FINAL FIGHT REVENGE

finalfightcover.JPG (20193 bytes)Con una tiratura stimata attorno alle quindicimila copie nella sola terra del sol levante, Final Fight Revenge fu commercializzato per Sega Saturn nel '2000, quando il Saturn era bello che morto da un pezzo. Una situazione che sorprese un po' tutti, alla luce del fatto che era il Dreamcast, in quel periodo, l'unica console su cui Capcom convertiva i suoi picchiaduro più in voga. Infatti Final Fight Revenge era la diretta conversione di un coin-op poco conosciuto anche in Giappone, che era apparso in maniera fugace nei Capcom Arcade Amusement e a quanto pare in sola forma di beta realese. La somiglianza della scheda Titan ST-V dell'arcade con l'hardware del Saturn convinse Capcom a una rapida conversione domestica, con tanto di cartuccione da 4MB a corredo per supportare una raffinata alta risoluzione. A conti fatti la versione Saturn è la copia spudorata della sua controparte da sala.

Final Fight Revenge risulta di fatto la quarta incaranzione del franchise blastatore ideato da Capcom, che per l'occasione si è tramutato in piacchiaduro a incontri abbandonando le sue origini a scorrimento. Ritroveremo vecchie glorie quali Haggar, Guy e Cody (senza dimenticare la affascinante donna punk Poison) mescolate a new entry estratte da Street Fighter Zero come Rolento e Sodom. La commistione non guasta, creando una squadra di lottatori dal grande carisma e in grado di sfoggiare le più disparate supermosse e combo. Fortunatamente, pur nel passaggio alla terza dimensione, tutti i personaggi risultano ben dettagliati e animati, anche grazie ad un hi-res che non avrebbe potuto esser meglio definito: malgrado molti addetti ai lavori lo abbiano liquidato come episodio mediocre della saga, Final Fight Revenge può tranquillamente sfoggiare uno dei migliori impianti tridimensionali apparsi sul Saturn. Perché se è vero che il numero dei poligoni non risulti eccessivo, è altrettanto indubbio che la grandezza dei personaggi non ha eguali nel panorama dei beat'em up del 32 bit Sega. Una realizzazione tecnica che si mantiene al di sopra della media nonostante la presenza di fondali spalmati bidimensionalmente alla "Tekken", per quanto ben amalgamati al primo piano poligonale.

Final Fight Revenge è un videogioco hardcore al 100%. Sbolognato dalla maggior parte dei pischelli della new wave editoriale moderna come titolo "ingiocabile" e "trascurabile" (semplicemente perché non lo hanno provato) in sede di recensione possiamo affermare di averlo trovato piuttosto interessante. Soprattutto manovrando Guy e Cody e sfruttando il loro efficace comparto combo. Ma anche i restanti combattenti, pur non troppo vari nelle movenze di base, possono dire la loro e sfoderare uno stile di combattimento stiloso e strutturato (provate a impersonare Edi con il suo lanciafiamme e poi diteci se non è una autentica festa). Le note meno positive derivano, possibilmente, da un assemblaggio avvenuto in modo frettoloso. Mancano difatti presentazione, dei finali decenti e uno Story Mode che se inserito avrebbe quantomeno realizzato la plusvalenza della longevità. Invece dovremo sorbirci la sola modalità arcade, con finali costituiti da scarne schermate statiche e qualche dialogo privo di interesse. Anche il sonoro non sorprende per particolare originalità, ostentando un sound piuttosto anonimo e leggero, e si è evidentemente al di sotto degli starndad della Capcom del QSound. Si salvano invece gli effetti. Che convincono sul fronte del parlato digitalizzato, nonché nel territorio dei tonfi tipici del beat'em up a incontri. In definitiva questo Final Fight Revenge soddisfa più di quanto ci si attendesse all'inizio, e questo può bastare ad elevarne lo status.

 

Immagini estratte da Prizm Dash

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PRO

Grafica in hi res

Ottime animazioni

Giocabile e divertente

CONTRO

Confezionamento un po' scarno

             
                   

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