GROOVE ON
FIGHT Le
versioni arcade e Saturn di Groove on Fight furono sviluppate in simultanea per fulminare
il mercato e ricavare così una maggiore fascia di potenziali utenti. Non ci è dato
sapere con esattezza il volume di vendita ricavato dalle due edizioni, ma è un fatto
certo che almeno qui in occidente Groove on Fight sia stato praticamente ignorato da
tutti. Giusto un cenno fugace su qualche rivista del settore e poi basta, ed è strano.
Strano perché nel' 97 il Saturn era nel pieno della sua maturità tecnica, con titoli
quali Thuderforce V e Dead or Alive che dimostravano quanto la
tecnologia a 32 bit Sega potesse offrire in termini bidimensionali e non. Groove
on Fight sfruttava inoltre la cartuccia di espansione da 2MB (la stessa
utilizzata per Metal Slug, Waku Waku 7 e Cotton 2) che
migliorava ulteriormente le prestazioni grafiche del Sega Saturn, e che soprattutto
rendeva indistinguibile la versione domestica da quella da sala. Quello che ci accingiamo
a recensire è uno dei più controversi picchiaduro in 2D della Atlus, terzo capitolo di
una saga (quella dei Power Instinct) molto apprezzata in Giappone per la
diversificazione assai pronunciata delle tecniche di combattimento.
Groove on Fight è, strutturalmente, un picchiaduro bidimensionale che attinge a diverse produzioni SNK e Capcom pur mantenendo una sua personalità estetica e pratica. Partendo dal tag battle multigiocatore si ha l'impressione che i programmatori si siano adagiati sulle esperienze maturate dai vari King Of Fighters e dai picchiaduro Sunsoft quali Waku Waku 7 o Galaxy Fight. Nello specifico però, oltre a possedere una estetica ampiamente competitiva, Groove on Fight si permette il lusso di sperimentare nuovi approcci e nuove tecniche di combattimento multiplo: l'interscambio di lottatore avverrà in modo quasi trasparente e quindi con l'attenzione a non rendere bruschi i passaggi di consegna ma, piuttosto, a continuarli attraverso mosse congiunte dalla grande spettacolarità. Fortunatamente gli incontri risultano piuttosto divertenti oltre che belli da vedere, anche a causa della durata di ogni round (ci sarà da lottare parecchio prima di avere la meglio o soccombere) e da una predisposizione strategica delle varie mosse e supermosse. Queste ultime, decisamente deliranti, "succhieranno" sì molta energia, ma saranno altresì performabili con una certa difficoltà allorquando una barra di energia supplementare, disposta sulla base del display grafico, provvederà a visualizzare una special dalla potenza devastante. La chicca: quando un membro del team soccomberà, potremo utilizzare il suo cadavere come vera e propria arma supplementare. Ma non vi saranno lottatori più forti di altri per via di un "livellamento" quasi inusuale per un beat'em up in 2D. Groove on Fight è tecnicamente su livelli molto alti. L'intero comparto estetico trova spunti di eccellenza ovunque, nel disegno degli sprites, nelle loro animazioni, negli sfondi coloratissimi e costantemente in movimento. Ogni personaggio è caratterizzato con estremo dettaglio e senso artistico, così che sarà sintomatico entrarvi in simbiosi e apprezzarne le moltissime sfumature. Letteralmente magnetico il carisma di alcune combattenti, dal succinto vestitino, e provviste in alcuni casi di un irresistibile abbigliamento retrò. Stesso discorso per i lottatori maschili, per lo più "maledetti" e tenebrosi a sostenere un fascino grossomodo kitsch ma sempre apprezzabile. Tornando ai fondali si ravvisa una colorazione tendenzialmente pacata, non troppo accesa e in alcuni frangenti votata al fotorealismo. Veramente notevole il dettaglio delle statue, dei meccanismi in funzione, degli enormi saloni di camere rinascimentali, di questi antri oscuri con tanto di sculture e pitture. Le animazioni dei protagonisti possiedono la medesima eccellenza e dispensano in allegria grandi quantità di fotogrammi, nonché una magistrale e diffusa fluidità. Grande cura per una cosmesi che surlcassa sotto alcuni aspetti i classici Neo Geo e che quasi eguaglia i "versus" della interminabile saga di Street Fighter. E sullo stesso standard qualitativo si intrattiene il sonoro, e nelle musiche e negli effetti, a tratti reminiscente di brani appartenenti ai primi Power Instinct ma assolutamente peculiare per orchestrazione e cori. Groove on Fight è così un picchiaduro da prendere considerazione se si apprezza il genere, ma non si commetta l'errore di acquisirlo privo di RAM, ché ci sta la versione che integra la stessa in un lussuoso bundle.
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PRO |
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Graficamente eccezionale |
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Modalità quattro giocatori |
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Ottimo sonoro |
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CONTRO |
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Nulla da segnalare |
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