RESIDENT
EVIL 3: Nemesis ICapcom prosegue la tradizione.
Nuovo Biohazard, nuovo direttore di gioco, con papà Mikami in veste di supervisore,
giusto per non correre rischi.
Si riparte quindi con Resident Evil 3: impersoniamo Jill Valentine,
ritornata a Raccoon City sana e salva dal primo episodio, nonchè vestita con abiti sexy e
succinti di tombraideriana memoria. Perfino il grande schermo non si è lasciato sfuggire
l'occasione di proporci Milla Jovovich versione Jill in minigonna e armata fino ai denti.
Nonostante tutto ciò sia stato studiato a fini di lucro per attrarre l'importantissimo
"utente casuale", vedere una ragazza apparentemente pronta per uscire in
discoteca che va in giro ad ammazzare zombies, cerberus e compagnia bella senza fare una
piega risulta quantomeno fuori luogo, se non addirittura stonato. Per controbilanciare
questo eccesso di fashion, i personaggi umani restanti sono dei mercenari stranieri;
guarda caso, la loro abilità nel sopravvivere stenta a rivaleggiare con quella della
supereroica Jill. E magari si trattasse solo di femminismo
Look della protagonista a parte, ci troviamo sempre in un gioco dark, dalle atmosfere
lugubri e azzeccate. Ritornano le situazioni di terrore improvviso, purtroppo scontate per
chi ha il celeberrimo "callo di Resident Evil" sui polpastrelli. Ci voleva
qualcos'altro per mettere in crisi i più navigati. Mikami si lamentò che alcuni fan
sfegatati erano capaci di terminare Biohazard solo utilizzando il coltello, e già una
vola aveva tentato di "sistemarli" con la modalità Advanced presente nel
Director's Cut del primo capitolo. Sono passati gli anni, e i giocatori non hanno punito
Capcom per aver mantenuto la stessa impostazione di gioco, anzi l'adorano; toccava quindi
a Capcom inventarsi un nuovo ostacolo, un nuovo nemico. Una nemesi, per punire i giocatori
incalliti. Nemesis è un persecutore: un mostro enorme, velocissimo e spaventoso che
quando si stanca di prendervi a pugni tira fuori un lanciarazzi e vi fa secchi. A volte
compare quando meno ce lo si aspetta, terrorizzando anche i più esperti. Capcom aveva
centrato in pieno il bersaglio. Altra caratteristica peculiare riguarda le scelte a bivio
in determinati punti dell'avventura. A seconda della selezione, sia la trama che la
disposizione di oggetti e nemici varieranno leggermente. Veramente un ottimo incentivo per
rigiocarci una volta finito.
Come se non bastasse i programmatori Capcom hanno apportato
per una volta delle migliorie al sistema di gioco; per quanto si utilizzino i medesimi
controlli, ora il nostro personaggio potrà fare le scale manualmente, e avrà la
possibilità di aggirare l'avversario se riusciremo a fare fuoco un momento prima di
subire un danno. Segnaliamo inoltre un'accelerazione globale della velocità di gioco e la
nuova mossa di dietro-front istantaneo: queste due caratteristiche riescono a mantenere
ancora in vita un'interfaccia dall'impostazione ormai decisamente datata. Dopo l'uscita di
Silent Hill di Konami la saga Capcom non poteva più dormire sugli allori. Eppure,
nonostante Nemesis sia un buon prodotto e giochi bene le sue carte, un'inesorabile crisi
di idee serpeggia visibilmente nell'aria. Una volta finito il gioco sbloccheremo come
sempre alcuni bonus, ma alcuni di essi sono quasi ridicoli. Una degna ricompensa consiste
nella modalità "mercenaries", dove andremo a utilizzare i personaggi secondari
per guadagnare denaro accoppando i mostri. I soldi serviranno per comprare armi
particolari dalle munizioni infinite, da utilizzare nella modalità originale. Un altro
"premio" riguarda il vestiario: a seconda della nostra valutazione finale,
avremo accesso a più o meno abiti per Jill. Alcuni li conosciamo già (la storica
uniforme di Resident Evil 1 o l'abito di Regina di Dino Crisis), altri sono del tutto
anonimi e non così particolari, inoltre troppi abiti risultano superflui. A questo
regalino per feticisti va ad aggiungersi la collezione di "epiloghi", delle
schermate uniche che ci informano del finale di ogni personaggio della trilogia. Peccato
che si debba finire il gioco otto volte per visionarli tutti
ma per i fan più
esaltati si tratta di una vera manna. Tirando le somme, Resident Evil 3 assomiglia a un
panino di MacDonald: sembra grosso, buono e sugoso
ma alla fine non riesce ad offrirci un reale nutrimento.
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