputo crearsi un "fandom" di eccezione, a buon merito si direbbe, e che ha visto il realizzarsi di innumerevoli seguiti per quasi tutte le console esistenti sul mercato. Anche il mondo del cinema si sarebbe interessato al franchise proponendo anni più tardi due pellicole dagli ottimi effetti visivi, per quanto non altrettanto valide su tutti gli altri fronti (soprattutto nel secondo film).

Va subito fatta menzione delle "sensazioni" che il titolo procura, della angoscia cavernosa e quasi inconscia dei corridoi stretti, degli antri misteriosi e statuari, degli oggetti che sembrano muoversi, della oscura ricerca di un qualcosa, nascosto chissà dove, o di munizioni in un lago di sangue. E' una ricerca intensa e paurosa, violenta e silenziosa. Un silenzio infranto e sbarrato più dalle nostre debolezze che dalle icone "ultraterrene" ideate da Capcom. In Resident Evil sussultiamo per uno scherzo della immaginazione, che alla vista di un essere orripilante e spaventevole tende a non discernere l'orrore, e a sparare a più non posso con il recondito timore che le munizioni finiscano. Il fattore longevità, in un titolo come Resident Evil, è una questione del tutto soggettiva, che potrebbe non incontrare i favori di una utenza "navigata" e quindi esigente. L'avventura è puttosto lunga, richiede un considerevole cumulo di ore di gioco, ma una volta terminata non la si rigioca facilmente. E' un fattore collaterale proprio della tipologia di genere, non necessariamente correlato a errori di programmazione o altro. Resident Evil è un survival intenso che ti prende alla prima parita, che dura parecchio ma che, una volta rigiocato, non riesce a creare la "sorpresa" della prima volta. Ma vuoi mettere la sensazione di "puntare la pistola": tenendo premuto lo shift la si direziona, e poi spari. Molto gratificante. E' come impugnare realmente un'arma verso qualcuno avendo il completo controllo sulla precisione di tiro. 

Graficamente eccezionale, Resident Evil sfruttava la tecnica del rendering per gli sfondi riservando ai protagnisti l'impiego dei poligoni pieni. E il lavoro svolto è da considerarsi anche in questo caso eccellente grazie a un mirato uso delle textures, che donavano un realismo fotografico prima di allora mai raggiunto in un gioco di azione. Le animazioni, splendide, raggiungevano il loro apice nei momenti splatter, quando sparavi a uno zombie per vederlo vomitare sangue o all'entrata in scena di disgustosi mostri tentacolati. Il sonoro non è da meno, graziato da musiche oniriche e spettrali e da effetti che "immergono" il fruitore di turno nell’infausto silenzio degli interni. Spaventati dalle ambientazioni avremmo instaurato un rapporto psicologico con la avventura, entrandovi in simbiosi biologica attraverso le carcasse putrescenti degli zombies. Le scene dure non mancavano, pertanto nella versione occidentale fu applicata una censura che ne avrebbe in un certo senso snaturato la tensione. Ma in ogni caso Resident Evil può ritersi l'iniziatore di una corrente videoludica alternativa nelle metodiche di sparo, di puntamento, di autocompiacimento. Freddare uno zombie facendogli esplodere le cervella è una sensazione che paga, soprattutto dopo che quest'ultimo ci ha spaventati a morte comparendo all'improvviso da un angolo buio. La riuscita fotografia cinematografica, che miscela sapientemente poligoni e strutture pre-renderizzate, fa si che a ogni singolo spostamento risponda un turbine di sensazioni angosciose. Indubbiamente, con Resident Evil, Capcom ha scritto una pagina importante per la storia e la evoluzione stessa dei videogiochi, approntando una mistura di grande spessore e grafica eccellente. Ne sarebbe stata prodotta anche una versione Saturn piuttosto riuscita che, malgrado la minore qualità delle tessiture, visualizzava il medesimo orrore sanguinario.

 

 

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PRO

Atmosfera avvolgente

Grande tecnica e giocabilità

                      

CONTRO

Difficilmente lo si rigioca

                         
                       

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