HEART OF
DARKNESS Per realizzare Heart of Darkness ci vollero sei
lunghissimi anni di tribolazioni. Se ne cominciò a parlare sul finire del 1992,
all'indomani di una importante scissione in casa Delphine Software che decretò la nascita
di un team di programmatori indipendente. Detto team prese il nome di Amazing
Studio. Adesso torniamo indietro di qualche anno e soffermiamoci su tre dei
titoli più importanti della Delphine: Future Wars, Another World
e Flashback.
Ecco, l'Amazing Studio era composto dai programmatori, progettisti e Graphic Designers
che avevano realizzato i tre capolavori testè citati, riunitisi adesso con l'intento
di sfornare un gioco a piattaforme che rivoluzionasse del tutto il concetto di arcade
adventure bidimensionale. Che siano riusciti o meno nell'intento è tutt'ora
difficile stabilirlo, per motivazioni che esplicheremo a breve, ma nessuno toglierà ad
Heart of Darkness il merito di aver traghettato sui 32 bit di Playstation tutta la
sapienza artistica di Eric Chahi (capo programmatore). Resterà purtroppo
un caso isolato visto che, di fatto, dopo Heart of Darkness non resterà traccia alcuna di
Amazing Studio.
Andy è un bimbo come tutti gli altri. Va a scuola, non gli piace studiare e in più ha anche un bel cagnolino di nome Whisky. E come molti della sua età ha una terribile paura del buio. La storia comincia nell'aula delle elementari del nostro amico e acquista credibilità attraverso uno spettacolare filmato: così come accadeva con Another World e Flashback le sequenze animate introduttive e di intermezzo assumono un valore continuativo. Praticamente, il pre-renderizzato del gioco si fonde, si insinua nei filmati di gioco senza che lo stacco penalizzi la scorrevolezza delle vicende narrate. La telecamera zooma sull'azione, mentre un gigantesco mostro sfonda una caverna, e noi quasi non ci accorgiamo del passaggio di consegne tra l'interazione e la contemplazione. Sulle prime battute Andy avrà a disposizione un'arma dal raggio laser, che servirà a spazzare via le prime creature delle tenebre colpevoli di aver rapito per sbaglio il nostro cagnolino. La trama di gioco è ricca di riferimenti fantastici e tenebrosi allo stesso tempo, con ambientazioni che ritraggono un mondo desolato ma affascinante. Quattro i tasti utilizzabili, di cui due adibiti allo sparo e i rimanenti alla corsa e al salto. Per quanto riguarda il salto sarà possibile effettuarne uno doppio premendo in successione il corrispondente pulsante (azione che si rivelerà molto utile in svariate circostanze). Tutto avviene secondo una filosofia di gioco collaudata sebbene, in questo caso, si avverta il bisogno di una sfida maggiore. Infatti la successione a schermate lascia posto a una serie di enigmi piuttosto facili da risolvere, che faranno rimpiagere la genialità delle situazioni affrontate in Another World. Heart of Darkness punta quasi tutto sulla azione immediata, sulla spettacolarizzazione del movimento che francamente lascia poco spazio alla riflessione. Precisa scelta di programmazione, probabilmente per differenziare il prodotto dal cliche delle precedenti produzioni Delphine. Fatto sta che il titolo risulta divertente e giocabile anche così, con una miriade di situazioni da affrontare e in cui immergersi completamente. Avremmo però gradito delle posizioni di salvataggio prestabilite, fatto che avrebbe di certo influito (in positivo) sulla longevità globale. Invece, più o meno inspiegabilmente, i programmatori optarno per la possibilità si salvare dopo ogni sezione superata, così da smontare pezzo per pezzo tutto l'immenso lavoro artistico dietro il gioco. Heart of Darkness si finisce in due giorni. Peccato, perchè esteticamente parlando il titolo Amazing Studio è una autentica gioia per gli occhi. Le ambientazioni godono di un dettaglio sublime, con un rendering che esalta la colorazione ed animazioni magnificamente costruite. Le movenze di Andy risultano semplicemente perfette, per non parlare della caratterizzazione estetica dei mostri, che si concede tocchi di folle ironia (osservate l'ombra demoniaca che ci insegue sul ponte barcollando) e sapiente messa in scena. Sotto questo profilo Heart of Darkness è una esperienza cinematografica irripetibile perchè vissuta in prima persona. E se poi vi parliamo delle musiche suonate per l'occasione dalla Orchestra Filarmonica di Londra realizzerete che, malgrado la opinabile longevità, Heart of Darkness sia un titolo da provare assolutamente. E' proprio vero, le cose migliori hanno breve durata....
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PRO |
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Divertimento estremo |
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Esteticamente un capolavoro |
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Sonoro spettacolare |
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CONTRO |
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Sistema di salvataggio discutibile |
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Longevità opinabile |
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