RESIDENT EVIL 2

resident2cover2.JPG (11365 bytes)Dopo il successo mondiale non del tutto previsto del primo capitolo, gli astuti manager di Capcom videro in Biohazard un filone d'oro ancora poco sfruttato nella miniera dei generi videoludici.
Fu così che lo scettro della direzione del gioco passò dal geniale Shinji Mikami al suo subalterno Hideki Kamiya, il quale dichiarò apertamente di non amare il genere horror, bensì i film di azione hollywoodiani. Questo si può constatare fin dalla spettacolare introduzione in computer grafica: davvero galvanizzate ed esemplare perfino per i più scafati cinefili. Peccato che la sequenza in questione sia stata il frutto di un ritrattamento, così come almeno due terzi dell'intero titolo. Perché? Resident Evil 2 stava naufragando. La famosa beta di gioco, più volte pubblicizzata prima dell'uscita della versione definitiva, viene oggi battezzata col nome di Resident Evil 1.5, sebbene una volta giunta al 70 per cento il progetto venne resettato e completamente modificato.

Mikami, questa volta nel ruolo di produttore, venne escluso durante la fase di lavorazione. Litigava spesso con Kamiya accusandolo di puntare troppo sullo spettacolare, il quale del resto era alla prima esperienza nel dirigere il team più esuberante di Capcom. Il povero Kamiya si affidò allo staff, stufo di sentire lamentele di qua e di là, stringendo un patto con Mikami. Avrebbero lasciato ai programmatori l'intero sviluppo di gioco per tre mesi, se poi qualcosa fosse andato storto avrebbero comunque avuto qualche settimana per rimediare. Resident Evil 1.5 contava zombies in gran quantità, realizzati con il minor numero di poligoni possibile. Al posto di Claire, la sorella di Chris Redfield del primo episodio, si trovava un'improbabile ragazzina bionda chiamata Elza Walker. Per riempire al massimo il cd-rom non erano previste sequenze filmate.
Passati i tre mesi. Kamiya e Mikami testarono il progetto. Era molto peggio di quanto avessero creduto. Ripetitivo, inefficace e noioso. Chiaro esempio di come ci voglia sempre una mente dietro a molte braccia.

Mikami a questo punto non poteva più stare da parte; fece i salti mortali per ritardare di alcuni mesi l'uscita di Biohazard 2, azzerando la lavorazione e dirigendo dove gli fosse possibile. Kamiya a sua volta si sentì spronato ad assumere la piena responsabilità di leader: doveva dimostrare di valere, e per farlo avrebbe dovuto creare il re dei seguiti. Fortunatamente dopo la sbandata le cose migliorarono a vista d'occhio. Ritenuto da molti il miglior titolo della serie, Resident Evil 2 conta ben due cd-rom, uno per personaggio, e grazie al reclutamento di uno sceneggiatore professionista la trama è riuscita coinvolgente e curata. Gli spaventi improvvisi da infarto che caratterizzano la saga funzionano ancora, specie per chi non ha mai giocato al capostipite. Migliorie grafiche e tecniche a parte, Biohazard 2 ha un grande carisma, purtroppo fondamentalmente diverso dal suo predecessore. Non si ritrova più quell'atmosfera di terrore dell'ignoto che solo a Villa Spencer si può provare. Nonostante ciò, se il seguito non avesse intrapreso una via leggermente diversa sarebbe stato una fotocopia sbiadita dell'originale, anziché un classico del genere. Già, ma quale genere? Purtroppo Resident Evil 2 da una parte consacra nel mercato di massa il survival horror, dall'altra lo profana per via della difficoltà abbassata, per renderlo appetibile al videogiocatore casuale.Per quanto curato, avvincente e spettacolare, Resident Evil 2 non poteva comunque sperare di riciclare un'idea già elaborata senza passarla liscia. Insomma, Capcom riesce dopo tanti sforzi a vincere il trofeo di re dei seguiti per Biohazard 2, ma lo ritira a capo chino.

 

 

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PRO

Azione e terrore

Splendida trama

Curato in ogni aspetto

CONTRO

Non molto impegnativo

Intenso ma breve

                      

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