TOBAL 2

Tobal_No_2_jap-front.jpg (80232 bytes)L'alta risoluzione del primo Tobal aveva contribuito alla maturazione tecnica di Playstation, che si scoprì in grado di gestire un buonissimo hi-res senza che il motore poligonale finisse per risentirne. Certo la povertà delle textures e la scarsa definizione dei protagonisti mostravano ampi margini di miglioramento, e per godere del frutto dell'evoluzione si dovette attendere il sequel. Fu intitolato Tobal 2, come ovvio, ma nessuno avrebbe potuto immaginare che il titolo dei Dream Factory sarebbe diventato uno dei punti fermi del beat'em up tridimensionale, al pari di Tekken 3 e Soul Edge. A sorprendere era il manifesto divario tecnico col predecessore, dal momento che Tobal 2 incrementava il numero dei poligoni di un buon cinquanta per cento e che ora i personaggi potevano contare su di una plausibilità nettamente maggiorata nei movimenti motion captured, anche grazie al massiccio utilizzo del goraud shading.

Il team Dream Factory era stato fondato da alcuni ex programmatori Namco, che guarda caso avevano partecipato allo sviluppo dei primi due Tekken, tanto per spiegare quanto Tobal 2 sia devoto agli storici beat'em up Namco quando insiste sulla successione di combo, di prese e controprese e mosse di evasione. Tecnicista, Tobal 2: il singolo combattente beneficia di una elevata personalità e di stili di lotta univoci, in modo da incoraggiare la assimilazione dell'intero roster come da tradizione arcade tridimensionalista. Il gameplay, che si dispone ai vertici del genere, sostiene un sistema a incontri piuttosto funzionante anche opposti alla cpu, che non si farà battere facilmente neppure ai livelli di difficoltà inferiori. Si parlava di analogie con Namco, e in merito risulta interessante l'introduzione delle prese laterali (adoperate per la prima volta in sala giochi in Tekken 3, che sarebbe apparso su Playstation solo alcuni mesi dopo) con le quali l'azione acquista ancora in consistenza assumendo definitiva i caratteri del tecnicismo; il metodo di esecuzione delle combo resta quindi abbastanza customizzabile e distante, meccanicamente, dalle filosofie Sega e Namco in quanto maggiormente costruito sulla reattività logistica e non del tutto asservito al "timing" cronometrico. La trasformazione delle mosse è libera, modificabile nell'atto di performabilità e anche cancellabile in funzione di chiusura.  

La ridefinizione delle distanze tra corpi mobili nonché la determinazione dello spostamento perpetuo su via multidirezionale fa assurgere Tobal 2 a picchiatore a mani nude di riferimento dell'era a trentadue bit. E per spostamento laterale s'intende, nella opera Dream Factory, non solo l'atto di scansamento di un eventuale attacco ma bensì la funzione di completo aggiramento dell'opponente in fase di studio e in mansione di contrattacco, nel momento in cui in zona di osservazione si può (si deve) realizzare l'incipit di una strategia evidentemente mirata alla esplicitazione della posizione spaziale. La libera deambulazione del manichino in texture anticipa, di fatto, l'Eight Way Run System di Soul Calibur e rivoluziona, rivolta quelle che erano le percezioni scaturibili dalla scuola del beat'em up a incontri di metà anni Novanta. La tecnica è sovrumana. Tobal 2 avvicina i limiti di calcolo poligonale di Playstation dacché solo con Soul Edge, in precedenza, si erano sfiorati tali vertici di sofisticazione estetica, che il titolo Dream Factory dispone in uno sfolgorante display a 640 x 480 punti in animazione a trenta e passa fotogrammi per secondo. Gli sfondi, ancorché bidimensionali, determinano un dettaglio strutturale di elevato impatto e inoltre garantiscono, in fusione con i pavimenti in completo 3D, un senso di profondità chiaramente percepibile e distante dall'effetto incollatura dei precedenti pestatori apparsi su piattaforma Sony. Il character design resta attiguo allo stile di Akira Toriyama, che aveva disegnato i personaggi di Tobal No. 1, per quanto la nuova direzione artistica sia affidata a Seiichi Ishii, che fu tra i maggiori artefici di Virtua Racing, Virtua Fighter e Tekken 2. Tobal 2 è dunque un videogioco moderatamente unico, nel Novantasette, in quanto giuntura assolutamente riuscita di grafiche ad alta risoluzione e struttura di alta programmazione.

 

 

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PRO

Raffinata alta risoluzione

Splendide animazioni

Design di alto livello

CONTRO

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Note di produzione