WIPEOUT Immaginiamo di fare un balzo
indietro nel tempo, quando una console ancora in fasce chiamata PlayStation faceva
capolino sugli scaffali in compagnia del Sega Saturn. Immaginiamo un classico negozio di
elettrodomestici, in cui si poteva provare per la prima volta la console che avrebbe
portato la Sony alla leadership del settore dell'home entertainment. I primi demo
prestazionali promettevano faville: si rimaneva incantati davanti al modello ruotabile e
scalabile del T-Rex, o di una manta negli abissi marini. Chissà come saranno i
videogames, ci si domandava. E intanto ci si chiudeva ancora nelle sale giochi, per
giocare a Tekken e Ridge Racer. Ma dopo che Namco convertì i suoi hit a
gettoni su PSOne, perfino alcuni degli smanettoni più incalliti si convertirono all'home
gaming. Cosa c'entra tutto ciò con Wipeout di Psygnosis? Il racing game futuristico,
un po' F-Zero, un po' Twisted Metal (un altro dei primi titoli per
PSOne) fu una delle pietre miliari che violarono un tabù generazionale, ossia poter
giocare a casa con una tecnologia superiore a quella dei coin-op da bar.
Si stava appena uscendo dall'era delle console 16-bit, le
quali facevano i salti mortali per replicare titoli come Super Street Fighter II o Nba
Jam, per non parlare di Virtua Racing. Wipeout in sala giochi avrebbe
spopolato. Ma uscì solo per console, decretando il successo del sistema da gioco
casalingo. Ma che cos'aveva di tanto speciale? Siamo al volante di un bolide affusolato
che sfreccia levitando sopra la pista, che può raccogliere lungo il percorso strumenti di
offesa e difesa da utilizzare per avere la meglio sui nostri avversari. La grafica per i
tempi era sbalorditiva, ma ancora di più lo era il sonoro: oltre agli effetti studiati ad
arte come il sibilo del motore e i rumori degli impatti, Wipeout poteva fregiarsi di una
colonna sonora composta da grandi autori di musica digitale, come Chemical Brothers o
Future Sound of London (nel seguito era addirittura presente la versione strumentale di
"Firestarter" dei Prodigy). A tal proposito segnaliamo che pure i brani
"fatti in casa" da Cold Storage (compositore Psygnosis, ideatore del programma
"Music") sono di altissima qualità, in certi casi al di sopra dei pezzi
composti dai più famosi colleghi. L'atmosfera futuristica diveniva così tangibile, dalle
schermate di selezione del veicolo alla voce cupa ed aliena del cronista (davvero da
sentire i campionamenti del tipo "missile
" o "shockwave!").
Frenetico e tattico, potente e adrenalinico; Wipeout aveva
forse l'unico difetto di non essere molto immediato nei controlli: è necessaria una buona
dose di pazienza per padroneggiare lo sterzo e gli areofreni come si deve. In compenso la
soddisfazione di fare fuoco colpendo l'avversario davanti a noi, passando in testa prima
di tagliare il traguardo è assolutamente impagabile. Come in ogni buon gioco di corsa, la
longevità si attesta su buoni livelli; dopo aver sbloccato tutte le piste (una decina
circa, ognuna con una sua precisa ambientazione) potremo correre in una classe più veloce
e difficile, mettendo alla prova la nostra abilità. E il multiplayer? Niente schermo
diviso; fu adottato un sistema di collegamento tra due PSOne per giocare in doppio. Il
Link Cable non ebbe certo molta fortuna: oltre a necessitare di due Playstation (all'epoca
non proprio a buon mercato) bisognava munirsi di due televisori, nonché di due (e questo
è il colpo di grazia) copie del gioco. Perdoniamo però questo peccatuccio ai
programmatori Psygnosis, i quali sfornarono un titolo originale, innovativo, di inbubbio
fascino fantascientifico. Due i seguiti su PsOne (Wipout 2097 e Wip3out), un'incarazione
su PS2 e tante altre su qualunque piattaforma, dal Nintendo64 al pc. I sequel non hanno
comunque modificato il feeling fresco e positivo che conquistò i numerosi acquirenti del
primo episodio, uscito nel periodo in cui le parole chip e "modifica"
dovevano ancora entrare nel vocabolario dei videogiocatori.
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