| GRADIUS
GAIDEN Ed è forse a causa dello sparatutto Squaresoft che, almeno qui da noi, il titolo fu quasi completamente ignorato da tutte le riviste del settore. Una disdetta considerando l'ottima qualità del prodotto ludico, che decisamente emergeva in un settore in eterna crisi di idee e che ormai era (ed è tuttora) considerato alla stregua di uno "schiacciapensieri" per bimbi paffuti. Gradius Gaiden non è solo uno dei tanti shoot'em up prodotti da Konami, bensì una sorta di riepilogo ideologico di una saga basilare, sia in ambito videoludico che nel contesto storiografico delle piattaforme da gioco; il primo Gradius ha probabilmente iniziato la nuova era degli shooters in orizzontale, apportando un arsenale selezionabile da un menu di base, e quindi rivoluzionando una progressione che dai tempi di Defender restava ancorata allo sparo singolo. Ora, con l'inedito capitolo per Playstation, Konami acquisice le innovazioni introdotte in Gradius II e III perfezionando sia il sistema di scrolling (come vedremo piuttosto vasto) che l'estetica di navicelle e fondali. Questi ultimi, nonostante la loro apparente semplicità, possono contare su di un dettaglio molto elevato e animazioni sopra la media. Bellissimi i movimenti dei mostroni di turno (il verme gigante del primo livello mette i brividi) e le varie esplosioni pirotecniche, che molto spesso avvolgeranno di luce l'intero schermo di gioco. La velocità con cui l'azione prenderà forma si attesta, più o meno, sui livelli dei precedenti capitoli, e quindi uniformandosi a un concetto di sparo "riflessivo", più incentrato sulla capacità di spostarsi in un'area che si "evolve" (come X2 insegna). Questo fattore asseconderà l'incedere, procurando a sprazzi reale divertimento, con annessa sensazione di "posso fare quello che voglio". Si era accennato a una ridisposizione del sistema a scrolling, che in Gradius Gaiden appare spesso multidirezionale. Nel secondo livello, ad esempio, ci immergeremo in una dimensione realmente enorme, che si estende sia in verticale che in orizzontale. Sarà nostro compito valutare quale percorso scegliere, giacchè ogni nostra scelta influenzerà pesantemente il susseguirsi dei boss, e di conseguenza la giocabilità in generale. Si avverte da subito, in ogni caso, la unicità del nuovo Gradius al cospetto di una struttura ben studiata e fonte di eterne sorprese e variazioni sul tema. La longevità è assicurata da una lunghezza media di ogni livello piuttosto estesa, che comunque non procura quasi mai la classica frustrazione da "è troppo difficile". Anzi (e questa resta forse l'unica vera pecca del gioco) Konami ha optato per i crediti infiniti, che non solo ci faranno ricominciare dall'ultimo mondo, ma addirittura fisseranno l'esatto punto in cui abbiamo capitolato. Una lacuna che smorza l'entusiasmo iniziale, rendendo inevitabile il completamento del gioco in una manciata di ore, a meno che l'animo hardcore che accomuna moltissimi maniaci appassionati non sia indotto a ignorare tale possibilità, ma ne dubitiamo. Resta il fatto che il sonoro, come mamma Konami ci ha da sempre abituato, raggiunge vette assolute, si distingue in ogni livello, diviene simobolo di una epopea di sparatutto memorabile e incentivo all'acquisto del CD con il soundtrack. Gradius Gaiden è, dopotutto, uno sparatutto grafico e musicale, ma vale anche il contrario. La musica prima del gioco, il gioco che ne imprime le espressioni divenendo un unico "tutto".
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PRO |
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Grafica eccellente |
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Musiche di altissimo livello |
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CONTRO |
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Continue infiniti |
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