DEAD OR
ALIVE Verso l'inizio del 1998, quando
gli utenti Saturn stavano ancora festeggiando la esclusività di Dead Or Alive per
la loro console, Tecmo si affrettava ad annunciare la prevedibile conversione Playstation.
Ma in verità non si trattò di una trasposizione diretta dell'arcade, come era accaduto
sul 32 bit Sega, bensì di una sorta di remake che si adattasse alle
potenzialità di Playstation. Traduzione: visto che sui lidi Sony l'hi-res del Saturn era
cosa improponibile, si decise per una media risoluzione che, però, garantisse una
corposità poligonale in tutto superiore alla controparte Sega. E non solo, tutti i
personaggi apparivano di un 20% più grandi e si provvide all'inserimento di un paio di
animazioni inedite (nulla di trascendente, comunque). Ma deleghiamo alla disamina tecnica
ulteriori approfondimenti, soffermandoci or ora sullo sfrontato erotismo che
caratterizzava e caratterizza, ancora adesso, una controversa saga a picchiaduro.
L'indubitabile tecnica con cui il titolo è realizzato, che mette in luce un sistema di
combattimento estremamente istintivo, identifica una pianificazione di gioco a ogni modo
convincente e "impegnata"....
La maggior parte dei giocatori di Dead Or Alive ha come obiettivo primario quello di sbloccare tutti i costumini delle prosperose lottatrici. Il disegno di alcuni trasforma Tina o Kasumi in due prostitute da marciapiede la cui clientela, anzichè mostrare un centone, tira fuori il joypad. Praticamente, oltre al divertimento scaturito dall'ottimo sistema di gioco, vi sarà il diletto del guardone giapponese, quello che si infila un lenzuolo in testa per non farsi riconoscere. Un grande picchiaduro. Ora lasciamo stare per un attimo la questione tette che rimbalzano - approposito, su Playstation in bouncing è ancora più estremo - soffermandoci su di un combo system che reclama attenzione. Interpretato sul video dal linkaggio di tre o più combinazioni di tasti e croce direzionale, tale sistema offre il suo meglio nel suo stesso ridirezionamento in parata. Ogni mossa, sostanzialmente, possiede la sua nemesi nella restituzione direzionale di ogni singolo colpo: un calcione sferrato in basso o in alto può essere neutralizzato con relativa semplicità. Stesso discorso per i pugni, quantunque sia più difficile individuarne la posizione di partenza. Dead Or Alive è un picchiaduro basato sulla audacia e il colpo d'occhio, sull'attacco difensivo e offensivo, sulle contromosse. E' per questo che, quantomeno ai suoi albori, il titolo Tecmo rivoluzionava le metodiche di apprendimento mnemonico dettate da Virtua Fighter e Tekken, perchè completamente devoto alla velocità. In un certo qualmodo Dead Or Alive si avvicinava agli ultimi picchiaudro bidimensionali della Capcom con il vantaggio di possedere un parco mosse più vasto. Difatti ogni lottatore può contare su centinaia di movenze scaturite, per altro, dalla alternanza di soli tre tasti (più croce direzionale). Quello Tecmo è un picchiaduro profondo che, contrariamente a quanto sentenziarono i fanboy di Virtua Fighter e Tekken, è sostenuto da una giocabilità bilanciata ed estremamente malleabile. Anche un novizio può avvicinarsi con successo a Dead Or Alive, fermo restando che il navigato potrà sempre contare sulla approfondita conoscenza delle vie di fuga, dei contrattacchi, delle prese più radicali. Il comparto estetico, inoltre, si avvale di una stupenda caratterizzazione anatomica dei lottatori, con l'accento posto nella definizione delle sinuosità di quelli in gonnella. Rispetto alla controparte Saturn si avverte una maggiorazione di davanzali e posteriori, ma l'incremento di carne riguarda anche le restanti parti del corpo (si guardino ad esempio le gambone di Kasumi). Eccellenti tutte le animazioni, naturalmente, col motore che si mantiene costante sui sessanta fotogrammi per secondo, e in definitiva la unica pecca sul fronte grafico viene fuori dai fondali, decisamente meno dettagliati se comparati a quelli presenti su Saturn e in arcade. In compenso la decisione di remixare tutte le musiche di sottofondo risulta vincente, visto che si ha un sensibile miglioramento delle melodie preesistenti. E insomma che lo si accetti o meno, Dead Or Alive resta un classico nel suo genere anche in questa incarnazione Playstation se vogliamo ancora più maschilista della precedente. Da avere anche solo per una questione filologica, per scoprire le origini di una saga divenuta oggi un fenomeno di costume.
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PRO |
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Splendida caratterizzazione |
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Ottimo sistema di combattimento |
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Il bouncing... |
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CONTRO |
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Fondali poco ispirati |
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