RIVAL
SCHOOLS: United By Fate Niente da fare: quando si parla di picchiaduro a incontri di concezione
bidimensionale le case concorrenti a Capcom farebbero bene a ritirarsi dalla competizione.
Rival Schools: United By Fate è tra quei giochi che quando li vedi pensi
"beh, è bel un giochino, ma niente a che fare con Tekken 2", ma che
dopo tre ore ti vedono ancora lì incollato al monitor a inveire come un bambino. Gran
merito alla "presentazione", che vede oltre alla classica introduzione in FMV un
confezionamento di alta classe, contenente due cd, uno per il gioco e l'altro riservato a
una modalità esclusiva per la versione Playstation. Ah, si tratta naturalmente di una
conversione da coin op derivato da hardware Playstation, quindi la fedeltà rispetto alla
versione arcade è assoluta. Si diceva del secondo cd, appositamente realizzato, che
contiene un simulation game a sè stante basato su tutti i protagonisti del
picchiaduro. Tuttavia il massiccio uso del giapponese nei dialoghi rende tale modalità
scarsamente malleabile per un pubblico occidentale, che finirà per volgere la sua
attenzione esclusivamente verso il pestaduro. Che naturalmente non delude le aspettative,
risultando da subito interessante....
Rival Schools, o Shiritsu Justice Gakuhen: Legion Of Heroes
dalla titolazione giapponese, propone un sistema di gioco piuttosto originale rispetto ai
picchiaduro di quel periodo, introducendo un secondo personaggio di supporto alla stregua
dei Versus bidimensinali forgiati dalla stessa Capcom. Ma rispetto a questi
ultimi eseguire combo, counter e prese è molto più semplice e chiunque potrà
raggiungere ottimi livelli tecnici con un minimo di pratica. La spettacolarità, in Rival
Schools, è un fatto naturale. Sarà impossibile evitare, in ogni round, ogni sorta di
presa combinata, combo volante e super mossa pirotecnica che scagli l'avversario a decine
di metri di distanza. Grande è l'esaltazione quando si chiama il proprio partner a
interveneri nel match, magari quando si è a corto di energia, per un ribaltone che metta
K.O. l'opponente proprio quando pensava di avere il match in pugno. I personaggi
selezionabili sono in tutto 22, che raggruppano i sedici dell'arcade più i quattro
segreti, più due esclusivi per la versione Playstation. Capiterà di assistere a dialoghi
di pre-partita quando gli scontri avverranno tra lottatori della stessa scuola, perchè la
storia è proprio basata su di un megatorneo tra licei rivali, che come nella tradizione
manga si odiano a morte. Non tragga comunque in inganno la semplicità delle combinazioni
di mosse, perchè se da un lato favorisce i neofiti, dall'altro rende imprevedibile ogni
incontro, e in principal modo quando ci si scontra con un amico.
Il secondo cd, denominato Evolution Disk, oltre a
contenere la già menzionata simulazione scolastica provvede a una continuazione delle
opzioni del primo disco. Vi troveremo una modalità allenamento, una campionato, un
survival per due giocatori, un Cooperation Mode e un torneo classico. Inoltre è
offerta la possibilità di salvataggio e caricamento personaggi sulla via della
personalizzazione consentita dalla simulation. Crearsi un personaggio dal nulla
è allettante, ma come già detto bisognerà districarsi non poco trai kanji e i menu
incomprensibili. Andare per tentativi è l'unica soluzione, ma alla fine la pazienza paga.
Rival Schools, grazie al suo immane quantitativo di opzioni e omaggi (presente tra le
altre cose una stimolante galleria di immagini) è ancora oggi tra le conversioni meglio
riuscite in assoluto della Capcom e una tappa imperdibile per tutti gli appassionati di
picchiaduro. Ma anche la grafica ci mette del suo presentando una pletora di personaggi
altamente bizzarri, ottimamente caratterizzati e animati in modo pressochè perfetto.
Unica nota stonata riguarda i personaggi maschili, sovente troppo blocchettosi e dotati di
una definizione approssimativa. Le caratterizzazioni femminili, invece, si presentano
estremamente sinuose e verosimili, catturando da subito l'immaginazione anche per via di
un motion capture raffinato con originalità. Gli sfondi bidimensionali assolvono
al loro ruolo meglio di quanto si potesse sperare con suggestivi tramonti e ispirati
ambienti "nipponici". Senza dimenticarci degli effetti di rifrazione della luce
sulle superfici texturate dei lottatori. E se poi vi diciamo che il sonoro, grazie a dei
brani musicali veramente riusciti (alcuni anche cantati) e ad effetti nitidissimi si pone
decisamente al di sopra della media Capcom concluderete, ne siamo certi, che tale Rival
Schools: United By Fate sia un titolo imperdibile.
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