GUNDAM:
The Battle Master Non avremmo puntato dieci
centesimi su Battle Master, avendo ancora a mente la superficiale Bandai che aveva mandato
al macero fior di anime dal sicuro potenziale ludico. Eppure Battle Master è un
videogioco. Sarà perché sul Saturn era uscito Cyberbots (che venne convertito
in modo assai pessimo su Playstation) ma alla fine, forse spinti da un desiderio di
rivalsa, i programmatori riescono a confezionare un prodotto dignitoso. Il genere è
quello del picchiaduro bidimensionale a incontri, strutturato a round unico sullo stile di
Vampire Savior, con i mech che vanno in pezzi e la possibilità di utilizzare i
retrorazzi. Questi ultimi mantengono sospesi in aria i robot offrendo interessanti
variazioni sul gameplay del genere. Gundam: The Battle Master
appartiene, di fatto, alla nicchia videoludica bidimensionale che si rivolge ai fan della
saga robotica Bandai. Ciò nondimeno, in Battle Master anche il profano saprà scovare
divertimento.
Iniazialmente si potrà optare per dieci robot (Gundam, V
Gundam, Hygog, Zaku II, ZZ Gundam, O, O-Mantha, ZionG, Sazabi, GP-02A) cui andrà ad
aggregarsi il trio dei boss di fine livello, ovvero Psyco MKIII, Bygzam
e Neve Zeil. In quanto picchiaduro di super corazze si potrà
combattere tanto a distanza quanto attaccando in azione ravvicinata. Nel primo caso le
armi in dotazione saranno generalmente dei missili, da cui ci si difende con lo scudo,
mentre nel secondo utilizzeremo i mezzi bellci apposta pensati per le brevi distanze. Vi
è da dire che in fase difensiva le meccaniche non sono state regolate in modo
impeccabile, considerando che nei corpo a corpo si resti generalmente in balia
dell'avversario col deficit di non poter parare i colpi. La barra energetica regola il
surriscaldamento del mech. Quando raggiunge il limite si perderà un livello di armatura,
e il combattimento proseguirà fino a che tutte e quattro le protezioni non saranno
cadute. Un ulteriore indicatore viene deputato alla regolamentazione delle super,
naturalmente immancabili, che una volta eseguite causeranno il decremento di una apposita power
gauge suddivisa in sette contenitori. Per ricaricare non si dovrà fare altro che
picchiare il robot opponente in modo ravvicinato. In effetti l'interagibilità è buona,
cioè meglio di quanto si potesse pensare. La sensazione di distruzione è davvero bene
implementata e il divertimento persiste.
Gundam: The Battle Master compensa la
mediocre conversione di Cyberbots. Gli sfondi saranno anche non molto ispirati e
piuttosto scarni, ma le animazioni sono quanto di più monumentale si sia visto su
Playstation in termini bidimensionali. Oltre che essere giganteschi - alcuni mech occupano
più della intera area dello schermo - i meccanismi deambulano raccordando centinaia di
fotogrammi, al punto da non fare rimpiangere i combattimenti della versione televisiva.
Non mancano i tocchi di classe, come i pezzi di armatura che subiscono danneggiamenti
visibili, distaccandosi sovente dalla corazza o finendo letteralmente in pezzi.
Spettacolari tutte le super, che nella maggior parte dei casi avvolgono lo schermo di
flussi luminosi e lamiere contorte. In quanto a effetti, la realizzazione sonora può
contare su di una buona qualità acustica generale, benché le musiche potevano essere
più ispirate. Ma diciamo che il background si mantiene gradevole e non stride con
l'azione che il gioco dispone. Piuttosto stringato sovviene invero il menu di navigazione,
in quanto si limita a concedere, oltre alle opzioni, i soli Story e Versus
Mode. Come era logico aspettarsi il Versus è la modalità che arreca il
divertimento maggiore, dacché sfidare un amico è sicuramente più appagante della
moderata brevità dello Story Mode, il quale è anche penalizzato dalla
ripetizione degli schemi di attacco dei nemici. Insomma questo Battle Master non è
affatto male. Se il lettore usa nutrirsi di beat'em up bidimensionali, in
particolar modo di quelli ad ambientazione fantascientifica, troverà nel titolo Bandai
una dose di spettacolarità ludica a breve termine da non sottovalutare. Certo non è un
titolo impeccabile, ma avrebbero rimediato col seguito....
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