ALBERT ODYSSEY

albertcover2.JPG (16555 bytes)Albert Odyssey è un JRPG di chiara tradizione. Interagendovi si ripercorrono le fasi del gioco di ruolo nipponico per console, compresi i turni per le battaglie e le estenuanti stringhe dei dialoghi. Sin dalla interminabile introduzione, che segue una storia secolare di sortilegi e battaglie, si avverte la sensazione di ritrovarsi con un RPG a sedici bit, e se non fosse per una colonna sonora (di cui vi esterneremo a breve) orchestrata da cd il tutto entrerebbe in una cartuccia del Super Famicom. Ma che non si fraintenda il senso di quanto appena affermato. Albert Odyssey può contare su di una realizzazione tecnica di alto livello, che fornisce il cd di luoghi ancestrali a tratti oscuri, a tratti luminescenti di un medioevo strettamente fantastico. La bidimensione assume il compito di traghettare sui nuovi sistemi a 32 bit tutto l'arcano dei classici di un tempo.

La storia racconta del clan Eldean che, corrotto dal drago Vlag, intraprende una guerra fratricida contro le forze del male. Alla fine Cirrus, la più giovane dei tre fratelli del clan, decide di rivelarsi nella sua vera identità trasformandosi nella spada sacra di Eldean per contrastare la pazzia di Radoria. Allora Estan, il terzo dei fratelli, decide di impugnare Eldean contro Radoria per il colpo ferale. Leggende parlano di un assordante boato che risuonò per centinaia di chilometri e dopo....la quiete. I tre fratelli scomparvero e tutto sembrò tornare alla normalità. Ma questo era solo l'inizio per il neonato Pikie, protagonista della avventura, che secoli dopo le vicende enarrate viene salvato da un assalto di goblin (che ha portato alla morte dei suoi genitori) da Laia, una arpia che lo accudirà fino alla sua crescita tenendolo lontano dai pericoli della foresta. L'unico ricordo che Pikie ha dei suoi genitori è guardacaso Cirrus, la spada magica del defunto padre. Indubbiamente la storia ha il suo fascino, con intrecci avventurosi raccontati con il ritmo incalzante delle grandi storie. Peccato per la invadenza dei dialoghi, che oltre a essere completamente in giapponese spezzeranno eccessivamente la progressione e la ricerca. Ma gli appassionati del genere non si porranno eccessivi crucci seguendo le vicende e destreggiandosi tra un turno e l'altro.

Il fatto abbastanza irritante è che i nemici attaccano arbitrariamente (Random type) in qualsiasi momento del gioco, così da rendere frustranti alcuni passaggi nella estesa mappa. Del resto è una costante del classicismo ruolista nipponico, tanto odiata dai neofiti quanto apprezzata dallo zoccolo duro. Diciamo che oggettivamente dei continui assalti ne avremmo fatto tranquillamente a meno, ma si sa, nessun RPG è idealmente perfetto. Detto ciò il fattore ricerca si produce in modo lineare per buoni tratti, senza disturbare l'incedere della compagnia legadosi a filo doppio alla storia. Ecco perchè, in modo alquanto paradossale, vi sconsigliamo la versione nipponica oggetto di recensione. Se volete godervi appieno le caratteristiche di Albert Odyssey fareste meglio a orientarvi sulla più comprensibile edizione USA, ancora abbastanza reperibile sul mercato dell'usato. Così, catturati dalla splendida base narrativa potrete apprezzare appieno la ottima intessitura grafica, con visuali in 2D estremamente dettagliate e ottima caratterizzazione. Attraverseremo le più disparate ambientazioni (foreste, navi, castelli e villaggi) restando ammirati dal disegno essenziale delle isometrie. La colonna sonora aiuterà a raggiungere il cuore della opera Sunsoft con melanconica maestria e momenti di riuscito lirismo; le azioni si caricano di mistero e il gameplay diventa interessante. Se vi aggradano i giochi di ruolo del decennio trascorso, quelli strutturalmente solidi, lineari, ricchi di fascino, musicali e narcisi dovete avere questo RPG nel modo più assoluto. 

 

 

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PRO

Struttura di gioco intuitiva

Ottima realizzazione tecnica

                 

CONTRO

Eccessivamente tradizionale

Il giapponese...
                  

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Note di produzione