MARVEL
SUPER HEROES Il carisma dei supereroi Marvel si
adegua in modo naturale al pianeta Saturno. Oggi trattiamo una di quelle conversioni
particolarmente attese, a suo tempo, dagli utenti Saturn, dal momento che il coin-op
riscuoteva grande successo e, soprattutto, perché la conversione del suo predecessore (X-Men:
Children of the Atom) si era rivelata di qualità veramente scarsa. Si diceva che i
personaggi Marvel ben si accasano nella console Sega, e se si esclude il summenzionato
incidente si può affermare che Capcom si prodigasse nel fornire adattamenti quanto più
fedeli alle controparti arcade. Marvel Super Heroes inaugurava il cliché
dei "porting eccellenti" da CPS II, che sarebbero diventati leggendari con
l'introduzione della cartuccia di espansione da 4 Mega. E benché Marvel Super Heroes non
ne facesse uso, il coin-op è trattenuto nella memoria di base del Saturn senza
particolari tagli alle animazioni. Ci vuole il microscopio per notare le differenze,
pertanto affermiamo che codesto porting si realizza copia assai riuscita
dell'originale da sala pur con la cassazione della Ram da 2 Mega, quella già su piazza
che avrebbe potuto determinare l'arcade perfect.
Il fatto abbastanza sconfortante, trattandosi
di un picchiaduro bidimensionale, è la presenza di soli otto personaggi. SNK ci aveva
abituati a ben altre schiere di combattenti, e per quanto i protagonisti Marvel siano
oggettivamente irresistibili qualche nuova aggiunta non avrebbe guastato. Certo che la
possibilità di impersonare figure classiche quali Wolverine, Hulk,
Psylocke e Spider Man garantisce al titolo Capcom una
fascinosità che altri picchiaduro sono costretti a guadagnarsi sul campo. Così se in
sala giochi una partita risultava inevitabile, sul Saturn avremo anche la possibilità di
approfondire un gameplay ben strutturato, provvisto di super mosse, dinamismo e
concentrazione di effetti speciali. Durante gli scontri potremo anche acquisire delle
particolari gemme che produrranno dei super poteri momentanei (rifornimenti rapidi di
energia, potenziata agilità). La dottrina a incontri della Capcom influisce,
prevedibilmente, sulla giocabilità: il gioco è violento, preciso, repentino, veloce e
catastrofico. Il divertimento attinge alle abilità peculiari di ogni supererore ma riesce
anche a essere diversificato rispetto alle saghe di Street Fighter II e Street
Fighter Zero. Una diversificazione che riguarda soprattutto l'impostazione dei
combattimenti, in cui sarà possibile, ove concesso, spiccare balzi incredibili finendo al
di sopra della schermata standard. Una freccia triangolare indicherà il posizionamento
del personaggio rimasto a "piano terra", così da agevolarci l'orientamento e
facilitare di conseguenza l'indirizzamento delle super.
Esaltante questo Marvel Super Heroes. La
atmosfera fumettosa riesce a coinvolgere chi manovra in modo efficace, proiettando lo
stesso nella stravaganza della Marvel e nelle annesse colorazioni psichedeliche. Quindi
Capcom trasfigura lo stile iperrealista del tratto tipicamente americano aggraziandolo con
la sinuosità dei canoni nipponici. Il risultato convince. I già carismatici protagonisti
delle saghe Marvel si sono rifatti il trucco e adesso appaiono ancora più radicali,
massicci, stilosi. Le animazioni, eccellenti, assumono una allarmante corposità grazie
all'ausilio di tantissimi fotogrammi di intercalazione, mentre gli sfondi disegnano un
mondo fumettistico allucinato. Il confezionamento non fa una grinza. Tutto appare al
proprio posto e non si avverte alcun tipo di rallentamento. Velocità: è questo il motto
a cui Capcom ha scelto di sottostare per conferire allo schermo quella visuale furiosa in
cui tutto ritrovi un suo distinto fine iconografico. Gli sprites sono enormi. Alle volte
superano in altezza lo schermo (la figura pachidermica di Juggernaut
incute letteralmente timore), e pur rimangono a loro agio nella fase di spostamento
standard e nell'atto della esecuzione di una super. Resta il sonoro, alla fine, che è
"supereroistico" a sufficienza e che si adagia al contesto senza infierire,
provvedendo anche a intensificare la verve dei combattimenti. Quando Capcom si
mette d'impegno riesce a eccellere pure sul fronte strettamente musicale, e questa è
decisamente una di quelle occasioni. A limitare il punteggio finale di Marvel Super Heroes
non sarà quindi il comparto tecnico, sostanzialmente impeccabile, bensì una longevità
tutto sommato limitata, che a causa dello stringato roster non garantisce una sufficiente
continuità di interazione. Resta un picchiaduro di alto livello, ma non un must.
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