BURNING RANGERS

BRangers_JAP_Book_Front.jpg (16055 bytes)Notevole, pure nel concept. Abbiamo un corpo di vigili del fuoco del futuro munito di alte tecnologie e ambienti a camere interconnesse pieni di sopravvissuti da trarre in salvo. Action game. Ma dal Sonic Team non è che potevi aspettarti un ruolista. Dovevi augurarti questo tipo di velocità e questo tipo di design che non dà tregua, foss'anche con la telecamera in terza persona. La mania della acquisizione dell'item e dei bonus persiste anche qui, visto che per ogni focolaio domato viene rilasciata una certa quantità di cristalli omaggio. Personalità. Vi è carisma nei personaggi comandabili - due all'inizio, Amabane e Tillis - estrosi, dinamici nel salto sospeso, a propulsione che alleggerisce l'esplorazione - invero lineare - degli antri opprimenti, un po' alla Resident Evil. Un gioco arcade. E' usuale l'ispezione di enormi stazioni orbitanti e l'estinzione di incendi occasionali per mezzo di apposite pistole. Un lavoro di routine, però votato allo spettacolo delle movenze da acrobata, dei salti tripli e della fluttuazione rapida, per restare entro il limite della deflagrazione finale.

Burning Rangers è più che altro una scommessa, nel Novantotto. La interazione pienamente tridimensionale, ma solo parzialmente libera di Nights, non era bastata a persuadere una utenza evidentemente immatura, che probabilmente era più a suo agio nel cliché del gioco d'azione stiloso, coi pupazzi meccanizzati e manga. Quattro livelli, ma assai estesi. La mappa poteva in realtà essere più elaborata, più spaziosa, ma è anche vero che l'idea di Naoto Ohshima era di elaborare un ambiente chiuso, di fantascienze sotterranee prive di luce ma ricolme di ferro, di labirinti che si estendono per chilometri e portali a sensori termici. Il fattore ricerca è minimo. Bisognerà giusto scovare e attivare, di tanto in tanto, alcuni interruttori di sbloccaggio dei passaggi, che possono anche essere subacquei. Interessante la trovata delle infiltrazioni d'acqua, dell'allagamento claustrofobico come diversivo alla linea di percorrenza aerea. Una voce, dall'esterno, dispensa nozioni sul come affrontare il quadro e sul dove operare salvazione di umanità ancora vive, seppure si possa tranquillamente ignorare i messaggi e dedicare attenzione alla azione, ché tutto poi si risolve in modo sequenziale, con la gestione del sistema di manovrazione sofisticato ma funzionale, che consente il pieno controllo del ranger attraverso la esecuzione di tre, quattro funzioni di base che eseguano lo spegnimento, il direzionamento, la rotazione della telecamera. Ultimando il gioco più volte si otterranno le passwords con cui poter impersonare i restanti membri del team.

Manca qualcosa. Benché sia la struttura stessa del titolo a limitare il combattimento classico del gioco di azione, non poter espletare un corpo a corpo a base di spade laser o cannoni al plasma penalizza il divertimento; la giostra dello "spegnere e portare in salvo" è un loop che già prima del quarto livello finisce per vessare le utenze, la cui sete di distruzione viene solo in parte appagata dallo scontro con i mostri finali. Il team creativo sapeva. Era consapevole dei limiti intrinseci del gameplay e per questo inserisce una sezione bonus simile a un racing game, così per variare, ma anche introduce un singolare sistema di interscambio di mail con le persone tratte in salvo. E' pur qualcosa. La realtà dei fatti - e la causa del discutibile level design di Burning Rangers - è che l'hardware del Saturn non poteva spingersi oltre. Sonic Team vuole il meglio: inserisce effetti grafici che il Saturn aveva prima di allora tenuto nascosti portando al limite lo shading delle superfici texturate, introducendo trasparenze hardware, creando sorgenti di luce in tempo reale e ancorando la fluidità delle animazioni su trenta fotogrammi al secondo, ma poi si rende conto che il motore poligonale, sovraccarico, non è in grado di gestire più di due corpi in simultanea. Il generatore automatico dei livelli, che si sblocca in seguito, paradossalmente amplifica lo stato di vacuità dei canali di scolo, delle gallerie - pur atmosfericamente funzionanti - e aumenta il rammarico per quel che il titolo avrebbe potuto offrire se solo sviluppato su di una tecnologia performante come il Dreamcast, che sarebbe uscito di lì a qualche mese. Si è apprezzato comunque. Burning Rangers è un titolo indubbiamente solido, stilisticamente tranciante, appagante nel breve termine e interessante per i temi trattati. Fu altresì tra gli ultimi titoli Saturn a ottenere la distribuzione sui tre mercati mondiali.

 

 

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PRO

Ambienti 3D di grande complessità

Azione serrata

Sonoro di alto livello

CONTRO

Level design a tratti discutibile

                   
                             

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