SHINOBI

shinobicover.JPG (17772 bytes)A volte ritornano… Una frase talmente abusata in questi casi che oramai non si fa più caso alle volte in cui la si usa. A volte ritornano e magari non sono come ce li ricordavamo, chiedendoci come facevamo a giocare ad una tale schifezza e discolpandoci col fatto che all’epoca eravamo piccoli ed ingenui, altre volte invece qualcosa ritorna con un look completamente nuovo, come sta succedendo da qualche tempo con le versioni 2003 di Rygar, Metroid, Contra e, nel nostro caso, Shinobi. Correva il 1987, la Sega dominava le sale giochi con coin op che sarebbero poi stati le basi di lancio per le sue macchine ad 8 prima e a 16 bit poi: titoli come Streets of Rage, Out Run, Space Harrier, Hang On, Golden Axe e molti altri erano il non plus ultra del divertimento videoludico; un mondo virtuale in cui il giocatore poteva avverare i suoi sogni più reconditi, in un periodo in cui i videogiochi avevano appena iniziato ad uscire dall’iconografia di passatempo per nerd e menti malate, e le prime sale giochi iniziavano a proliferare anche nel nostro paese. Sarebbe sorta una schiera di superuomini digitali indistruttibili.

Ecco, Shinobi era uno di questi eroi: velocissimo, forte e impenetrabile, nella tradizione del perfetto eroe oscuro, nonché dotato di poteri magici che avrebbero fatto sfigurare un qualunque street fighter dalla fireball facile, iniziando a dividere gli estimatori della filosofia arcade Sega e quelli che impazzivano solo per il picchiaduro Capcom. Poi, un anno dopo, la conversione su Master System, seguita poco tempo dopo da sequel altrettanto belli fino a Shinobi 3, su Mega Drive, che decretava l’apparente morte della saga, congelata fino al clamoroso ritorno su Saturn nel 1995, con uno Shinobi pieno di sequenze video girate da attori in carne ed ossa e personaggi digitalizzati. Ora, a inizio 2003, il clamoroso ritorno sulla macchina che ha segnato la fine prematura del Dreamcast, dettata da un mostro nero conosciuto con il nome di PS2...La storia, pur non spiccando per originalità, si sforza di trovare spunti interessanti: il Giappone è devastato da terremoti continui causati dal riemergere di un edificio demoniaco nel centro di Tokyo e voi, nei panni del capo clan Hotsuma, dovrete cercare di distruggere le forze del male che vi hanno anche gettato contro i vostri ex compagni defunti.

Anche oggi, ad anni di distanza, la formula del gioco è rimasta inalterata, anzi, si è cercato di ricostruire l’appeal e il divertimento della serie originale inserendo il tutto in un contesto 3D, mantenendo però tutto ciò che abbiamo amato in passato, dal sistema di conteggio livelli 1-1, 1-2 e così via oramai sparito e le musiche, splendide nella loro monotematicità e molto nostalgiche. Certo, Hotsuma ha nuove mosse, può camminare sui muri e si può spostare alla velocità della luce lasciando la sua immagine per disorientare i nemici, ma il gioco a volte è dannatamente difficile (giovani d’oggi, siete avvisati: ogni qualvolta che perderete una vita dovrete ripetere il livello da capo, come si faceva ai vecchi tempi), pieno di boss e di situazioni intricate, alle quali devo dire il sistema di controllo risponde molto bene. Ok, non ci troviamo di fronte ad uno di quegli arcade 2-D spensierati di una volta, né abbiamo a che fare con una simulazione di ninja stile Tenchu: ciò che abbiamo davanti è la semplice dimostrazione che si può inserire in un moderno contesto tecnico e videoludico una meccanica di gioco vecchia e abbastanza abusata, perciò ben vengano i futuri remake, soprattutto se si tratta di grandi classici della fine degli anni 80-inizio 90. Ma…Siamo cresciuti, i nostri gusti si sono evoluti o sono cambiati del tutto: quanto ci piacerà questo Shinobi? Saremo ancora i videogiocatori tosti e smaliziati di una volta pronti a ripetere un livelli decine e decine di volte da capo pur di passarlo? Cosa significa oggi per noi la parola "giocabilità"? Cosa pretendiamo da un gioco per farcelo piacere? Bene, anche se non siete nostalgici e volete qualcosa che vi regali divertimento, tanta frenesia e quel pizzico di sfida in più che in questi ultimi tempi sta mancando un po’ sappiate che avete trovato il gioco giusto. Consigliatissimo a tutti, anche se voglio dedicare questa mediocre, imparziale e forse troppo nostalgica recensione a chi non ha mai provato Shinobi: per correre ai ripari c’è tempo, ma fatelo subito.

 

 

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PRO

E' Shinobi

Splendide animazioni e nemici

Bellissime musiche

CONTRO

Ambientazioni migliorabili

Piuttosto difficile
Schema di gioco abbastanza piatto

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Note di produzione