TEKKEN 3 La grandezza di un gioco Namco si
intuiva dalla sua presentazione. Le aspettative aumentavano in base alla complessità
dell'introduzione in GC che faceva da preludio al titolo. Così se in Soul Edge,
ormai privi di mascella, ci si preparava alla degustazione di un picchiaduro fenomenale,
con Tekken 3 la situazione è la stessa. Un quintale di
FMV renderizzato con potenti workstation in modo che si capisse quanto Namco
tenesse alla conversione del suo picchiaduro di punta. Il reale problema scaturiva dalla
tecnologia utilizzata dal coin op (scheda System 12) che sebbene derivata dalla
vecchia System 11 di Playstation non avrebbe garantito un porting naturale
del codice, costringendo a inevitabili compromessi. Ma Namco non è sotware house che
si piega facilmente ai limiti hardware di una console, così accadde che la riscrittura
domestica di Tekken 3 divenisse oggetto di studio da parte di una squadra di progettisti
hardware. La tecnologia Playstation, ormai al suo stato di obsolescenza, sarebbe diventata
il veicolo di ogni sorta di sperimentazione. Il fine ultimo era l'ottenimento di una
versione di Tekken 3 che non sfigurasse se raffrontata con l'originale.
Naturalmente, come era tradizione del periodo, sulla
console Sony Namco introdusse una serie di opzioni inedite e nuove modalità di gioco.
Indecifrabile il Tekken Ball, che consisteva in un bizzarro incontro di beach
volley avente quali protagonsiti tutti i personaggi del gioco. Canonici il Survival e
il Time Attack, ma basilare il Theater Mode con cui era possibile
visualizzare tutti i FMV presenti nel gioco, compresi i finali, le musiche e i filmati del
precedente Tekken 2. E non dimentichiamoci di Doctor B., lottatore inedito non presente
nella versione da sala, a dire il vero non molto gratificante ai controlli ma tutto
sommato divertente. Per il resto vi era tutta la sontuosità di Tekken 3 riprodotta
interamente, con la pletora di nuove mosse, con gli spostamenti laterali e relative prese,
con una velocità più consistente e tecnicismi ludici evoluti. Il coin op aveva ottenuto
grande successo grazie ai carismatici Hwoarang e Jin Kazama, portatori di
tecniche di combattimento quasi del tutto inedite, e a Eddy, re del capoeira dalle movenze
felpate. Le vecchie conoscenze restano pressochè invariate nel loro comparto mosse, se
non per l'introduzione di nuove movenze e prese, che comunque integravano uno stile di
combattimento preesistente. In effetti di originalità vera e propria neanche a parlarne,
perchè anche con la nuova impostazione tridimensionale con schivata gli stili di lotta
rimandavano alla successione di combo, prese e controprese già degustata in Tekken 2.
Comunque non un cruccio considerato l'alto livello di giocabilità.
Namco può. Malgrado la scarsa memoria video di Playstation
e di tutta una infinita lista di ostacoli tecnici (fondali interamente poligonali, hi res,
60 fotogrammi per secondo), Tekken 3 risutò essere una conversione strepitosa. Per gli
sfondi in 3D si optò in una sofisticata tessitura paretale che andava a disegnare, su di
un fondale cubico, l'intero sfondo poligonale dell'arcade. Praticamente si aveva uno
sfondo in 2D che conferiva la netta sensazione di tridimensionalità. La risoluzione a
video non era bassa, bensì un efficace ibrido (500 x 300) quasi del tutto indistinguibile
dall'alta risoluzione originaria, mentre per le animazioni si restava ancorati sui 60 fps
con cali a 30 nelle zoomate più consistenti. Insomma un autentico miracolo tecnico che
riportava su Playstation l'interezza di un arcade teoricamente inarrivabile. Perchè i
reali compromessi si adottarono solo per gli sfondi (che divenivano semi-poligonali
perdendo alcune animazioni accessorie), laddove sul fronte del dettaglio dei combattenti,
delle textures e della velocità era rimasto tutto come in arcade. L'aspetto grafico
generale era sontuoso. Psx mostrava tutte le sue potenzialità producendo delle animazioni
da urlo, dei modelli poligonali quasi carnali, delle caratterizzazioni grandi quasi tutto
lo schermo. Se a tutto ciò aggiungiamo la facoltà di selezionare un remix delle
musiche, che andava ad aggiungersi alla già eccellente colonna sonora originale,
intuirete quanto i programmatori della Namco abbiano puntato su tale conversione. Anche
perchè si trattava dell'ultimo, grande adattamento da arcade che la casa di Osaka
realizzava per Playstation. Il futuro lo avrebbe scritto il Dreamcast prima, e Playstation
2 in seguito. Ma questa è una storia che riserviamo ai posteri. Sappiate solo che Tekken
3 è da considerarsi tra i migliori giochi mai usciti su Psx.
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