ERETZVAJU Agli inizi del' 2000 Yuke's,
quelli di Berserk per Dreamcast, vanno per Eretzvaju, titolo ancora una
volta indirizzato agli estimatori dello stile manga. Sin dalla buonissima presentazione,
realizzata dal famigerato studio AIC, si avverte la volontà di insistere nella creazione
di un vero e proprio cartone animato per console. Hanno addirittura ingaggiato, per la
canzone iniziale, il famoso vocalist Masami Okui, per lungo tempo ai vertici
delle classifiche di vendita nipponiche e generalmente apprezzato anche dalla critica. Una
operazione portata avanti in grande stile che ha coinvolto anche volti noti del doppiaggio
di popolari saghe anime, ma anche personalità di spicco che avevano dato la voce
ai protagonisti di Soul Calibur e Metal Gear Solid. Tutti e dieci le
caratterizzazioni del gioco sono state oggetto di una elaborazione grafica estremamente
accurata, resa possibile dalla ottima conoscenza dei programmatori dell'hardware di
Playstation. Si tratta di un picchiaduro, nel caso non ve ne siate accorti, ma di un tipo
che non risponde agli stereotipi del genere essendo orientato a una spettacolarità
dinamica anticonvenzionale.
Due soli i tasti implementati dagli sviluppatori: uno per
la parata e uno per l'attacco. Un po' stringati se si pensa alla complessità dei titoli
Namco e Sega, ma è una scelta probabilmente voluta per semplificare il più possibile le
azioni da compiere in una finestra grafica dalle inquadrature vertiginose. Anche un
perfetto estreneo al mondo dei videogiochi potrebbe ottenere subito le sue vittorie
premendo a casaccio, scoraggiando magari il proprio avversario che si è comprato il gioco
convinto di diventare un campione. Due facce della stessa medaglia: se da un lato la
immediatezza dei controlli finisce per favorire l'imprevedibilità dei combattimenti,
dall'altro difficilmente si potranno ottenere scontri all'insegna del tecnicismo e delle
strategie di attacco e difesa. Yuke's ha scelto la via del compromesso, ma ha anche avuto
l'intelligenza di "esagerare" in tutto. Affrontare una partita a Eretzvaju
significa prendere parte a un autentico spettacolo pirotecnico, costruito su dinamismi
estremi e inquadrature dall'impeccabile taglio registico. Sembra un anime. Se avete
presente le battaglie viste nei cartoni di Ranma 1/2 o I Cavalieri Dello
Zodiaco riuscirete forse ad avvicinarvi alle sensazioni cagionate dal titolo Yuke's.
E in quanto prodotto di una precisa direzione filosofica, non vi è molto da controbattere
sulle possibilità ludiche di Eretzvaju se non, appunto, il loro essere deliberatamente
settorializzate per una nicchia di mercato. Una nicchia piuttosto vasta, vero, ma che
tende a ghettizzare l'intenditore.....
Purtroppo i personaggi sono solo dieci. Pochi, molto pochi
anche se ben disegnati. Finire il titolo con tutti è uno scherzo e visto lo scarso
quantitativo di modalità aggiuntive si rischia di accantonare il gioco prematuramente. E
cercare di carpire tutte le mosse per ogni lottatore non aiuta, visto che sono
praticamente le stesse per tutti senza possedere varianti degne di nota. E' la meccanica
che penalizza il titolo della Yuke's, diretta conseguenza della eccessiva
"universalizzazione" strutturale: è possibile effettuare le prese da qualsiasi
distanza e le super mosse si eseguono in modo estremamente naturale. In compenso vi è una
fase del picchiaduro che indubbiamente esalta, ossia quando ci si scontra correndo mentre
la telecamera scarrella in evoluzioni vertiginose. Da qui una realizzazione tecnica molto
buona, decisamente superiore alla media. Oltre all'eccellente utilizzo del goraud
shading per le tessiture dei lottatori, tutti gli sfondi appaiono molto accurati e
discretamente diversi tra loro. Il ritmo si mantiene su standard elevatissimi grazie alla
gestione accelerata delle visuali, che restano incollate alla azione senza mai perdere di
vista il fulcro della battaglia. Le eccellenti animazioni, di per loro, contribuiscono a
rendere corposi e dinamici gli incontri, insidiati giusto da qualche sporadico effetto di
pop-up. Non manca il classico quintale di effetti speciali quali i raggi luminosi, le mega
esplosioni, le zoomate in fase di presa. Molto curata anche la realizzazione del sonoro,
sia nelle musiche che negli effetti, con le prime che manifestano la eccentricità tipica
degli anime e i secondi che si fanno garanti di una pletora di campionamenti
estremamente nitidi. Eretzvaju risulta in definitiva un titolo discreto, evidentemente
studiato per attecchire tra gli appassionati di animazione giapponese, ma potenzialmente
in grado di intrattenere anche il giocatore occasionale.
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