PARASITE
EVE Si direbbe che gran parte del budget
stanziato per Parasite Eve sia stato speso nella realizzazione delle sequenze in FMV.
Il filmato introduttivo risulta emblematico, con le due protagoniste che si scontrano in
uno spettacolare quanto violento tète à tète di stampo holliwoodiano. Non a
caso Squaresoft presentò il titolo come un Cinematic RPG per creare un solco tra
la via classica roulista e quella sperimentale, orientando il tutto verso una azione meno
tradizionalista. Con Parasite Eve Squaresoft cerca di distanziarsi
ulteriormente da quello che era stato il suo "videogioco tipo" nell'era dei
sedici bit, concedendosi una sorta di vacanza dai cliche che la avevano
consacrata tra le software house fondatrici del RPG di scuola giapponese. Ma
nonostante gli sforzi e i propositi rivoluzionari, tolta la grafica, tolto un sistema di
combattimenti rivisto e tolta la atmosfera horror della trama, ciò che abbiamo difronte
non si distanzia molto dalle meccaniche avventurose dettate dal gioco di ruolo moderno.
D'altronde manca la classica "compagnia", e il sistema di inquadrature
isometrico riconduce allo stile grafico di Resident
Evil, cosa che non guasta affatto.
Il sistema di controllo risulta comodo e intuitivo. Aya, la poliziotta protagonista, si muove tramite la croce direzionale ed è in grado di amministrare un grande quantitativo di oggetti. Succede anche che questi ultimi siano troppi così da scomodare i cosiddetti bauli contenitore (formula ripresa guardacaso da Resident Evil), per svuotarci parzialmente del carico. L'esplorazione, malgrado una fase iniziale abbastanza lineare, è ancora essenziale nei principi logici e dinamici della avventura, così da impegnare il videogiocatore con enigmi abbastanza impegnativi. Tuttavia per far sì che non ci si dimentichi la essenza RPG del titolo interverranno, abbastanza pesantemente, i cosiddetti attacchi casuali con buona pace di chi già esultava per le reminiscenze capcomiane del caso. Ad affievolire la frustrazione vi è comunque una dislocazione "fissa" di tutti i nemici. Quindi basta memorizzare i luoghi in cui li abbiamo precedentemente sconfitti per prepararsi, quantomeno psicologicamente, ad un nuovo confronto. Francamente questa risulta essere la fase meno convincente del titolo Squaresoft: nella ottusa volontà di non abbandonare i suoi principi ideologici, la software house nipponica tende a fustigare il videogiocatore in passaggi oltremodo ostici e frustranti. Fortunatamente il potenziamento costante delle caratteristiche di Aya farà sì che, dopo uno scontro ripetuto, vi sia un abbassamento della difficoltà di gioco, per quanto appena percettibile. Scendendo nel dettaglio dei combattimenti, tutti in tempo reale, ci sarà concessa ampia possibilità di movimento mentre una barra regolatrice del nostro stato di agilità si riempie. Una volta ultimato il suo caricamento potremo effettuare le nostre mosse tra attacco normale, abilità supplementare o ritirata. Se sceglieremo di attaccare lo schermo muterà in una specie di scacchiera, e a seconda delle nostre disponibilità belliche potremo ponderare se sparare simultaneamente su più bersagli o concentrare il fuoco su un singolo obiettivo. A favorire la immediatezza strutturale insita della denominazione "cinematica" vi è la logistica degli spostamenti attraverso una comoda mappa tridimensionale. Sarà sufficiente indicare la porzione che si vuole raggiungere per essere automaticamente trasportati, ma è una condizione valida solo per la copertura di lunghe distanze. Indubbiamente ci si farà coinvolgere, una volta entrati in simbiosi con le meccaniche fondamentali, per via di una storia narrata con i giusti tempi cinematografici, che offre anche momenti di grande suspance nella successione dei filmati (comunque non invadenti) e nella pratica di risoluzione enigmistica. Rispondendo alla tradizione iconografica della Square, le scenografie rendono credibile la storia, lasciandosi osservare con piacere nella loro raffinata prerenderizzazione e nella intersezione con FMV di altissima qualità. Purtroppo le animazioni dei personaggi in game non soddisfano pienamente a causa di alcune intercalazioni non proprio riuscite e di alcune tessiture che avrebbero potuto rendere meglio. In tal senso la perdita qualitativa rispetto a Resident Evil è piuttosto netta, ma bisogna anche tenere conto della struttura più articolata di Parasite Eve. Chiudiamo menzionando un sonoro molto buono nella stereofonia degli effetti e discreto nelle musiche e, beh, questo è quanto.
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PRO |
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Narrazione serrata e coinvolgente |
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Eccellenti FMV |
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Piuttosto longevo... |
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CONTRO |
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Snervante frequenza degli attacchi |
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casuali... |
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