| GAIA SEED:
Project Seed Trap Il titolo prevede due modalità di sparo distinte. Nella prima potremo performare un fascio aperto tradizionale e il laser classico, entrambi potenziabili gradualmente. Nella seconda avremo il Cypher Wave e l'Energy Blaster, moderatamente più potenti dei precedenti ma non upgradabili. Una possibilità di fuoco interessante offerta da Gaia Seed risiede nei desperation attacks, che si concretizzano in spettacolari fasci infuocati che si ricaricano sparando normalmente agli avversari. Naturalmente il fascio cambia a seconda dell'arma base selezionata. Il livello di frenesia è molto elevato: stormi di proiettili invaderanno lo schermo prima ancora di carpire a fondo il sistema di armamento, e ci ritroveremo a dovere scansare l'impossibile già con l'incontro del primo boss. In effetti traspare la volontà di innalzare il livello di difficoltà sugli standard dei coin op, anche se non siamo sulla ineluttabilità di Thunderforce III. Memorabili alcuni momenti di dinamismo alternato, che vedono la azione arrestarsi per alcuni istanti, offrire l'illusione che vi sia un momento di pace e subito dopo ricominciare a fiondare ogni sorta di creatura contro la nostra astronave. Invero la giocabilità è ottima. Ottima se usiamo come metro di paragone il settore videoludico a cui Gaia Seed fa costante riferimento, ossia quello che comprende le produzioni blastatorie partendo dal 1990 nella figura di Aero Blasters fino al 1994 con Gate Of Thunder. Lasciate perdere il fatto che sia datato, perchè ci si diverte e molto anche.... L'impatto iniziale è confortante: Gaia Seed vede susseguirsi scenari estremamente ispirati, multiparallattici e colorati con garbo. La velocità restituisce una sensazione di solida percorrenza, scongiurando eventuali rallentamenti anche nelle situazioni di guerra totale. La distruzione accade con stile tecnologico e futuristico, mostrando interessanti animazioni negli sfondi e ottima ambientazione atomica. Inizialmente ti lasci scappare: "toh, un giochino senza pretese ma decente". Ma dopo due ore di insana sparatoria esclami: "titolo cazzuto, altro che sedici bit". Se l'intento di Techno Soleil era quello di riportare in auge la grandiosità bidimensionale dei primordi ci è riuscita alla grande, e diremmo con il minimo sforzo. Se poi ci rivolgiamo al sonoro corriamo anche il rischio di ascrivere questo gioco nella stringa dei migliori esponenti dello shoot'em up in 2D di sempre. Ma saremmo forse mossi dall'entusiamo. Che dire, quando ascolti i brani techno possenti che esplodono in aritmie quasi schizofreniche, e quando la alchimia delle suggestioni "spaziali" ti riporta a uno stato di larva monocellulare ti ritrovi ipnotizzato, e non sai come fermarti. Sarà anche strano, ma distogliersi da Gaia Seed una volta entrati nel suo universo fantascientifico sarà impresa ardua. Ci resterete attaccati per giorni, garantito. E non avrete bisogno di rimpiangere nè Gradius V nè tantomeno Border Down, perchè la essenza motrice del titolo di Techno Soleil è la stessa che muove i summenzionati. Con minore spettacolarità, certo, ma con la medesima, meticolosa scienza distruggitrice. Fosse uscito qualche anno prima in formato cartuccia, Gaia Seed sarebbe oggi ricordato come uno dei migliori sparatutto a sedici bit. Ma qui siamo sui trentadue, e non possiamo ignorare il fatto che su Playstation siano usciti titoli come Thunderforce V e Einhander....
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PRO |
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Giocabilità "vecchia maniera" |
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Graficamente datato ma gradevole |
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Straordinaria colonna sonora |
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CONTRO |
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Decisamente un titolo a 16 bit.... |
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