| ROBIN
HOOD: Defender Of The Crown Robin Hood: Defender Of The Crown è una commemorazione. Tolto il 3D, tolto il sonoro, tolto il DVD ciò che rimane è lo stesso, identico gioco che risiedeva in due dischetti da 720kbytes del 1986. E questo ci aggrada. Poter rigiocare Defender Of The Crown in una veste rinnovata amplifica, in un certo modo, quelle che erano state delle emozioni indescrivibili. Parteciperemo al torneo, potremo saccheggiare castelli, salvare la nostra amata Marian, invadere territori e costruire castelli. Il fascino è restato intatto. In più, in questa nuova edizione a 128 bit, effettueremo le razzie lungo i sentieri della foresta di Sherwood per ottenere ulteriori introiti e rafforzare il nostro esercito. Lo scopo del gioco è quello di sconfiggere le forze armate del perfido sceriffo di Nottingham, usurpatore del trono, e riconsegnare le terre conquistate a Re Riccardo, il legittimo sovrano partito per le crociate. Presumiamo che conosciate tutti la storia narrata in Ivanoe di Walter Scott, perchè potremmo considerare Robin Hood: Defender Of The Crown la trasposizione videoludica del summenzionato romanzo. E in virtù di questo vi saranno corposi intermezzi fatti di dialoghi serrati tra gentiluomini a cavallo, re, regine e semplici furfanti che si nascondono nella foresta. Il minestrone narrativo è cotto al punto giusto per offrire al giocatore il massimo della immedesimazione possibile in una esperienza videoludica. E in questo la Cinemaware non è seconda a nessuno. L'aspetto tattico del titolo andrà gestito in una panoramica a turni, che in base al numero di forze disponibili calcolerà l'esito finale della battaglia. Potremo, come nella versione originale, attaccare in massa o, all'occorrenza, ritirarci per limitare i danni. Nel caso di assedio a un castello sarà importante aver prima comprato una catapulta, che servirà ovviamente per aprirci una breccia all'interno delle mura. Tutto come prima, quindi, con una avventura che bilancia sapientemente i momenti arcade con quelli strettamente strategici, senza che un fattore prevalga sull'altro. E in questo leggiadro clima di avventura votata all'azione il divertimento non manca, con picchi di grande visione cinematografica (nel singolar tenzone contro le guardie del castello e nei tornei) e ottima quantificazione ludica. Il limite di Robin Hood, visto nell'era odierna, è di non approfondire. Di non osare più di tanto nella edificazione di un sistema di gioco che offrisse, oltre al classico intrattenimento, anche una corposità tattico-strategica rilevante. E' pacifico che lo stile del gioco è proprio quello di non indugiare sugli aspetti boriosi della battaglia a turni, ma è anche vero che il panorama ludico attuale offre titoli dalla profondità superiore, e che forse rimanere nel mezzo sia una scelta rischiosa, soprattutto se intravista nella longevità generale di un prodotto. Svanita la sorpresa, terminare Robin Hood non sarà difficilissimo e dopo un po' gli assedi al castello, i tornei e le razzie cominciano a stancare. Sempre considerando il target "odierno". Perchè a noi questo remake Cinemaware è piaciuto un sacco anche così. Perchè ci ha fatto ritornare indietro nel tempo facendoci rivivere i momenti cruciali della storia dei videogiochi. Perchè ci ha fatto ritornare indietro nel tempo fino all'epoca delle diatribe fra Sassoni e Normanni, quando il coraggio valeva più di qualsiasi forziere carico d'oro.
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PRO |
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Cavalieri, duelli, tornei |
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Identico a Defender Of The Crown |
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Grande immedesimazione |
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CONTRO |
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Poco longevo |
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