GUILTY GEAR

Guilty.jpg (184075 bytes)E’ strano veder apparire sul mercato un picchiaduro che non sia di provenienza arcade. Se poi il gioco in questione è bidimensionale e gira su Playstation, allora c’è da conoscere personalmente il team di sviluppo per chieder loro le motivazioni ideologiche annesse. E' certo che Ark System Works ha ideato una saga destinata a crescere in popolarità (il secondo capitolo è approdato prima in arcade, come tutti ben sapranno) e a rivaleggiare direttamente con Capcom e SNK, le ultime due software house che continuano a sfornare picchiaduro bidimensionali nonostante i tempi, e nonostante le nuove console. L'avvento, quindi, di un team di programmatori intenzionato a rinverdire i fasti del beat'em up in 2D non fa che allietare il mercato, e procurare nuove e interessanti prospettive per un futuro proiettato in maggioranza sul 3D. Ancora oggi la saga di Guilty Gear continua a sfornare capitoli su capitoli, sia in arcade che per console. Ma tale successo si deve proprio all'interesse che il titolo cagionò quando uscì per Playstation. Per le sue figure tipiche ma ingegnose nella cadenza delle mosse e negli effetti visivi.... 

Va premesso che l'unica nota negativa del titolo (comunque indiretta) risiede in un opinabile disegno della copertina giapponese, in parte migliorato nella successiva americana...Guilty Gear è sicuramente il miglior beat’em up in 2D approdato su Playstation, meglio ancora di tutte le conversioni Capcom ed Snk, in qualche modo limitate dall’esiguo quantitativo di Ram video della console Sony. Fattore estetico a parte, che avremo modo di approfondire, il titolo Arksy dispone una metodica di combattimento pesantemente dinamica, soggetta a continui spostamenti laterali e a velocizzazioni estreme degli attacchi. Lo scontro all'arma bianca è solo una delle caratteristiche portanti di Guilty Gear, se consideriamo il grande quantitativo di super mosse disponibili e la buona propensione di ogni combattente alle strategie di ribaltamento. Il team creativo introduce inoltre una assoluta novità nell'ambito dei picchiaduro in 2D, giacchè è possibile annientare il nemico con una unica mossa speciale, che quantunque di difficile esecuzione – o meglio, di difficile messa a segno – invalida i due "round" decretando la risoluzione immediata dell’incontro. Grandi polemiche scaturirono a causa di questa inusuale tecnica, che forse semplificava all'eccesso il sistema offensivo; non a caso, negli episodi successivi, avrebbe subito sostanziali modificazioni e un generale ridimensionamento.

Per il resto, le caratteristiche del titolo non differiscono di molto dal blasone dei "classici", con tanto di mezze lune, counter, palle di fuoco, spadate rotanti in puro stile Samurai Showdown. Graficamente Guilty Gear propone degli sfondi animati e soggetti a uno zooming particoarmente riuscito, e se vogliamo molto simile a quello presente in Last Blade 2; ma il fattore tecnico più sorprendente risiede nella estrema fluidità delle animazioni, provviste di centinaia di fotogrammi per ogni personaggio e caratterizzate da effetti speciali a tutto schermo. L'unico compromesso grafico a cui i programmatori hanno dovuto ricorrere sta nella forzata "pixellosità" degli effetti, comunque appena percettibile nel movimento continuo delle coreografie. Per quanto riguarda il sonoro, davvero nulla da eccepire. Siamo su livelli di assoluta eccellenza acustica, su di un heavy metal piuttosto pesante, ma molto ben costruito e melodicamente orecchiabile. Consigliamo caldamente di ascoltare tutte le tracce nel sound test, per apprendere l'ottimo lavoro svolto dai musicisti Ark System Works. Guilty Gear può considerarsi, in definitiva, un caso del tutto anomalo nella softeca di Playstation, che ha comunque contribuito a renderla eterogenea e qualitativamente apprezzabile nell’ambito della bidimensione. Per una volta i possessori del Saturn guardavano con invidia verso i lidi Playstation, e per una volta non vi era bisogno di comparare la qualità di un picchiaduro in 2D, che quasi sempre perdeva il confronto con la console Sega. I presunti o reali limiti grafici della piattaforma Sony sono in questo caso smussati da una realizzazione artistica che ha quasi del miracoloso, che attraverso l'utilizzo massiccio delle trasparenze dell'alpha blending, e grazie a una elegantissima caratterizzazione, sancisce il culmine tecnologico bidimensionale del picchiaduro di origini domestiche.

 

 

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PRO

Grafica 2D da coin op

Colonna sonora "massiccia"

Molto giocabile

CONTRO

Cover giapponese sotto tono

                      
                        

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