LEGEND OF MANA

manacover2.JPG (21963 bytes)Tra le maggiori peculiarità di Squaresoft vi è l'eclettismo. Mai un RPG uguale all'altro, se si escludono i primissimi episodi di Final Fantasy. Mai una formula ludica ripetuta incessantemente per non scontentare il fanboy. Mai una storia uguale all'altra e, ancora, mai una ambientazione riciclata. Legend Of Mana interviene per sintetizzare tutto il carattere evoluzionista e innovativo della software house nipponica, succedendo a Seiken Densetsu 3 solo per una questione di conteggio e non di fatto. Sono due giochi completamente differenti. In Legend Of Mana si ha una totale libertà di azione e sovente si decide in prima persona il percorso da seguire, cosa che non avveniva nel suo predecessore. Non vi è una vera e propria storia portante: potremmo considerare questo quarto episodio come un corollario di innumerevoli sottotrame (o missioni) da portarsi avanti singolarmente come una serie di avventure sconnesse. Inizialmente starà a noi decidere da che punto della mappa dovremo cominciare, una mappa vuota che completerà la sua fisionomia grazie al recupero dei vari "artefatti" che ne formano il disegno finale. Intuizione semplicemente geniale....

Contrariamente a quanto accadesse nei precedenti episodi, adesso le battaglie non possono essere eluse, per quanto sia sempre possibile avvistare il posizionamento dei nemici. La frustrazione degli attacchi è a ogni modo ammorbidita dalla scelta, tutt'altro che discutibile, di ripristinare la barra energetica una volta conclusi, e di fare resuscitare i membri della compagnia deceduti dopo un breve periodo di tempo. Tuttavia è stata abolita la possibiltà di cambiare arma durante i combattimenti, forse per timore di rendere gli stessi pretestuosi e privi di una reale difficoltà ludica. Oltremodo interessante la possibilità di accudire le uova sparse per le lande per crearsi un autentico zoo personale: la anatomia del nascituro dipenderà in modo diretto dal tipo di alimentazione a cui sarà sottoposto, vista la possibilità di coltivare un orticello con ogni sorta di verdura e prodotto fruttifero. Praticamente un gioco nel gioco che riprende le regole del Tamagochi in modo attivo, data la possibilità di utilizzare i mostri durante il nostro peregrinaggio. Ulteriore possibilità offerta da Legend Of Mana è l'affiancamento di un secondo giocatore umano per ogni missione intrapresa, in assenza del quale sarà la cpu a prenderne il controllo. La struttura del titolo vede sempre e comunque un unico protagonista assoluto, e potremmo considerare il party quale supporto non necessariamente legato al nostra eventuale riuscita. Indubbiamente dal questo ultimo "Mana" viene fuori un concentrato di idee brillanti.....

E brillante, in termini di dinamiche di gioco, può considerarsi la introduzione del laboratorio delle cianfrusaglie, dove costruire androidi, armi e addirittua strumenti musicali. Il bello è che l'efficacia di ogni magia sarà strettamente legata alla qualità del nostro arsenale, oltre a tenere conto del numero di attrezzi posseduti. Impegnarsi in queste attività "secondarie" diverrà quindi basilare se si vogliono raggiungere buoni risultati in tutte le situazioni di scontro con in nemici. Ma il pregio maggiore di Legend Of Mana sta soprattutto nella sua camaleontica interfaccia strutturale, che muta forma ad ogni nuova partita intrapresa. La possibilità di cominciare ogni volta da un punto differente della mappa, e quindi di poter sceglierci da noi il percorso e la modalità di acquisizione degli "artefatti" (che costituiscono la essenza di ogni locazione). Innumerevoli le combinazioni possibili, giacchè ogni partita sbloccherà solo una parte della mappa, costringendo il giocatore a finire il titolo più e più volte se si vogliono conoscere tutte le locazioni e tutti i segreti in esse custoditi. Sacrificare una vera e propria trama portante ha così garantito ai progettisti Squaresoft una duttilità praticamente inedita nell'ambito dei giochi di ruolo per console. Teoricamente non vi sono limiti alla commisione di sottogiochi proposta, e solo la brevità di alcune missioni ne mina, ma solo sporadicamente, la fruibilità a lungo termine. Naturalmente straordinaria la realizzazione tecnica: locazioni dal dettaglio incredibile accompagnano una bidimensionalità mai così florida in un RPG per Playstation. Il character design, splendido, mette in risalto la particolarità caratteriale di ogni protagonista e le musiche, avvolgenti, non fanno che manifestare il sentimento epico che accompagna la avventura dalla prima schermata fino all'ultima landa esplorabile.

 

 

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PRO

Estrema originalità strutturale

Iconograficamente magnifico

Rigiocabile più e più volte

CONTRO

Assenza di una trama portante

                      
                          

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