RANMA 1/2 - BATTLE RENAISSANCE -

Ranma_ntsc-front.jpg (113859 bytes)Rumic Soft ebbe la folle idea di far uscire il suo Ranma: Battle Renaissance prorpio in concomitanza con quella pietra miliare che porta il nome di Soul Edge. Se avessero optato per un altro periodo forse il titolo avrebbe ottenuto maggior successo, pur non primeggiando nè in giocabilità nè sul fattore prettamente tecnico. Eppure dobbiamo ammettere che la caratterizzazione dei personaggi non resta inosservata, malgrado la intrinseca difficoltà di ricostruirli tridimensionalmente, con somma gioia dello sterminato fandom devoto alla serie televisiva animata. Ludicamente parlando Battle Renaissance soffre della inesperienza di Rumic Soft in ambito Playstation, e lo affermiamo con rammarico perchè il titolo aveva tutte le carte in regola per sfondare e divenire un cult. Si perchè i programmatori ci sanno fare, e basta osservare i lottatori in assetto di combattimento per rendersene conto...

Sebbene ancorato a una profondità bidimensionale in stile carta da parati (a ogni modo anche Tekken 2 soffriva dello stesso "problema") l'impasto poligonale di Battle Renaissance mette in luce una sfrenata passione per la caratterizzazione anatomica, con deambulazione fluida e realistica di tutti i personaggi. Le animazioni assumono infatti il punto centrale della produzione Rumic Soft offrendo sprazzi di inaudita spettacolarità sia nelle trasformazioni che nelle varie prese e super mosse. Esilaranti in proposito le mutazioni di Genma (in panda) e Ranma (in ragazza) allorquando ogni personaggio mutato avrà stile e mosse differenti. Anche dal punto di vista sonoro non c'è da lamentarsi più di tanto, con musichette carine e a tema, ed effetti sonori campionati discretamente nella norma. Certo si sarebbe potuto fare molto di più nella costruzione di finali degni di questo nome, anzichè sfoderare una unica schermata statica per tutti i personaggi, e avremmo anche apprezzato una maggiore varietà nei fondali di gioco, effettivamente monotoni, che per altro nel versus mode non sono selezionabili. Nell'uno contro uno ci dovremo pertanto accontentare di uno sfondo unico, anche bruttino, scelto non si sa bene perchè per adornare ogni singolo scontro a due giocatori.

Le note realmente dolenti arrivano con la giocabilità. Battle Renaissance riesce nell'intento di annullare quasi del tutto il fattore sfida per via di una disarmante intelligenza artificiale dei lottatori. Finire il gioco alla prima partita è la norma, così da stroncare sul nascere il coefficiente rigiocabilità e relegare il senso del tutto a una sfida contro un umano. In più il parco mosse a disposizione di ogni combattente è davvero striminzito: imparati i meccanismi ci accorgeremo che le combinazioni attuabili si riveleranno sin troppo semplici da effettuare stimolando una diffusa ripetitività. Questo non signifca comunque che il gioco non sia divertente, anzi al solo osservare gli ammiccamenti facciali di Ranma ci si ribalta dal ridere, ma per decretare la validità di un picchiaduro bisogna sottostare a rigide regole. Quelle regole, per l'appunto, dettate dal sommo Tekken 2 e che Battle Renaissance ignora quasi del tutto. Perchè anche in modalità a due giocatori si avverte quella mancanza di spessore tecnico, quel tocco strategico che ha fatto la fortuna dei beat'em up tridimensionali della Namco (e della Sega). Resta a ogni modo una certa frenesia di gioco, una velocità dei combattimenti che scandisce il senso del ritmo, offrendo sprazzi di autentico divertimento demenziale. Diciamo che se confrontato con Ranma 1/2: Super Battle questo Battle Renaissance ne guadagna in fisicità e plausbilità degli scontri, per quanto il summenzionato titolo per Super Nes gli sia strutturalmente superiore. Non possiamo pertanto che sentenziare, per Battle Renaissance, diffuse lacune sul gameplay smorzate in parte da buone intuizioni grafiche. Nulla più.

 

 

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PRO

Ottima caratterizzazione grafica

Splendide animazioni

                         

CONTRO

Longevità carente

Giocabilità opinabile

                        

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Note di produzione