STRIKERS 1945 II

strikers19452box.jpg (27117 bytes)Tra gli shooters tradizionali Strikers 1945 II si piazza nel verticalismo tipo 1942. Ma lo faceva anche il predecessore. Ci sarebbe tutta una storia da raccontare sui prodigi di Seibu Kaihatsu in sala, con le paraletterature neofasciste dei Raiden, ma per il momento si accantonerà la produzione parallela per favorire la enunciazione di questo ennesimo porting da sala giochi effettuato da quei virtuosi della Psikyo. Strikers 1945 II offre da subito la possibilità di ribaltare il televisore, a riprodurre fedelmente lo schermo originario (in verticale); scelta consigliata, quest’ultima, se si vuole usufruire di tutta la definizione grafica del coin-op, ma anche di una giocabilità bilanciata sulle basi di tale visualizzazione (schermo allungato = migliore percezione dei nemici terminali). Naturalmente se vi è da ribaltare un trenta pollici Retrogamer.it non si assume colpe per eventuali fratture congiunte di spine dorsali e Sony Trinitron.

Psikyo ha comunque ben pensato di adattare la risoluzione originaria per far sì che anche l’interlocutore impossibilitato possa godere di una buona esternazione grafica: si potrà scegliere una sorta di scrolling in verticale, a tutto schermo, oppure l’intera area di gioco, rimpicciolita, con le bande nere laterali. O ancora, si potrà optare per una schermata fissa che inquadri il centro dell’azione, a tutto schermo, coprendo particolari "secondari". Ribaltato o non, Strikers 1945 II Saturn riproduce le meraviglie estiche dell'arcade. Non vi è terminologia utile che possa limitare una tale possente messa in scena di conflitti mondiali alternativi. Il titolo è una perentoria scalata verso invenzioni scenografiche futuribili e animazioni prerenderizzate; i boss di fine livello sono immagini pre-poligonali che assumono repentine trasformazioni, mentre stormi di aerei sorvolano il nostro velivolo come avvoltoi in cerca di carcasse. Degni di menzione risultano gli attacchi speciali degli aerei pilotabili, che procureranno un momentaneo dispiegamento di forze e andranno a deflettere i grappoli più insidiosi. La rappresentazione delle contraeree "amiche" è implacabile. Sovrasta a volte l’intera area di gioco e produce immani quantità di fuochi e distruzione. Il teatro di guerra ricostruisce l'idillio catastrofista di 1941 Counter Attack. Ma nel titolo Capcom non vi era la arma supplementare, qui in dotazione di tutti i jet e che si attiva tenendo premuto il pulsante di fuoco per qualche secondo a mo di beam. A scarica ultimata bisognerà attendere che la barra apposita ritorni allo stato iniziale.

Il gameplay di Strikers 1945 II è raffinato. Oltre a una manovalanza di grande dinamismo e ottima precisione, Psikyo si fa carico del mestiere e pur senza rivoluzionare le meccaniche del precursore disegna uno spara e fuggi essenziale, legato alla tradizione e non per questo meno interessante di un Raiden II. Psikyo focalizza sulla tecnica e sul level design e dà importanza alle figure dei bimotore, ognuno in grado di distinguersi nettamente per esteriorità, dotazione, inerzia. Il fatto interessante è che l'intero parco velivoli segue una certa plausibilità aero-nazista, per palese ostentazione dei disegni prototipo lasciati a metà dallo sbarco in Normandia, e di una ricerca aerodinamica ricalcante i congegni a propulsione degli anni '40. Ora in Strikers 1945 II potremo pilotare e rendere funzionanti questi mirabili progetti: L' F5U Flying Pancake resta l'aereo più stravagante e stiloso, assolutamente cazzuto per le potenzialità di upgrade bellico e per il design, che presenta una sorta di U chiusa alle cui estremità sono applicati i motori e le relative eliche, che poi danno spinta al motore (ve ne mostriamo una immagine nelle info). A completamento della ottima tecnica di programmazione il sonoro interviene con musiche trascinanti e di elevata sostanza stereofonica, con effetti sonori pressoché devastanti e deflagrazioni a fungo atomico tanto plausibili quanto necessarie a rendere credibile - incredibile - la atmosfera di guerra. Strikers 1945 II è uno spara e fuggi ambizioso e un po' cialtrone ma però assai appagante su alte quote, al culmine della potenza, quando lo schermo tende a vomitare e nell'istante della ultimazione dell'ultimo livello. Dell'ultimo guardiano.

   

 

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PRO

Veloce e potente

Grafica splendida

Effetti sonori distruttivi

CONTRO

Nulla da segnalare

                  
                       

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Note di produzione