DRACULA X : NOCTURNE IN THE MOONLIGHT

dracula.gif (50751 bytes)La vita di Playstation, prossima alla fine, ha visto una trentina di buone produzioni e una decina di grandi giochi. Dracula X fa parte di quello sparuto numero d’elite, dei grandissimi, di quei giochi che varrebbe la pena di provare almeno per una volta. L’eleganza, la dolcezza, la bellezza, la malinconia, tutte sensazioni che si ripetono incessanti in Dracula X, precetto di una sussistenza emotiva che si nasconde fino all’ultimo, defluente dalla disperazione di un mondo – quello bidimensionale – che sta inesorabilmente per concludersi. Riconciliarsi con le origini del videogioco sarebbe l'unica alternativa all'abisso più profondo, sfiorato più e più volte da Nocturne In The Moonlight ma con la volotà di illuminare, attraverso l'oscurità della storia, la intera corrente platformista del ventesimo secolo. La fiaba nera di Konami trasporta il giocatore in un labirinto horror pregno di intuizioni grafiche assolute e tranelli di raffinata astuzia, per ascendere a uno stato di equilibrio strutturale non propriamente ripetibile.

Il senso compiuto, del bello, si offre alla continuità del Dracula X ammirato su PC Engine, e non a caso siamo sui medesimi stili, sulla medesima, sfarzosa messa in scena; Nocturne in the Moonlight è una intricata successione lirica, misteriosa che ti schiavizza nella moltitudine di grafiche rosso scuro, o blu acceso, con fondali a sprazzi poligonali ma che si intrecciano meravigliosamente al primo piano bidimensionale. L’intessitura melodica si erge virtuosa in barlumi di allucinazione, le musiche trascinano in quel mondo onirico di irrealtà sublime, così deliziose e oggettive da edificare quella illusione, meravigliosa illusione, di un racconto nero che sa spaziare dal romanico al barocco acustico. Così mentre il pianoforte canta deliri di assenzio si potrà rivivere sensazioni recondite, rese tali da una orchestra che sembra comporre dal vivo e che determina il turbine di emozioni cui finiremo per sottometterci senza neppure rendercene conto. Il disegno dei personaggi, l'artwork complessivo, i fondali, la maledizione dei boss mortiferi e sanguinari, le colorazioni, le animazioni, le trasformazioni, gli ascensori e le notti di plenilunio infondono carisma. Dispensano immortalità. L’intelligente struttura di gioco erge Dracula X a più di un semplice titolo a piattaforme, trasfigurando la retorica del platform in un arcade adventure molto accattivante, dal level design sinuoso e dalla consistenza stilistica degna di Peter Paul Rubens.

Il dettaglio delle ambientazioni in 2D assume proporzioni di rilievo evolvendosi eclettico, nella enorme mappa che comprende il castello di Dracula e le locazioni antistanti. Anche qui, come nel precedente capitolo per PC Engine, incontreremo la morte beffarda, che ci disarmerà per contrastare il nostro incedere voluttuoso e cadente, tra carri e foreste che subodorano di antico, vetusto. Tornerà anche Richter Belmont, sul terminare, in un platform completamente arcade e quindi differente dal fardello adventure districato da Alucard: a fronte della riproposizione degli ambienti già solcati dal mezzoangue, Richter dovrà armeggiare dentro una struttura platformista avvicinabile ai Castlevania di matrice Nintendo. A ogni modo la vera esperienza videoludica, il reale senso del gioco, sta nelle vicende da action RPG di cui il mondo di Dracula è intriso, complesse vicende di avvincenti enigmi, di tranelli, di storie maledette e chiese sconsacrate. Konami sale in cattedra e detta una soluzione ludica dalla grande ascesa emotiva, risparmiando intermezzi pretestuosi e facendo della storia un tutt'uno con la giganteggiante visione architettonica del castello; il bug della prima edizione giapponese, che causa un blocco improvviso oltre le cappelle, è un fatto grave che però può essere aggirato instradando un itinerario alternativo. La versione giapponese è anche la edizione più interessante, visto che include il soundtrack dei precedenti Castlevania - una specie di complilation generazionale - e un elegante libricino con l'artwork e alcune impressionanti tavole a fumetto. Va detto che fecero uguale in Europa, ma a tiratura così limitata che a tutt'oggi reperirne copie equivale a una impresa. Riguardo la edizione Saturn si sappia giusto che non pareggia esteticamente la versione Playstation per via della assenza di numerosi effetti, ma per ulteriori dettagli vi si rimanda alla apposita recensione. Decretiamo quindi che Dracula X: Nocturne In The Moonlight raggiunge più e più volte la perfezione geometrica del platform contaminato e che, se davvero esiste un punto di arrivo del videogioco classico in 2D, esso è raffigurato nelle gesta di Alucard, splendido e oscuro interprete di una invenzione videoludica ultraterrena.

 

 

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PRO

Grafica incommensurabile

Musiche logoranti, commoventi

Sistema di gioco impeccabile

CONTRO

Nulla da segnalare

                      
                       

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Note di produzione