SAGA
FRONTIER Quando realizzi Final
Fantasy VII non puoi tornare indietro. Devi assecondare il consumatore proponendogli
giochi di ruolo tecnicamente all'altezza ma anche originali. Dopo Final Fantasy VII Squaresoft
si era implicitamente addossata la responsabilità ideologica delle nuove generazioni di
RPG, "condannando" il proprio staff creativo a una continua ricerca di strutture
nuove e nuove visuali. Saga Frontier era il secondo RPG di Square per
Playstation, e in quanto successore del già citato best seller non poteva
deludere. In realtà Saga Frontier costituiva continuazione della serie dei Romancing
Saga apparsa anni prima su Super Famicom che, limitatamente al territorio nipponico,
aveva ottenuto un buonissimo riscontro di pubblico. Ma il quarto episodio della saga
sarebbe stato lanciato in tutto il mondo grazie alla diffusione di Playstation e avrebbe
dischiuso agli occidentali, ancora una volta, la natura non necessariamente
"leggera" dei giochi di ruolo per console. Saga Frontier è una epopea. Un
racconto fatto di intrecci avventurosi di un gruppo di personaggi in cerca di qualcosa.
Impareremo a conoscerli, lievemente, senza fretta.....
Per questa sua nuova esperienza sul 32 bit Sony la Square
offre al giocatore un mondo vastissimo. Prima regola infranta: sarà possibile esplorare a
piacimento qualsiasi zona sin dal principio, senza seguire alcun percorso predefinito. Le
storie dei protagonisti si costruiranno da loro, seguendo indizi, dialogando con le
persone giuste, ma anche seguendo un preciso schema logico. Affrontare in maniera
superficiale la traversata dei villaggi non porterà a nulla: un solo dialogo impostato
male potrebbe significare dipartita immediata. Square dice: "io ti offro la storia,
tu rendila fattibile". E indubbiamente è così. C'è Blue, ad esempio, che
intraprende un tragico cammino fratricida per il potere assoluto nella magia. Ma prima di
tutto dovrà rintracciare gli incantesimi più potenti in una cruciale fase di ricerca e
battaglia. Sette in tutto i protagonisti delle vicende e ognuno con una storia, ma
soprattutto con un "passato". Una diversificazione che si presenta anche nelle
ambientazioni storicamente disomogenee, dato che potremo esplorare villaggi
ipertecnologici abitati da super robot ma anche feudi medievali, città contemporanee o
castelli incantati. Una mistura. Ma di quelle cotte a puntino per renderti partecipe anche
se non sai bene cosa stia accadendo. Succederà che, nella vastità generale, non si
comprenda iniazialmente il proprio ruolo nella storia. Ma è una condizione che lascia
subito il posto alla profondità del RPG, estremamente vario sia nella trattazione delle
tematiche adulte che nella proposizione di un sistema di combattimento flessibile.
Sebbene le battaglie siano ancora strutturate a turni, in
questo quarto episodio prevale la volontà di modificarne le visuali. Ora è infatti
possibile selezionare due tipi di inquadratura, una classica con visus in simil-3D
isometrico bidimensionale e l'altra in pesudo-tridimensione con il primo piano poligonale
e gli sfondi in 2D. Qualunque sia l'interfaccia scelta, risulta chiarissimo come muoversi
e come impostare le intersezioni delle magie, che per l'occasione dovranno essere prima
"armate" e quindi adoperate nell'equipaggiamento di ogni protagonista. A seconda
delle caratteristiche dei personaggi potremo godere di particolari abilità, come la
trasformazione nel nemico abbattuto o la sottrazione delle magie dello stesso. Ma
qualunque sia la via bellica intrapresa, avremo la certezza che alla fine dello scontro ci
verrà restituita la barra energetica preesistente. E questo è bene. Pertanto il fulcro
del gioco resta strettamente legato alle sezioni avventurose, quelle che richiedono una
buona dose di ragionamento e tanta, tanta esplorazione. Saga Frontier eccelle nella sua
forma di RPG universale, nella sua volontà di espandere la vecchia concezione ruolista
della stessa Square con l'introduzione di una formula ludica malleabile e priva di schemi
fissi. Sulla grafica siamo nel prerenderizzato bidimensionale veramente massiccio, con
scenari spaventosamente belli sia per caratterizzazione che per dettaglio. Ottime le
animazioni proposte e sebbene siano assenti i classici FMV si tende a ignorarne la
mancanza grazie alla stupende visioni paesaggistiche. Meno impressionante il sonoro, che
alterna musiche sapientemente orchestrate a ritornelli dalla insistente atonia di fondo.
Ma il punto è che, per l'ennesima volta, Squaresoft ci regala un gioco di ruolo
innovativo e profondo.
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