ROCKMAN 8 Gode ancora di una certa considerazione in
Giappone il Rockman del Nes e del Super Nintendo, ed è per questo che quando uscì su
Playstation, nel Novantasei, ancora bidimensionale pur coi suoi full motion video e
le sue musiche da CD, riuscì a mantenersi vivo nel mucchio tridimensionale ad alta
condensazione di tessiture a media risoluzione. L'anno dopo lo fecero uscire per il Sega
Saturn coi filmati sgranati, ma per il resto era la copia fedele della controparte Sony.
Buono, bisogna dire buono. Si cominciava a pensare che l'arte della bidimensione fosse
agli ultimi giorni ma non si era messa in conto l'arte della bidimensione Capcom, che è
differente da qualsiasi altra arte bidimensionale in quel di Osaka, nei dintorni delle
ultime, vere, sale amusement coi gettoni d'avanzo di Space Invaders. Nel
Novantasei Rockman 8 è la reistituzione (restituzione) del giocatore-macchina: il
prototipo umanoide che si era formato sul platformismo (trasformismo) di Psychic 5 e che
era rimasto alla azione arcade di Strider Hiryu ritornava centrale, diveniva
ancora oggetto di interesse dopo la implosione del mercato delle cartucce.
La propensione di Capcom a non "spremere" troppo i chip custom di Playstation si rivela oltremodo vincente a cagione di un'ossatura grafica che volge verso la mera funzionalità, e malgrado ciò il titolo presenta un dettaglio piuttosto buono, dei fondali di tutto rispetto, delle colorazioni sature ed occasionali effetti di trasparenza: si possono scorgere interi villaggi in parallasse in supporto di animazioni che si mantengono al di sopra della media. Convincenti i movimenti del Rockman, costruito su centinaia di frames, come del resto lo sono quelli dei boss ultimi e generalmente dell'intero roster dei personaggi secondari. Il visus è raffigurato comunque in funzione della sobrietà e come naturale rielaborazione cromatica dei predecessori. Sovente la colorazione appare un po' smorta, e avrebbe forse potuto beneficiare di soluzioni più decise. Ma dopotutto è dietro questo minimalismo che la casa nipponica riesce a costruire una efficace esperienza di gioco, che in qualche modo ti prende, ti rende partecipe di questo mondo colorato giovanile e pieno di caramelle da raccogliere e barattare con qualche arma. Il sonoro risulta per lo più leggero, e per quanto la tracklist degli stage più avanzati si adegui al buonissimo livello qualitativo della intro cantata - in giapponese, anime style, ottima codifica di compressione, discreto character design - la qualità acustica generale non rende giustizia al formato ottico. Rientriamo comunque negli standard tecnici che Capcom ha più o meno garantito sin dai tempi degli otto bit, benché si tenda ad avvertire la mancanza del chiptune progressivo di Rockman 6. Rockman 8 è strutturato alla maniera di Rockman 7, con uno stage numero zero pensato come anticamera del gameplay e quattro e poi quattro livelli - e altrettanti guardiani - da affrontare in libera selezione. E' ancora Hayato Kaji a occuparsi della direzione artistica del progetto e, apparentemente, si partecipa di un'azione platformista ricalcata sui lineamenti della saga, con le trasmutazioni della corazza, la acquisizione delle armi e il saltare ossessivo e assuefacente su gradi di ostilità in ascesa e buoni strati di strategia da assalto al boss sul genere <<devo assolutamente comprendere dove posizionarmi quando il robot lancia le scariche d'elettricità>>. Tuttavia questo primo episodio di Rockman formato trentadue bit introduce una importante modifica sulle dinamiche di adoperazione degli attacchi speciali in accordo all'utilizzo combinato e sequenziale delle armi, sicché sia fattibile produrre un tornado e lanciare, ad esempio, una lama rotante mentre ci si erge dal vortice appena evocato. La (apparente) elementarità delle grafiche si frappone alla (evidente) profondità del sistema di gioco dinamico: l'eroe Capcom misura bene il ritmo delle fasi intermedie e sa come esasperare le utenze negli scontri di fine livello, sa come creare lo stato di assuefazione utile a far pervenire ancora il manovrante pur quando questi, frustrato dalla resistenza del nemico, consideri l'opportunità di abbandonare tutto in favore di una rilassante partita a Puzzle Bobble. Rockman 8 è la Capcom più autentica, quella del power-up radicale, quella dei negozi in cui acquistare ordigni, quella vera che quando sei a terra ti chiede di ridestarti e continuare alla volta della conquista, poiché la sconfitta non è opzionabile, negli universi arcade della Capcom.
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PRO |
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Giocabilità estrema |
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Longevità molto alta |
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CONTRO |
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Graficamente "essenziale" |
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