FINAL FANTASY VII

finalfantasy7frontcover.jpg (4452 bytes)La produzione di Final Fantasy VII era cominciata su Nintendo 64, tanto che per diversi mesi le maggiori testate giornalistiche ne avevano diffuso le prime, incredibili immagini. Poi Squaresoft, per via del pesante ritardo sull’uscita della console Nintendo, decise di dirottare il progetto su Playstation, che per altro otteneva un consenso di vendite sempre maggiore. La vicenda fece talmente infuriare Nintendo che Squaresoft fu bandita dalla realizzazione di qualsiasi progetto, presente o futuro, per il Nintendo 64, cosa alquanto eclatante poiché anni prima aveva fatto la fortuna del Super Famicom con importanti saghe RPG quali erano Secret of Mana, Chrono Trigger e lo stesso Final Fantasy VI. Il diverbio si è protratto fino ai giorni nostri, tanto che su Gamecube pare non vi sarà spazio nè per la saga di Final Fantasy nè per qualsiasi altra produzione videoludica relazionata alla attuale SquareEnix. Ma la scissione ha naturalmente penalizzato solo Nintendo.

Il gruppo di eroi creato per il mondo di Final Fantasy VII fa parte della Avalanche, una società di ribelli che si oppone a un organo governativo assolutista e dittatoriale denominato ShinRa. Forze del bene opposte a forze del male, come accaduto in tutti i precedenti episodi della saga, sebbene adesso la lotta contro l'ineluttabile assuma un carattere politicizzato. Per quanto dislocate in una società parallela e futurista, le vicende enarrate portano continui riferimenti alla attualità sociopolitica, non risparmiando divagazioni bibliche e filosofiche ed esponendosi in una volontà di redenzione spirituale coerente al Buddismo. Dietro la opera Squaresoft vi è una storia complessa, pregna di una tensione emozionale crescente e di condizioni di pura lirica narrativa: il momento del ritorno di Sephiroth, leggendario combattente dato da tutti per disperso, sintetizza bene i tempi di frazionamento della avventura, che per mantenere salda la attenzione dell'utente vivacizza continuamente il racconto provocando un flusso di reazioni emotive. Ma per i conoscitori della saga Squaresoft i temi impegnativi della trama non costituivano di certo una novità.

La innovazione reale portata da Final Fantasy VII, al di là del perfezionato sistema di attacco e della introduzione del limit break, è strettamente estetica. Per la prima volta Square faceva uso della grafica tridimensionale e pre-renderizzata, e per la prima volta il genere dei giochi di ruolo si affacciava a caratterizzazioni in texture mapping. Ciò nondimeno, il dettaglio delle visuali riafferma una certa isometria bidimensionale, ampliata dai nuovi effetti di illuminazione dinamica delle ambientazioni e dalle inquadrature cinematiche dei combattimenti. Le colorazioni dirigono verso un fotorealismo di agglomerati di ferro e fumo per modellare un universo post-cyberpunk e neo-tecnologico. Elegante il character design malgrado la spigolosità delle figure poligonali e decisamente ottime le animazioni ingame e dei filmati. E in questa opulenza iconografica il maestro Nobuo Uematsu, già compositore dei precedenti Final Fantasy, può adesso dirigere una orchestra reale e finalmente cimentarsi in una composizione strumentale complessiva: l'Aerith's Theme si porta via, oltre che il cuore degli appassionati, anche le vecchie tecnologie a chip sonoro che furono del Super Nintendo. Il supporto CD di Playstation, a quanto pare, non era così inutile come certa dirigenza Nintendo soleva dichiarare. Ebbene Final Fantasy VII conferma la elevatissima qualità dei precedenti capitoli della serie determinando il passaggio ufficiale del ruolista a 16 bit alle nuove tecnologie a 32, con annessa intrusione di Full Motion Videos e quindi di sequenze non interattive. Si è al preludio del mutamento ideologico della saga verso la pura spettacolarizzazione.

 

 

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PRO

Ottima realizzazione tecnica

Colonna sonora di grande impatto

Narrativa eccellente

CONTRO

Meno longevo di Final Fantasy VI

                 
                      

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Note di produzione