SEGA AGES
2500 Vol. 8: Virtua Racing -Flat Out- Quando uscì in arcade, nel 1992, Virtua Racing non era solamente il primo titolo
Sega sviluppato sulla avveniristica Model 1. Era, di fatto, il primo videogioco in
assoluto che sfruttasse un impianto completamente poligonale. Il balzo tecnologico era
immane: se prima di allora l'effetto tridimensionalità era attribuito alla tecnologia
Motorola 68000, con artifizi in fase di zooming e rotazione degli sprites, adesso non
c'era più bisogno di "dare l'illusione della tridimensionalità" in quanto
l'intero gioco sfruttava un motore poligonale pieno. Le conversioni domestiche non si
fecero attendere, e possiamo rammentare una sofisticata edizione Megadrive con tanto di
chip 3D incorporato nella cartuccia (ma ancora piuttosto lontana dalla grafica
dell'arcade), una per 32X, moolto vicina al coin op e infine una bella conversione per
Saturn, giunta piuttosto in ritardo ma qualitativamente fedele all'originale. E si giunge
alla versione Sega Ages per Playstation 2. Uscito nel Febbraio del 2004, il titolo si
propone come La esperienza di guida retrò in flat shaded,
priva di tessiture come in sala giochi e dal look molto pulito.
Era lecito attendersi, per questa edizione Playstation 2,
un arcade perfect senza condizioni, considerando l'anzianità del gioco originale
e la elementare costruzione poligonale. Possiamo fortunatamente dire di trovarci dinnanzi
a più che una conversione perfetta, visto che Sega ha migliorato e di netto, per chi
scrive, sia la giocabilità che la corposità della grafica (che resta comunque fedele e
rispettosa delle origini). Virtua Racing -Flat Out- propone due modalità
di gioco fondamentali: il Gran Prix Mode e il Free Mode. Nel primo caso
affronteremo, come prevedibile, un campionato dislocato lungo tre tracciati (due dei quali
inediti) con condizione metereologiche variabili, mentre nel secondo potremo
personalizzare la nostra gara scegliendo liberamente fra i percorsi, il numero dei giri,
quello degli avversari e selezionando a piacimento le variabili meteo. Scesi in pista il
gioco si comporta in modo abbastanza differente dall'arcade. Si avverte una maggiore
accelerazione, una migliorata stabilità della macchina e un sistema di collisioni
leggermente più sensibile. Adesso toccando anche a velocità moderata una auto avversaria
significherà perdere momentaneamente il controllo del nostro mezzo. Ma l'implementazione
del sistema di controllo, decisamente immediato sia nella risposta alle curve che nelle
fasi di sorpasso, renderà meno traumatiche le uscite di pista. La sensazione di velocità
resta molto elevata, qualunque sia l'inquadratura scelta....
E si giunge alla analisi del comparto tecnico con una
novità rilevante sul fronte dell'aggiornamento video, che non si succede più a 30
fotogrammi per secondo bensì a 60. Ottima cosa. La fluidità del tutto ne giova grazie al
refresh rate elevato così come la brillantezza dei colori, che godranno di un
contrasto decisamente gradevole alla vista. Ciò che, purtroppo, non è cambiato rispetto
all'arcade è un diffuso fenomeno di pop-up, che soprattutto con la inquadratura
a volo d'uccello si fa sentire pesantemente. Eppure sarebbe bastato poco per risolvere il
problema, giusto una revisione del motore poligonale originario, ma dopotutto i fan del
titolo non ci faranno neppure caso. Molto ispirata risulta essere la conformazione dei
nuovi tracciati, con un quantitativo di poligoni superiore a quello del percorso standard
e una colorazione più accesa. Si noteranno, in questo remake per PS2, sporadici effetti
di rifrazione sulla autovettura, assenti in sala, ma le novità introdotte in ambito di flat
shading si fermano quì. E per fortuna diremmo. Se Sega avesse introdotto il texture
mapping tutta la atmosfera del titolo orignario si sarebbe persa e ci saremmo ritrovati
con un gioco completamente differente. Abbiamo apprezzato il fatto che Sega, al contrario
di ciò che è successo con il remake di Golden Axe, abbia rispettato
l'importanza iconografica del titolo su Model 1 e ne abbia trasposto tutto il feeling senza
sbavature di sorta. Anche il sonoro ci riporta inesorabilmente al 1992, con effetti tutto
sommato ancora accettabili e musichette generalmente orecchiabili. In definitiva Virtua
Racing -Flat Out- è un titolo che ci sentiamo di consigliare soprattutto a chi,
come noi, lo ha potuto apprezzare nella sua originaria versione coin op. La giocabilità
resta infatti elevatissima e per quanto si finisca piuttosto in fretta il gioco resta
godibile e ricco di fascino.
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