TWISTED
METAL Metallo contorto. Niente più e
niente meno della traduzione del titolo per descrivere il gioco in questione. Sviluppato
dal team Single Trac, Twisted Metal appare nel primo periodo dell'era
PlayStation. Il successo negli States fu immediato: dopo gli esordi nipponici di Ridge
Racer e Tekken nasceva un titolo americano pensato per gli americani, ma che
convinse delle sempre più promettenti capacità del 32 bit Sony. Del resto, chi non
sognerebbe di essere un personaggio pazzoide alla guida di un bizzarro veicolo armato fino
ai denti? L'idea di "farsi la guerra on the road" perde il suo
significato originario, quello della gara. A differenza di Super Mario Kart o di Wipeout
non vi sono né circuiti né tantomeno giri da ripetere: l'unica regola è vivere e
massacrare il prossimo senza pietà, fino alla distruzione. Il tutto è permeato da
un'estetica malata, avvertibile sin dalla schermata del titolo, in cui si può udire la
pazza risata di Sweet Tooth, un clown indemoniato pilota
di un camion di gelati.
Lo scopo era quello di creare uno scenario pre o post-apocalittico beffardamente ironico.
Il look di veicoli e ambienti, per quanto vistosamente frutto di una potenza di calcolo
ancora poco ottimizzata, dava comunque la sensazione di essere all'interno di scenari in
qualche modo tangibili. Musiche allucinanti, molto ben arrangiate in alcuni casi,
completavano il quadro insieme ad effetti sonori quantomeno spietati. Una delle visuali
era posta all'interno dell'abitacolo, mostrando il cruscotto di un auto, il manubrio di
una moto, il parabrezza di un TIR; sembrava di andare in giro per una Los Angeles
decadente, in cui gli unici rumori erano scoppi di missili e lamiere frantumate. I mezzi a
disposizione sono caratterizzati in maniera superba, sia nell'aspetto che nelle
caratteristiche specifiche. E' infatti doveroso sottolineare come il giocatore sia indotto
a cambiare strategia a seconda del veicolo utilizzato. Prendiamo ad esempio Mr. Grimm,
simpatico centauro dalle sembianze scheletriche. La sua moto non è affatto adatta ad
attacchi kamikaze, a meno che non si brami il suicidio. Non sarà invece un problema alla
guida del pesante TIR di Darxide.
Per compensare l'estrema fragilità della due ruote, Mr.
Grimm dispone di un attacco speciale letale e a lungo raggio, capace di spezzare le reni
agli avversari più coriacei. Inoltre la moto fila a gran velocità. Per forza di cose, la
tecnica di gioco più conveniente per il nostro scheletro motorizzato consisterà nel
fuggire lo scontro diretto, per poi attaccare nei momenti più infami. Inutile dire che
l'intelligenza artificiale agisca di conseguenza, differenziando così anche le tattiche
avversarie. Ma c'è di più sul fronte della strategia: tutti i veicoli sono provvisti di
radar, utilissimo non solo per rilevare il nemico fuori dal campo visivo ma soprattutto
per pianificare imboscate a tradimento. Un riarmo continuo con missili di vario tipo
recuperabili sul campo rende difficile rimanere a corto di munizioni; se accadesse, una
mitragliatrice infinita fa sempre comodo, specie per sferrare un colpo di grazia. C'è
follia voluta, caos ragionato: delle caratteristiche ideali per un videogame. Senza
contare la possibilità di sfidare un avversario umano a schermo diviso per demolirsi
allegramente a vicenda. E' qui però che si rileva un neo un po' fastidioso: la
limitatezza delle aree di gioco più estese, circa un quarto o meno di quelle presenti
nella modalità in singolo. Si era ancora alle prese con un hardware poco conosciuto, e da
poco si lavorava sul 3d: la causa di ciò infatti non sta nei limiti tecnici ma
nell'inesperienza, visto e considerato che nel seguito - World Tour - tale
menomazione è stata completamente rimossa.
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