| ASTRA
SUPERSTARS Al fine di assecondare gli stili di Sunsoft, Astra Superstars offre l'opportunità di opzionare otto personaggi distaccati da questo mondo (Waku Waku 7 docet), tutti abbastanza eccentrici, benché omologati. Stella e Rouge, ad esempio, sembrano fuoriuscite per errore dall'universo di Vampire Savior mentre Sakamoto da quello di Samurai Shodown. Il risultato è una marmaglia di protagonisti altamente carismatici, dal tratto gradevole e vagamente infantile. La manovrazione degli stessi è un atto che si consuma in semplicità, visto che s'abbisogna di pochi istanti perché ci si possa immedisimare intuendone gli attacchi e il combo system. Una barra energetica supplementare collocata in basso regolerà la potenza delle super, effettuabili quando il caricamento supererà quantomeno il primo livello. Tutto apparentemente già visto, ma Sunsoft ha pensato bene di rendere le super mosse facilmente eseguibili in rispetto anche di un registro di alta performabilità, cosicché premendo un tasto del pugno e uno del calcio in simultanea si riuscirà presto a ottenere le prime palle di fuoco del caso. Il divertimento non manca. Il vero problema di Astra Superstars non sta tanto nella tecnica, quanto nella sua congenita impostazione "volante". Gran parte dei picchiaduro a incontri che possedevano una struttura raffrontabile avevano anche fallito nell'esternare un sistema di gioco sufficientemente strategico da reggere il confronto con i capisaldi della Capcom. Lo stesso problema, sebbene in forma meno drastica, lo ritroviamo in Astra Superstars. Il fatto è che muoversi liberamente, senza la preoccupazione di dovere effettuare un balzo, senza adoperare il timing tipico delle prese su terra ferma è ludicamente un deficit. Per essere efficace, il gameplay di un beat'em up dovrebbe anche trattenere i caratteri limitanti della geografia che si circoscrive: la troppa libertà diventa quindi castrante, nel caso di Astra Superstars, sulla via del colpo diretto, della funzione di consumazione del contatto pixel pixel. A salvare in parte la opera Sunsoft interviene l'estesa quantità di mosse realizzabili per personaggio, nonché la bizzarria delle coreografie, ma è comunque in fase di multiplayer che si ottiene l'Astra Superstars migliore. In quanto a tecnica nulla da dire. Segnaliamo quindi il massiccio utilizzo dello scaling, che zooma fluidamente a consumare i chip custom del Saturn. Le animazioni dei lottatori si realizzano fluidissime e ben si orchestrano a questo ambiente che si anima a sua volta, visualizzando le increspature di un lago, volatili che sfrecciano, ciliegi in fiore. Il character design è da tradizione Sunsoft superiore alla media. Immedesimarsi nelle personalità virtuali dei protagonisti diverrà atto naturale, malgrado si rilevi una occasionale perdita di definizione in fase campo largo. Difetto che durante l'azione appare comunque trascurabile, grazie anche alla frenesia con cui il combattimento prende forma. A conti fatti si tratta di un titolo da prendere in considerazione, se non altro perché nel suo genere di "picchiaduro volante" riesce a essere tra i più interessanti nella sfera delle produzioni domestiche. Recuperarlo sul mercato risulta impresa non troppo agevole (noi stessi si è dovuto faticare non poco per trovarne una copia), senza considerare il prezzo abbastanza elevato data la sua rarità. Ma se vi capitasse sotto mano fateci comunque un pensiero.
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PRO |
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Eccellente character design |
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Eccellente realizzazione tecnica |
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CONTRO |
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Gameplay a tratti discutibile |
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| Non molto longevo | |