FINAL
FANTASY IX Squaresoft non capiva. Molti fans
di Final Fantasy si lamentarono del cambio di impostazione avvenuto nell'ottavo capitolo.
Era poi inammissibile che si lamentassero in Europa e negli USA. Sakaguchi era sicuro di
riconquistare il nuovo mercato, ma aveva mancato di poco il bersaglio. Infine, credette di
capire: dichiarò pubblicamente che i giocatori occidentali sono abituati ad abbinare
un'ambientazione classica al gioco di ruolo, di tipo medievale. Nacque così Final
Fantasy IX, che aboliva l'elemento fantascientifico e proponeva personaggi nuovi
ed eterogenei, ognuno seguito in modo particolare durante lo svolgersi degli eventi. A
questo proposito presentiamo Zidane, un eroe principale insolitamente disinvolto e
spavaldo; Vivi, un piccolo mago goffo e titubante; il fedele e massiccio Stainer, guardia
del corpo della principessa di turno, la quale purtroppo è ancora una volta riflesso di
qualche pubescente pop-idol giapponese.
La cura per il dettaglio grafico è maniacale: i fondali sembrano dei dipinti ad olio,
oltre ad essere ampiamente frequentati e movimentati da numerosi NPC. Una menzione
particolare va fatta per gli splendidi filmati: essi non puntano solamente sull'aspetto
spettacolare, ma colgono attimi di grande azione e drammaticità. La cura posta nella
ricostruzione di uno scenario che richiami l'Europa del Medioevo si nota recandosi nelle
diverse locations. A seconda della città visitata, gli abitanti avranno nomi tedeschi,
francesi. Italiani e via dicendo. Vedremo castelli e borghi rurali usciti da libri di
storia, influenzati comunque da un'immancabile visone nipponica. Nobuo Uematsu ritorna a
sfornare melodie di ottima qualità, le quali richiamano i precedenti episodi dell'epoca
16-bit. Ma le musiche non sono l'unico punto che ci riporta al passato: si ritorna infatti
a poter controllare in battaglia un gruppo composto da quattro personaggi. Ciò riduce
visibilmente il numero di poligoni per modello, ma grazie a un sapiente uso delle texture
e ad animazioni allo stato dell'arte non avremo nulla da rimpiangere. Ricompare anche la
barra del Limit, ribattezzato Trance Mode, nonché l'allineamento tattico sul campo di
battaglia.
Perfino le evocazioni, che troppo duravano nel precedente
episodio, ritornano con una nuova versione "abbreviata". Squaresoft ha voluto
riprendere le migliori caratteristiche di ciascun episodio della saga, correggendole,
riadattandole, e filtrando il tutto attraverso un'architettura tecnica ineccepibile.
L'acquisizione di abilità si basa sull'utilizzo dell'equipaggiamento, attraverso appositi
punti esperienza che aumenteranno se indosseremo sempre lo stesso oggetto. Final Fantasy
IX punta anche sulla quantità: sono presenti un gran numero di attitudini e status
alterati
purtroppo non adeguatamente sfruttati. Solo alcuni nemici provocheranno
alterazioni di qualche sorta, facilitando nel complesso l'intero gioco.
Il nono capitolo concludeva la trilogia Squaresoft su PSOne, tentando di accontentare il
più possibile i gusti di un pubblico variegato e multietnico. Poteva essere il migliore
dei tre. Sì, poteva: dopo una prima parte magica e spensierata ambientata nel primo
continente da esplorare, avremo l'illusione che il resto del mondo abbia da offrirci
chissà quali altre meraviglie. Invece non è così: le altre terre emerse ospitano sì e
no soltanto un paio di luoghi in cui recarsi. Inoltre sono aride, desolate. Vi sembra
onesto dover percorrere un intero continente desertico a piedi solo per entrare in un
dungeon, senza nemmeno passare per una cittadina o un negozietto? Forse i programmatori
erano già alle prese con PS2; fatto sta che questa amara sorpresa declassa un RPG che
avrebbe potuto vantarsi di rivaleggiare in famiglia con Final Fantasy VII.
|
 |