ASUKA 120% BURNING Fest. Limited

asukacover2.JPG (21153 bytes)Il bello del Saturn risiede nei videogiochi di nicchia, shoot'em up e picchiaduro su tutti. Cercando nella sua vasta libreria si finisce per scoprire dei prodotti sorprendenti, che per qualche strana ragione ritenevi trascurabili. Vedi ad esempio questo Asuka 120% Burning Fest. Limited, bizzarro picchiaduro a incontri in 2D del cui antenato vi esternammo tempo addietro (Asuka 120% Maxima Burning Fest.). Il team creativo è ancora Fill In Cafe che, forte della collaborazione della Kodansha, ci regala una nuova esperienza anime style con caratterizzazione al femminile. Ma non si tratta di un "giochino", come ad alcuni sarà parso, perchè i programmatori sono definitivamente riusciti ad eguagliare gli standard Capcom ed SNK attraverso una struttura di performazione combo del tutto customizzabile e ad una qualità grafica elevatissima. Tredici in tutto le figure utilizzabili (comprese le due lottatrici segrete), non molte in effetti ma comunque estremamente diversificate nel comparto mosse e quindi nelle dinamiche di attacco e difesa. Avrete modo di scoprire, giocandovi, un divertimento senza compromessi.

Lo scenario vede questo Megafight Tournament, che si tiene ogni anno, unire per un combattimento all'ultimo schiamazzo le rappresentanti dei club scolastici di tutto il Giappone. Ogni club corrisponde a una determinata disciplina sportiva e, sebbene non manchino le eccezioni tipo il gruppo di chimica (a cui appartiene Asuka, la protagonista del gioco), vedremo ragazzine darsele in modo violento con gli strumenti tipici del "mestiere" come racchette e mazze da baseball. A livello di gameplay i programmatori hanno fatto un grande lavoro. Asuka 120%, con i soli tre tasti del suo sistema di combattimento, offre al giocatore un sofisticato quanto funzionale sistema di "linkaggio" mosse eguagliando, a nostro avviso, le meccaniche dei capolavori SNK e Capcom. Ogni mossa ha una sua teorica continuazione in Super, Counters, Counter Attack e moltiplicazioni dei movimenti di base (tipo doppi calci). Per farsi una idea di come funzioni la giocabilità di Asuka basti fare riferimento a Waku Waku 7 di Sunsoft, da cui il titolo di Fill In Cafe eredita la estrema manovrabilità dei combattenti. Non ci vorrà molto prima che entriate in simbiosi con le potenzialità delle lottatrici, e quando arriverete a produrre sedici hit consecutive nel fracasso di luci, lampi, e fuochi vi alzerete in piedi esclamando: "ma da dove diavolo spunta fuori questo capolavoro?". Non ci piove che se siete amanti del genere vi esalterete non poco.

E' noto che Fill In Cafe abbia reclutato, per questo episodio dedicato al Saturn, un folto staff di progettisti, disegnatori e animatori. E quasi ci si sorprende del fatto che non sia stata utilizzata alcuna cartuccia di espansione per reggerne la elegante cosmesi bidimensionale. La pulizia dell'immagine resta elevatissima anche negli effetti di scaling (il gioco zooma quando le combattenti si allontanano, in perfetto stile Neo Geo) e nelle varie trasparenze approntate per le super mosse. Malgrado gli sfondi scarsamente animati, gli occhi non potranno che deliziarsi delle movenze di tutte le protagoniste, che oltre a essere di dimensioni notevoli si animano con encomiabile fluidità e realismo, adoperandosi in ogni sorta di salto mortale, presa o palla di fuoco. Di rallentamenti neanche a parlarne ma ciò che più entusiasma è il character design, stupendo grazie all'apporto di Kodansha, realizzando un parco lottatrici che non sfigurerebbe in un eventuale anime dedicato. Riguardo le colorazioni abbiamo lo splendore di almeno 65.000 gradazioni differenti, utilizzate per conferire corposità anatomica nei contorni delle combattenti e per sfumare con classe alcuni sfondi all'aperto. Anche il sonoro, non sempre all'altezza nei picchiaduro in 2D per Saturn, è stato orchestrato in modo pressochè impeccabile nelle musiche (vi sono addirittura due brani cantati) e sintetizzato con il massimo della nitidezza per le irresistibili voci delle atlete. Quindi abbiamo un gioco dalla grande giocabilità, dalla sontuosa realizzazione grafica, dall'eccezionale sonoro e dall'irresistibile atmosfera manga il cui unico difetto potrebbe risiedere nell'esiguo numero di combattenti. Ma anche così, soprattutto grazie alla sapiente personalizzazione di ogni ragazza, difficilmente ci si stancherà del picchiaduro prima di qualche mese, e dopo lo si riprenderà volentieri per qualche partita in doppio. Asuka 120% BURNING Fest. Limited è un beat'em up di grande carisma meritevole di una certa considerazione.      

 

 

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PRO

Stupendo character design

Sistema di gioco gratificante

Elevatissima qualità delle musiche

CONTRO

Nulla di rilevante da segnalare

                 
                     

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Note di produzione