LAST BRONX Last Bronx viene
portato su Saturn un anno dopo la edizione arcade, che girava su Model 2. Viene immesso in
una edizione in due CD-Rom piuttosto curata. Nel secondo CD accampa una interessante
modalità training che, oltre a descrivere le peculiarità dei lottatori,
rappresenta gli stessi a video attraverso la praticità di un tutorial. Conversione
decisamente riuscita, sul profilo tecnico. Ovviamente si è dovuto scremare sulla qualità
delle tessiture, adesso più bassa, e sul dettaglio degli sfondi, adesso ridimensionati.
Ma praticamente non ci si accorge delle differenze grazie all'effetto "Virtua Fighter
2", che smonta i poligoni dei fondali in modo che gli stessi non perdano l'effetto
tridimensionale originario. Last Bronx è un picchiaduro basato sull'utilizzo delle armi
da stada, quindi mazze, nunchaku e bastoni assortiti per uno scenario di combattimenti fra
bande di teppisti. La splendida presentazione animata traccia il profilo di ogni
combattente, i tipici superbelli anime style, e un opuscolo allegato alla
confezione vede esposte tutte le mosse in forma di calendario illustrato.
Titolo superiore alla media. Con tre tasti si
potrà parare, usare l'arma e sferrare i calci. Tutto molto semplice e immediato, ma anche
inaspettatamente articolato se guardiamo al numero di combinazioni possibili e alla
velocità sorprendente di ogni mossa. Il timing di esecuzione segue la regola
delle combo e delle proiezioni, rispondendo con immediatezza alle sollecitazioni del
joypad. Canoniche le modalità proposte: arcade, versus, survival, time attack e watch
mode. Riteniamo superfluo soffermarci nella descrizione di queste ultime, sicché porremo
l'accento sulla caratterizzazione, che trattandosi di Sega tende a produrre quella
eccentricità che si è imparata ad amare a partire da Virtua Fighter. Così i
personaggi maschili rispondono allo stereotipo del superfigo provvisto di spocchia e
tentenze tamarroidi, mentre quelli femminili si adoperano in abbigliamento provocante e
mosse criptoerotiche. Ma vediamoli questi incredibili otto, cominciando da Yusaku,
megagiovane con nunchaku a tre, fascia per la sua chioma bionda e parastinchi opinabili.
Molto potente e discretamente agile. Joe possiede un nunchaku classico e
indossa una t-shirt aderente che evidenzia i suoi pettorali. Tamarro al massimo ma
decisamente efficace nelle combo. Lisa è veramente affascinante con il
suo vestitino alla Sailor Moon, e con le sue due mazze intermedie ti fa male se ti
colpisce a media distanza. Tommy usa una mazza lunga, il che lo rende
temibile negli attacchi a lunga gittata, ma possiede anche una buona velocità di
spostamento. Yoko è molto figa, poi, con i suoi manganelli da
poliziotto. Ed è assai forte.
Con Kurosawa comincia il trio
degli alternativi snob, visto che si presenta con un completo a giacca viola e un bastone
appuntito a voler dire: "guarda come sono kitsch". Nagi,
veramente bella, sfodera un completino seducente con pantaloni aderenti stracciati e
spuntoni di acciaio che ti fanno tanto tanto male. Bella Nagi. Zaimoku,
invece, ha scelto il martello gigante per schiacciare i crani, ma non è questo gran che
dal punto di vista stilistico. Insomma di varietà ve ne è a sufficienza, malgrado
l'esiguo numero di lottatori, ma non potevamo pretendere da Sega ulteriori aggiunte
rispetto alla versione arcade dopo l'apprezzato secondo CD. Sulla realizzazione tecnica
Last Bronx si difende bene in quanto a fluidità, snocciolando sessanta fotogrammi al
secondo circa, e sulla definizione, con un hi-res che rende i colori assai
nitidi. Ottimo il disegno tridimensionale dei combattenti, per quanto si denunci una
occasionale perdita di poligoni nelle fasi attive. Ma nulla di veramente grave. Siamo su
alti livelli e lo si avverte dall'ottimo motion capture dei movimenti,
estremamente realistici in ogni circostanza, e dalla nitidezza delle textures, che per
quanto più rozze rispetto al coin-op non sfigurano se raffrontate a titoli quali Fighting
Vipers o Dead Or Alive. Riuscita la costruzione degli sfondi (alcuni
veramente ispirati) e molto buona la figurazione estetica delle armi, anche se non siamo
sui livelli raggiunti da un certo Soul Edge. In quanto a sonoro dipende dai
gusti, ma diciamo che si sarebbe potuto offrire maggiore spessore nelle musiche, anche se
gli effetti risultano decisamente riusciti e nei campionamenti, e nel cozzare delle armi.
Last Bronx è un ottimo beat'em up tridimensionale che può tranquillamente
concorrere con i migliori prodotti simili della Sega. Sì, anche con Virtua Fighter,
e lo affermiamo con cognizione di causa.
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