TEKKEN 3

tekken3cover2.JPG (12926 bytes)La grandezza di un gioco Namco si intuiva dalla sua presentazione. Le aspettative aumentavano in base alla complessità dell'introduzione in GC che faceva da preludio al titolo. Così se in Soul Edge, ormai privi di mascella, ci si preparava alla degustazione di un picchiaduro fenomenale, con Tekken 3 la situazione è la stessa. Un quintale di FMV renderizzato con potenti workstation in modo che si capisse quanto Namco tenesse alla conversione del suo picchiaduro di punta. Il reale problema scaturiva dalla tecnologia utilizzata dal coin op (scheda System 12) che sebbene derivata dalla vecchia System 11 di Playstation non avrebbe garantito un porting naturale del codice, costringendo a inevitabili compromessi. Ma Namco non è sotware house che si piega facilmente ai limiti hardware di una console, così accadde che la riscrittura domestica di Tekken 3 divenisse oggetto di studio da parte di una squadra di progettisti hardware. La tecnologia Playstation, ormai al suo stato di obsolescenza, sarebbe diventata il veicolo di ogni sorta di sperimentazione. Il fine ultimo era l'ottenimento di una versione di Tekken 3 che non sfigurasse se raffrontata con l'originale.

Naturalmente, come era tradizione del periodo, sulla console Sony Namco introdusse una serie di opzioni inedite e nuove modalità di gioco. Indecifrabile il Tekken Ball, che consisteva in un bizzarro incontro di beach volley avente quali protagonsiti tutti i personaggi del gioco. Canonici il Survival e il Time Attack, ma basilare il Theater Mode con cui era possibile visualizzare tutti i FMV presenti nel gioco, compresi i finali, le musiche e i filmati del precedente Tekken 2. E non dimentichiamoci di Doctor B., lottatore inedito non presente nella versione da sala, a dire il vero non molto gratificante ai controlli ma tutto sommato divertente. Per il resto vi era tutta la sontuosità di Tekken 3 riprodotta interamente, con la pletora di nuove mosse, con gli spostamenti laterali e relative prese, con una velocità più consistente e tecnicismi ludici evoluti. Il coin op aveva ottenuto grande successo grazie ai carismatici Hwoarang e Jin Kazama, portatori di tecniche di combattimento quasi del tutto inedite, e a Eddy, re del capoeira dalle movenze felpate. Le vecchie conoscenze restano pressochè invariate nel loro comparto mosse, se non per l'introduzione di nuove movenze e prese, che comunque integravano uno stile di combattimento preesistente. In effetti di originalità vera e propria neanche a parlarne, perchè anche con la nuova impostazione tridimensionale con schivata gli stili di lotta rimandavano alla successione di combo, prese e controprese già degustata in Tekken 2. Comunque non un cruccio considerato l'alto livello di giocabilità.

Namco può. Malgrado la scarsa memoria video di Playstation e di tutta una infinita lista di ostacoli tecnici (fondali interamente poligonali, hi res, 60 fotogrammi per secondo), Tekken 3 risutò essere una conversione strepitosa. Per gli sfondi in 3D si optò in una sofisticata tessitura paretale che andava a disegnare, su di un fondale cubico, l'intero sfondo poligonale dell'arcade. Praticamente si aveva uno sfondo in 2D che conferiva la netta sensazione di tridimensionalità. La risoluzione a video non era bassa, bensì un efficace ibrido (500 x 300) quasi del tutto indistinguibile dall'alta risoluzione originaria, mentre per le animazioni si restava ancorati sui 60 fps con cali a 30 nelle zoomate più consistenti. Insomma un autentico miracolo tecnico che riportava su Playstation l'interezza di un arcade teoricamente inarrivabile. Perchè i reali compromessi si adottarono solo per gli sfondi (che divenivano semi-poligonali perdendo alcune animazioni accessorie), laddove sul fronte del dettaglio dei combattenti, delle textures e della velocità era rimasto tutto come in arcade. L'aspetto grafico generale era sontuoso. Psx mostrava tutte le sue potenzialità producendo delle animazioni da urlo, dei modelli poligonali quasi carnali, delle caratterizzazioni grandi quasi tutto lo schermo. Se a tutto ciò aggiungiamo la facoltà di selezionare un remix delle musiche, che andava ad aggiungersi alla già eccellente colonna sonora originale, intuirete quanto i programmatori della Namco abbiano puntato su tale conversione. Anche perchè si trattava dell'ultimo, grande adattamento da arcade che la casa di Osaka realizzava per Playstation. Il futuro lo avrebbe scritto il Dreamcast prima, e Playstation 2 in seguito. Ma questa è una storia che riserviamo ai posteri. Sappiate solo che Tekken 3 è da considerarsi tra i migliori giochi mai usciti su Psx.             

                               

 

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PRO

Conversione grafica incredibile

Fantastica giocabilità

Hwoarang e Jin Kazama

CONTRO

Struttura non troppo originale

                
                    

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