BULK SLASH Robot giapponese sempre associato
al melodramma del da giovani tutti insieme e da adulti nemici perché le strade si sono
divise e lei lavora per la confederazione dei cattivi e sullo sfondo una cantante idol dai
capelli rosa tipo Macross che miagola dentro cartelli olografici di megalopoli di futuri fantamanga
pieni di colori sfarzosi e palazzi Playmobil. Hudson Soft fa sue le regole. Accosta
il videogioco d'azione hi-tech misurandone il tasso di gradibilità a fronte di un carnaio
che si sapeva avrebbe attinto alla giostranza senza porre domande, ma implementa bene il
meccanismo del meccanismo componibile, la fase della trasformazione da jet a robot e
contrario, il teatro del passaggio da una condizione di trasvolata a una situazione di
guerra statica con la spada di God Sigma che difender saprà la magica energia creata da
noi, la forza non gli manca il coraggio è con lui, vincerà, vincerà, vincerà. Bulk
Slash è uno slash' em up di estesa tridimensione e spostamento laterale a
scarico che nel Novantasette viene assegnato ai saturniani - i venusiani si erano comprati
il Nintendo64 - come atto di riconoscenza per avere acquistato Saturn Bomberman, un anno
prima, che era per nulla un atto dovuto.
Il disorientamento sul sistema di rotazione
dell'inquadratura si risolve presto in un picnic di ferri e shift laterali da permutarsi
alla croce digitale negli spostamenti del visus, quand'anche in assetto mech sia
attuabile un super salto che piazza il meccanizzato su altezze medie per alternativa di
evasione alle escursioni di base, prima ancora di trasmutare in nave spaziale e orbitare
sicuri sugli obiettivi segnati in briefing, sulla mappa a poligoni verdi zoomabili per
vedere meglio come attuare la sinfonia della distruzione di ogni cosa, ma sarà anche bene
inglobare un copilota femmina che faccia da navigatore dacché l'estensione territoriale
può divenire un problema quando orbati delle frecce, col tempo limite che lambisce il
limite. Bulk Slash è pieno di power-up. Al fucile standard si agganciano
orpelli a combustibile atti ad allungare il raggio d'azione col fascio verde nucleare o
rendere più feroce il disintegramento delle zone di guerra a mezzo lanciafiamme o via
missili al plasma: le logistiche del transformer si accordano al territorio per realizzare
un metodo di perlustramento mirato, essenziale, che sia in potenza di annichilire cospicue
textures in qualunque formazione e da qualunque angolatura, fatti salvi i casi in cui si
rende conveniente un attacco aereo mordere e fuggire che risolva la confusione e
favorisca il ripiego su zolle sicure. Sette missioni a target multipli, con varianti. Per
dire, ne hanno messa una in cui si deve innescare ordigni e vi è anche quella del
labirinto in ricerca di chiavi. Il settimo quadro è un defilè di boss smodatamente
incazzati.
Hudson razzola fiera nelle sue fantascienze a strati di
zinco e dà alle genti col joypad gli impulsi emozionali di un cartone animato settantesco
dove a fine puntata ci stia sempre il pilota di robot che combatte contro un robot più
grande. Il nostro comincia a subire ma ecco la svolta, un'arma segreta che stende il
nemico: il soundtrack aumenta di ritmo e si capisce che la vittoria, ormai prossima,
arriverà tonante. <<bzzz...zz..sono Bulk Slash, l'anime videogame che
riduce in frammenti piccoli piccoli quel grezzo pezzo di ferraglia di Armored Core,
e sono la creme del genere titanio & mignotte>>. Come non dargli
credito: determinatasi in display questa endovenosa di combattimenti esaltanti e filmati
da studio di animazione il gioco Hudson Soft abbranca il Laurus nobilis della
grande opera di mestiere per entro a una estetica che divora famelica il chipset Hitachi
del Saturn trinciandone i limiti di calcolo poligonale e maggiorandone le funzionalità di
computazione parallela; il robot trasformante pre-renderizzato deambula robusto dentro un
ambiente generato in tempo reale, ma in virtù dell'adozione della prospettiva a
posizionamento frontale il pilota umanoide quasi non percepisce la discrepanza fra sprite
e tessiture. Occasionali episodi di bad clipping compromettono la profondità
delle visuali più allungate, eppure, anche qui, l'espediente della sfumatura graduale
commuta un possibile inestetismo in un effetto cromaticamente plausibile. Infervora gli
intenditori, Bulk Slash, poiché dalla sua trousse di robot, astronavi e
ragazzine kawaii riesce a estrarre la formula della passione, una chimica di azioni e caos
che indomabile trascende nel prototipo del videogioco arcade.
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