HERCULES Prima di tutto apprezziamo la
scelta di non ricorrere ai poligoni. Se il tie-in in questione è un cartone
animato Disney sarebbe stato un controsenso snaturarne le origini. Apprezziamo anche la
cura con cui i grafici hanno riprodotto le ambientazioni originarie, scomodando una serie
di effetti speciali in 2D che non si vedevano dai tempi dei sedici bit. Hercules è
un platform scolastico. Svolge il suo compitino senza sbavature per adeguarsi a una utenza
di adolescenti. Inizialmente è veramente facile: premi il pulsante e basta, praticamente.
Ma dopo i primi due livelli la difficoltà comincia a innalzarsi e con essa il senso della
sfida, che produce alcune buone intuizioni strutturali. I livelli sono in tutto dodici
rappresentando di fatto le "fatiche di Ercole" tramandate dalla mitologia
classica. Ma questo è un Ercole leggermente diverso da come lo si è conosciuto ne
"Gli Argonauti", più affine a parodizzare su sè stesso e quindi meno serioso.
Per la versione Playstation gli studi Disney non hanno rinunciato a vari intermezzi a
cartone animato, per altro di altissima qualità, e all'ingaggio di tizi rinomati per il
doppiaggio come Denny De Vito e James Woods.
La realizzazione tecnica è veramente di alto livello. Svariati strati di parallasse si alternano a strutture tridimensionali "integrate", così come avveniva in Nocturne In The Moonlight. Le animazioni semplicemente straordinarie non fanno che rispettare la tradizione platformista Disney, che sin dai tempi di Aladdin ha sempre curato in maniera estrema anche il più insignificante particolare scenografico dei suoi videogiochi. Hercules si muove grazie al supporto di centinaia di fotogrammi di animazione e vederlo nelle sue evoluzioni riporta alla mente i fasti del cartone originario. Il carattere iconografico è comunque vario: vi sarà spazio, avanzando di livello, per una spettacolare sezione a sparatutto che vede il nostro eroe cavalcare Pegaso, il leggendario destriero alato bianco. Ma la apoteosi giunge negli scontri con i boss, veramente mastodontici e monumentali, e non è esagerato affermare che l'interesse alla prosecuzione sia in gran parte imputabile alla curiosità di osservare con la mascella distorta il prossimo boss. Bidimensionalmente siamo ai vertici di ciò che Playstation può offrire, e addirittura non mancano le zoomate, le distorsioni e i cambi di inquadratura "da dietro le spalle" per simulare la profondità dei pertugi. Straordinaria, manco a dirlo, la caratterizzazione di tutti i nemici: vedremo centauri, uccellacci del malaugurio, squali, centurioni e ogni sorta di bestiola delle foreste immergersi con stile nelle atmosfere fiabesche del titolo. L'errore di Disney è stato, ancora una volta, quello di prendere in considerazione il medesimo target della produzione cinematografica corrispondente. In breve, Hercules è un titolo appositamente pensato per i ragazzini. Quindi difficoltà generale medio bassa, monotonia latente, enigmi prevedibili. Tutte le sezioni a scorrimento orizzontale non offrono nulla di più di quanto lo Studio Disney avesse espresso nelle precedenti produzioni a sedici bit. E anzi in quanto a originalità fa un passo indietro. Resta interessante il sistema di armamento della spada, con annessa possibilità di caricare un mega-pugno che spacca anche le rocce giganti. Ma insomma tutto sa di già visto e giocato. Poi questa inspiegabile mania tipicamente Disney che voleva ogni videogioco come intrattenimento "leggero" cominciava, nel' 97, a mostrare i suoi evidenti limiti in virtù della diversificazione che Playstation offriva in tutti i settori ludici conosciuti. Hercules era un titolo datato già in quel periodo, signori. Un titolo abbastanza scontanto che puntava esclusivamente sul suo brillante aspetto scenografico, senza mai approfondire il gameplay, senza mai disturbarsi nella elaborazione di elementi adventures e senza ambire a qualcosa che non fosse la solita, classica licenza sprecata. Ma i bambini faranno Oooh!, e saranno contenti. Si divertiranno perchè Ercole salta e fa a pugni come nel cartone, perchè è disegnato e animato come nel cartone, perchè riesce a essere simpatico come nel cartone e perchè distrugge i mostri con estrema facilità. Bocciare del tutto il titolo Disney non sarebbe quindi corretto. Piuttosto diciamo al videogiocatore che, nel caso si sentisse attratto da codesto platform, dovrebbe prepararsi a un divertimento effimero e a una esperienza poco longeva. Però i marmocchi apprezzeranno di certo per i colori, le atmosfere, le affinità con il film.
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PRO |
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Graficamente stupendo |
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Struttura platform immediata.... |
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CONTRO |
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Sovente troppo facile |
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Decisamente monotono.... |
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