MARVEL SUPER HEROES vs STREET FIGHTER

Marvel.jpg (222027 bytes)L’architettura del Saturn si esprimeva al meglio con le costruzioni bidimensionali e la gestione degli sprites. L’hardware, derivato da scheda ST-V, era utilizzato da svariate software house nipponiche per la realizzazione di arcade, e non era troppo sorprendente ritrovarsi dinanzi a produzioni 2D di altissimo livello. Una di queste è Marvel Super Heroes vs Street Fighter, ennesima conversione Capcom per il gioiello Sega, conversione che in questo caso può fregiarsi dell’utilizzo della espansione Ram di 4MB, prodotta da Capcom stessa per garantire la massima fedeltà con gli arcade trasposti. Ogni singolo frame di animazione si ritrova pedissequamente, per una quantità bidimensionale raramente vista in un beat'em up per console. Correva voce che l'upgrade hardware fosse in grado di reggere anche i coin op sviluppati su CPS III, ma l'avvento del Dreamcast nel '98 arrestò tutti i possibili nuovi progetti per Saturn. Anche l'adattamento del Marvel Vs Capcom, dapprima annunciato, fu bruscamente dirottato sul 128 bit.

MSH vs SF è un riuscito incrocio di stili e tecniche. Nel contrapporre gli eroi della Marvel ai personaggi di Street Fighter Zero, Capcom si mette al sicuro e sforna un discreto numero di combinazioni non presenti in X-Men Vs Street Fighter, ampliando una visione di beat'em up già abbastanza fracassona. Appare dal nulla Norimaro, personaggio nerd emulo di Chun-Li apparentemente fuori luogo, ma provvisto di mosse di notevole efficacia. Sarebbe stato eliminato nella successive versioni Playstation, europee ed americane. Tornando al gioco, incentrato sul tag team battle di due personaggi interscambiabili al volo, risulta evidente la intercorsa semplificazione strutturale rispetto ai precedenti titoli a incontri della Capcom, nonchè la perdita di una reale strategia di combattimento. D'altronde la apertura al casual gamer si era già vista in X-Men Vs Street Fighter, ma già allora la frenesia delle mosse tutto in uno e delle combo interminabili si faceva apprezzare per i nuovi dinamismi coreografici raggiunti. Capcom realizza una visione ampiamente performabile di picchiaduro a incontri, focalizzandosi sulla concatenazione ininterrotta di super mosse che schizzano fuori dallo schermo. Il giocatore, disorientato, reagisce attraverso l'apprendimento di tecniche non troppo complicate, e finisce per assecondare un circo di acrobazie bidimensionali altamente spettacolose.

La forza di MSH vs SF sta tutta nella popolarizzazione del concetto di beat'em up. Stimolata dalla presenza di autentiche icone della letteratura fumettistica, Capcom affronta l'argomento dei super poteri generando un gameplay assolutamente dipendente della formula edonista ed eroista della Marvel, unificando alla perfezione due filosofie di combattimento contrapposte ma non necessariamente distanti. Formare un duo con Ken e Spiderman, o con Chun-Li e Cyclops, è una eventualità di gioco che consigliamo apertamente quale sintesi, magnificazione dei dinamismi offerti dalla opera Capcom. Naturalmente l'aspetto visivo, in un titolo come questo, risulta basilare. E quindi il team creativo ridefinisce il character design postcromatico della Marvel per inserirlo senza compromessi stilistici in una giostra scenografica collaudata, rigonfia di animazioni e ricolma di metamorfosi. Alcuni spirtes, pur superando lo schermo in altezza, si muovono con l'intercalazione di un tale quantità di fotogrammi da potersi realizzare per un lungometraggio, e il fondale sembra non risentire del carico di RAM profuso per le animazioni dei personaggi, visto che a sua volta propone una movimento perpetuo di ogni singola struttura. Gli artifici grafici si sprecano, fra superfici riflettenti, effetti di luce dinamici, trasparenze, morphing e scie psichedeliche, ma il fattore che più impressiona è il dettaglio della totalità scenografica, misurato al pixel, che disegna con maniacale precisione tanto gli indumenti dei protagonisti, laddove presenti, quanto le rifiniture di eventuali pareti o paesaggi disposti sullo sfondo. Il comparto sonoro si allinea necessariamente ai prodigi estetici offrendo musiche di notevole composizione pop ed effetti in surround in costante deflagrazione fisica. Marvel Super Heroes Vs Street Fighter, spot alla esagerazione di un pestaduro bidimensionale che viene preso e rivoltato al fine di raggiungere una armonia visiva di soggetti impossibili e quintali di colori sgargianti, segna l'inizio di una nuova direzione culturale per il versus game della Capcom.

 

 

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PRO

Grafica e animazioni stupefacenti

Sonoro eccellente

Giocabilità assoluta

CONTRO

Eccessiva semplificazione del

sistema di combattimento

                    

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Note di produzione