LEGEND OF
MANA Tra le maggiori peculiarità di
Squaresoft vi è l'eclettismo. Mai un RPG uguale all'altro, se si escludono i primissimi
episodi di Final Fantasy. Mai una formula ludica ripetuta incessantemente per non
scontentare il fanboy. Mai una storia uguale all'altra e, ancora, mai una ambientazione
riciclata. Legend Of Mana interviene per sintetizzare tutto il carattere
evoluzionista e innovativo della software house nipponica, succedendo a Seiken
Densetsu 3 solo per una questione di conteggio e non di fatto. Sono due giochi
completamente differenti. In Legend Of Mana si ha una totale libertà di azione e sovente
si decide in prima persona il percorso da seguire, cosa che non avveniva nel suo
predecessore. Non vi è una vera e propria storia portante: potremmo considerare questo
quarto episodio come un corollario di innumerevoli sottotrame (o missioni) da portarsi
avanti singolarmente come una serie di avventure sconnesse. Inizialmente starà a noi
decidere da che punto della mappa dovremo cominciare, una mappa vuota che completerà la
sua fisionomia grazie al recupero dei vari "artefatti" che ne formano il disegno
finale. Intuizione semplicemente geniale....
Contrariamente a quanto accadesse nei precedenti episodi,
adesso le battaglie non possono essere eluse, per quanto sia sempre possibile avvistare il
posizionamento dei nemici. La frustrazione degli attacchi è a ogni modo ammorbidita dalla
scelta, tutt'altro che discutibile, di ripristinare la barra energetica una volta
conclusi, e di fare resuscitare i membri della compagnia deceduti dopo un breve periodo di
tempo. Tuttavia è stata abolita la possibiltà di cambiare arma durante i combattimenti,
forse per timore di rendere gli stessi pretestuosi e privi di una reale difficoltà
ludica. Oltremodo interessante la possibilità di accudire le uova sparse per le lande per
crearsi un autentico zoo personale: la anatomia del nascituro dipenderà in modo diretto
dal tipo di alimentazione a cui sarà sottoposto, vista la possibilità di coltivare un
orticello con ogni sorta di verdura e prodotto fruttifero. Praticamente un gioco nel gioco
che riprende le regole del Tamagochi in modo attivo, data la possibilità di
utilizzare i mostri durante il nostro peregrinaggio. Ulteriore possibilità offerta da
Legend Of Mana è l'affiancamento di un secondo giocatore umano per ogni missione
intrapresa, in assenza del quale sarà la cpu a prenderne il controllo. La struttura del
titolo vede sempre e comunque un unico protagonista assoluto, e potremmo considerare il party
quale supporto non necessariamente legato al nostra eventuale riuscita. Indubbiamente
dal questo ultimo "Mana" viene fuori un concentrato di idee brillanti.....
E brillante, in termini di dinamiche di gioco, può
considerarsi la introduzione del laboratorio delle cianfrusaglie, dove costruire androidi,
armi e addirittua strumenti musicali. Il bello è che l'efficacia di ogni magia sarà
strettamente legata alla qualità del nostro arsenale, oltre a tenere conto del numero di
attrezzi posseduti. Impegnarsi in queste attività "secondarie" diverrà quindi
basilare se si vogliono raggiungere buoni risultati in tutte le situazioni di scontro con
in nemici. Ma il pregio maggiore di Legend Of Mana sta soprattutto nella sua camaleontica
interfaccia strutturale, che muta forma ad ogni nuova partita intrapresa. La possibilità
di cominciare ogni volta da un punto differente della mappa, e quindi di poter sceglierci
da noi il percorso e la modalità di acquisizione degli "artefatti" (che
costituiscono la essenza di ogni locazione). Innumerevoli le combinazioni possibili,
giacchè ogni partita sbloccherà solo una parte della mappa, costringendo il giocatore a
finire il titolo più e più volte se si vogliono conoscere tutte le locazioni e tutti i
segreti in esse custoditi. Sacrificare una vera e propria trama portante ha così
garantito ai progettisti Squaresoft una duttilità praticamente inedita nell'ambito dei
giochi di ruolo per console. Teoricamente non vi sono limiti alla commisione di
sottogiochi proposta, e solo la brevità di alcune missioni ne mina, ma solo
sporadicamente, la fruibilità a lungo termine. Naturalmente straordinaria la
realizzazione tecnica: locazioni dal dettaglio incredibile accompagnano una
bidimensionalità mai così florida in un RPG per Playstation. Il character design,
splendido, mette in risalto la particolarità caratteriale di ogni protagonista e le
musiche, avvolgenti, non fanno che manifestare il sentimento epico che accompagna la
avventura dalla prima schermata fino all'ultima landa esplorabile.
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