METAL GEAR
SOLID Se John Rambo fosse un samurai,
altri non potrebbe essere che Solid Snake. Il protagonista indiscusso del gioco in
questione fu ideato nel lontano 1987 da Hideo Kojima, game designer della serie. Fin dai
due primi episodi per MSX, il concept introduceva alcuni elementi rivoluzionari, specie
per i tempi: lo scopo non era quello di far fuori centinaia di nemici, ma di intrufolarsi
il più nascostamente possibile in una base militare segreta. In Metal Gear 2 era
possibile addirittura deviare l'attenzione di una guardia provocando rumore, al fine di
passare inosservati lungo il suo tragitto di sorveglianza. Tutte le caratteristiche
sopraelencate vennero splendidamente riprese nel capitolo per PSOne. Tramite l'ausilio del
3d, Kojima poté finalmente esprimere le sue doti di regista mancato, con risultati a
tratti sorprendenti. Grazie alle inquadrature studiate ad arte ed al voice
acting, l'impressione di essere in un film è davvero palpabile.
La storia di fondo ruota ancora una volta intorno agli
stessi elementi: dovremo infiltrarci in un avamposto terroristico e investigare sulla
costruzione di una terribile arma di distruzione di massa semovente, il Metal Gear
per inciso. Vestire i panni di Snake non è mai stato così divertente. Abbiamo la piena
libertà di decidere sul momento quale sarà la nostra prossima mossa: meglio tentare di
strangolare l'ignara sentinella, col rischio che ci scopra dando l'allarme, oppure
aspettare il momento giusto per muoversi di soppiatto? Fondamentale per compiere le nostre
gesta è l'utilizzo del radar: esso visualizzerà sia la posizione dei nemici che il loro
campo visivo. Tramite il tasto select potremo invece comunicare in qualsiasi momento con
la squadra esterna e con alcuni amici che incontreremo, per chiedere aiuto in caso di
problemi apparentemente senza soluzione (come ad esempio scovare il punto debole di un
boss
). Visivamente, Metal Gear Solid è molto particolare: la visuale di gioco
parrebbe al primo sguardo un po' datata, ma basterà che Snake accosti le spalle al muro
affinché l'angolo d'inquadratura cambi automaticamente in modo più congeniale e
cinematografico, dandoci la possibilità di spiare agevolmente il percorso dei soldati
nemici.
Hideo Kojima ha inoltre voluto riportare a tutti i costi
alcuni dettagli maniacali, spesso contro il parere del suo staff; celebre l'ossessione per
l'effetto del fumo delle sigarette, complesso per l'hardware a disposizione, diseducativo
per i giocatori, ma utile per rilevare alcune fotocellule altrimenti invisibili. Il
comparto audio eccelle in ogni campo, eccezion fatta per il doppiaggio della versione PAL:
sebbene totalmente in italiano, risulta meno aderente e in generale sottotono rispetto
alla controparte americana. Le musiche sono un mix di tensione e adrenalina, mentre gli
effetti sonori, data la loro organica importanza, ricreano il massimo realismo. Se non
disporremo di un silenziatore i colpi di pistola lacereranno il silenzio, mettendo in
allarme tutta la base; altrettanto imprudente sarà camminare velocemente su superfici
metalliche. Azione di spionaggio tattico dunque, traducendo l'occhiello in copertina:
uscire allo scoperto e sparare scriteriatamente non condurrà mai alla vittoria, caso mai
al game over, anche se in fondo abbiamo a disposizione un arsenale bellico di tutto
rispetto. Oltre appunto alle svariate armi da fuoco (mitici i missili teleguidati in prima
persona e l'esplosivo C4 radiocomandato) sono presenti altre novità "segrete"
che mettono in luce anche il lato più ironico e giocoso di Kojima: una
fotocamera, una tuta stealth, munizioni infinite, e addirittura uno smoking in stile 007.
Il designer sfodera la sua inarrestabile creatività nei drammatici scontri con i boss, e
in alcuni di essi sono presenti degli autentici colpi di genio, mai visti prima in un
videogame, e chi lo ha già giocato sa a cosa ci riferiamo. Se invece non avete mai avuto
l'occasione di sfidare Psycho Mantis o Vulcan Raven, cercate subito di recuperare una
PSOne, poiché a nostro avviso il seguito per PS2, per quanto estremamente curato, splende
di luce indiretta proveniente dai fasti del suo predecessore.
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